Come gestire il portafoglio

Ucraina, NN IP: azionario sotto pressione, stretta monetaria più lontana

L’escalation in Ucraina ha mandato in rosso i mercati, facendo aumentare gli acquisti sui beni rifugio. La guerra in Europa potrebbe spingere la Bce a mantenere un atteggiamento accomodante più a lungo

di Fabrizio Arnhold 1 Marzo 2022 08:30
financialounge -  azionario Marcin Adamczyk Marco Willner NN IP Russia ucraina
financialounge -  azionario Marcin Adamczyk Marco Willner NN IP Russia ucraina

Volatilità in aumento. L’escalation in Ucraina ha mandato in rosso i mercati, facendo aumentare gli acquisti sui beni rifugio come oro, titoli di Stato con rating elevato, franco svizzero e yen giapponese. Anche il prezzo del petrolio è salito alle stelle, con valutazioni ben al di sopra dei 100 dollari al barile e anche il settore delle materie prime ha messo a segno rincari significativi. “Gli asset rischiosi hanno ridotto i volumi di scambio”, spiegano nella loro analisi Marco Willner, Head of Investment Strategy e Marcin Adamczyk, Head of Emerging Market Debt di NN IP.

BORSE IN ROSSO


La settimana sui listini si è aperta all’insegna dei ribassi, con i Paesi occidentali che vogliono introdurre pesanti sanzioni contro la Russia. Si discute sul blocco selettivo dello Swift e sulle limitazioni nei confronti della banca centrale russa che, nel frattempo, aumenta i tassi d’interesse del 20%. “Gli investitori attendono che la situazione sulle sanzioni sia più chiara, anche se i tempi non sono così definiti”, proseguono gli esperti di NN IP, sottolineando che il rischio è quello di non assistere a una guerra-lampo come accaduto nel 2008 in Georgia. “La Russia è in grado di proseguire nel conflitto a lungo, avendo accumulato 240 miliardi di dollari in riserve valutarie e ridotto i suoi squilibri macroeconomici negli ultimi cinque anni”.

ENERGIA E MATERIE PRIME SETTORI CHIAVE


Per NN IP, i settori delle materie prime e dell’energia saranno quelli più colpiti dalla crisi in Ucraina, dopo l’aggressione della Russia. “La crisi colpisce l’Europa in un momento critico – continua l’analisi –, con l’inflazione che si attesta al 5,1% ed è probabile che gli shock economici smorzino la ripresa, facendo aumentare ulteriormente la pressione inflazionistica”. Ma nei prossimi mesi, la crisi energetica potrebbe attenuarsi perché aumenterà l’offerta di petrolio e gas da Stati Uniti e Iran e anche perché l’inverno sta per terminare.

LA POLITICA MONETARIA


La guerra in Europa potrebbe spingere la Banca centrale europea a mantenere un atteggiamento più accomodante di quanto previsto anche nei prossimi mesi. “Un ciclo di politica monetaria meno aspro in Eurozona è tra le opzioni sul tavolo”, sottolineano gli esperti di NN IP. “Per gli investitori la crisi significa elevata incertezza, soprattutto per l’azionario, almeno nei prossimi giorni”. È ancora troppo presto per dire cosa comporterà l’aumento dell’inflazione, unito agli effetti delle sanzioni. “Molto probabilmente gli asset russi subiranno degli effetti più a lungo termine”, concludono gli analisti di NN IP. Ma per adesso l’incertezza sul piano militare alimenta i timori degli investitori.
Trending