Investire in bond

NN Investment Partners: ecco come orientarsi tra le obbligazioni emergenti in valuta forte

Nel corso del 2022 il debito sovrano in valuta non locale potrà registrare rendimenti percentuali a una cifra. Bisogna applicare la rotazione attiva man mano che le condizioni cambiano

di Annalisa Lospinuso 3 Febbraio 2022 11:31
financialounge -  daily news Leo Hu mercati emergenti NN Investment Partners obbligazioni Onursal Kiliç
financialounge -  daily news Leo Hu mercati emergenti NN Investment Partners obbligazioni Onursal Kiliç

Gli investitori obbligazionari che comprano bond emergenti in valuta forte hanno buone possibilità di ottenere rendimenti durante l’anno in corso. Come sottolineato nell’Emerging Market Debt Outlook di NN Investment Partners, il mondo sta vivendo un nuovo corso: la politica restrittiva della Federal Reserve è al capolinea, Stati Uniti e Cina si contendono lo status di principale superpotenza mondiale. Poi ci sono temi forti che si stanno imponendo come la transizione verde e l’obiettivo di zero emissioni nette di carbonio.

APPROCCIO ATTIVO


In questo contesto, NN Investment Partners adotta un approccio di investimento attivo ed è alla ricerca di Paesi che possono adattarsi meglio ai cambiamenti. “Prevediamo di ruotare attivamente le nostre esposizioni alle obbligazioni in valuta forte man mano che le condizioni evolveranno nel 2022”, scrivono Leo Hu, Co-Lead Portfolio Manager e Onursal Kiliç, Co-lead Portfolio Manager di NN IP.

I PAESI SUI QUALI PUNTARE


Per scovare le opportunità migliori e i rendimenti più alti bisogna tener presente che i mercati emergenti possono rappresentare il motore della crescita mondiale e l’ampio differenziale di crescita tra queste economie e quelle dei Paesi sviluppati ha portato a forti flussi verso i governi dei mercati emergenti e le società che necessitano di capitali. “Con il differenziale di crescita ora più basso, prevediamo che i mercati emergenti che commerciano con le regioni ad alta crescita prospereranno nel 2022”, sostengono gli analisti. Se in passato si è puntato tutto sulla Cina, ora la sua crescita sembra destinata a rallentare a circa il 5% quest’anno, con il governo che si concentra sulla qualità della crescita piuttosto che sulla sua entità. Nel frattempo, gli Stati Uniti e l’Europa stanno recuperando terreno, perciò i Paesi dai quali attingono le materie prime dovrebbero trarne vantaggio. Ad esempio, il Messico, come uno dei principali fornitori del mercato statunitense, è destinato a crescere anche perché non ha introdotto troppi stimoli fiscali durante la crisi e ha un bilancio pulito.

I PAESI FORNITORI DI MATERIE PRIME


Vari Paesi dell’Europa centrale e orientale sono in una buona posizione per soddisfare la crescita dell’eurozona, come la Romania. In Asia, l’Indonesia sta andando bene e non fa più parte del gruppo di Paesi un tempo soprannominati i “cinque fragili” dopo aver rafforzato il proprio bilancio. Certo la pandemia, fa notare NN IP, ha creato disuguaglianze tra i Paesi che sono riusciti ad attivare per primi le misure di contenimento e quelle che ancora non riescono a riprendersi.

L’ANDAMENTO INFLATTIVO


Per quanto riguarda l’inflazione, risulta irregolare anche nel mondo emergente. I prezzi dei generi alimentari sono più bassi in Asia rispetto ad altre regioni come l’America Latina e l’Europa centrale e orientale, mentre i prezzi alla produzione sembrano aumentare quasi ovunque. Le banche centrali dei mercati emergenti hanno imparato la lezione dal precedente episodio di tapering nel 2013, perciò ora hanno diversi strumenti a disposizione sotto forma di potenziali tagli dei tassi di interesse se il Covid dovesse portare a ulteriori problemi di crescita. Oltre i due terzi dei mercati emergenti sono esportatori di materie prime (energia, metalli e agricoltura). Tuttavia, a causa delle preoccupazioni per la crescita, i mercati del debito di questi Paesi non hanno beneficiato del rialzo dei prezzi delle materie prime nel 2021. Man mano che la crescita globale si stabilizza, i mercati potrebbero iniziare a trarre giovamento dalla dinamica dei costi delle materie prime.

CAUTO OTTIMISMO SUI RENDIMENTI


Fatte queste considerazioni, Leo Hu, Co-Lead Portfolio Manager e Onursal Kiliç, Co-lead Portfolio Manager di NN IP si dicono “cautamente ottimisti riguardo al potenziale di rendimento del debito dei mercati emergenti in valuta forte nel 2022. Siamo incoraggiati - continuano gli analisti NN Investment Partners - dalla recente dichiarazione della Federal Reserve secondo cui nulla è scolpito nella pietra per quanto riguarda l'inasprimento e che se i dati suggeriscono che il processo dovrebbe essere interrotto”.

GLI SPREAD


È prevista un’emissione di debito in valuta forte inferiore rispetto al 2021, quindi non dovrebbe esserci troppa pressione sull’offerta. Inoltre, con gli spread in valuta forte scambiati a circa 370 punti base, lo scenario principale è che scendano a 325 pb o addirittura a 300 pb nel corso dell’anno. “Ipotizzando rendimenti del Tesoro USA a dieci anni di circa 1,9-2,0% entro la fine del 2022, ciò si tradurrebbe in un rendimento per la classe di attività del 5,0-5,5% in termini di dollari Usa”, hanno aggiunto i manager NN IP.

SELEZIONE DI TITOLI


Gli investitori devono essere selettivi nel 2022. “Abbiamo una forte convinzione su tre temi in particolare - Leo Hu e Onursal Kiliç - che sono: materie prime, turismo e Paesi in ritardo. La maggior parte dei Paesi in questi tre gruppi sono mercati con beta più alto e ad alto rendimento. Gli spread high yield sono molto interessanti a circa 650 pb, 150 pb in più rispetto a prima della pandemia. Al contrario, gli spread investment grade sono simili ai livelli pre-Covid a circa 150 pb. Potrebbero stringere, ma hanno molto meno spazio per farlo”.

TRANSIZIONE VERDE


La transizione verde dominerà gli investimenti, ma l’abbandono del carbonio è una tendenza a lungo termine e purtroppo non può avvenire dall’oggi al domani. Molti esportatori di petrolio stanno investendo in combustibili verdi dai proventi delle loro obbligazioni per assicurarsi il loro futuro a lungo termine. I mercati emergenti emettono sempre più obbligazioni etichettate, come le obbligazioni verdi e sostenibili, incentivare questi investimenti è anche un modo per raggiungere gli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite.

Scopri di più sulle strategie obbligazionarie di NN IP
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