Politica e mercati

Credit Suisse: “Ecco quali rischi corrono le banche italiane con la scelta del presidente”

Per Pamela Zuluaga (Credit Suisse) un ulteriore allargamento dello spread crea senz’altro problemi, ma non avrebbe comunque un impatto significativo sui livelli patrimoniali degli istituti di credito italiani

di Leo Campagna 28 Gennaio 2022 10:23
financialounge -  banche italiane Credit Suisse italia Pamela Zuluaga Unicredit
financialounge -  banche italiane Credit Suisse italia Pamela Zuluaga Unicredit

Mentre le elezioni del presidente della Repubblica italiana entrano nel vivo, dopo che i primi scrutini si sono conclusi senza nessuna nomina, gli analisti studiano i potenziali rischi finanziari. Tra questi c'è l’analisi a cura di Pamela Zuluaga , Equity Research Analyst di Credit Suisse che, partendo dagli ultimi dati disponibili sull’esposizione al debito sovrano nazionale delle banche italiane, ha delineato le relative sensibilità sui livelli patrimoniali in base alla volatilità degli spread con la Germania.

INCERTEZZA POLITICA


“L’incertezza politica a seguito delle speculazioni dei media sull'intenzione di Draghi candidarsi alla presidenza ha contribuito a un recente allargamento degli spread creditizi italiani. In particolare il differenziale del BTP a 10 anni con l’omologo bund tedesco è ora di circa 45 punti base superiore rispetto al febbraio 2021, quando Draghi fu nominato Primo Ministro”, fa sapere l’analista.



UN ULTERIORE ALLARGAMENTO DELLO SPREAD


È vero, ammette Zuluaga, che un ulteriore allargamento dello spread potrebbe avere un effetto negativo, ma non dovrebbe avere comunque un impatto rilevante sui livelli patrimoniali delle banche italiane. L’esperta ritiene che, alla luce dei robusti buffer rispetto agli obiettivi CET1 (la componente primaria del capitale di una banca), le banche italiane possano essere in grado di mantenere la propria facoltà di utilizzo dell’eccesso di capitale.

IL SIGNIFICATIVO CAPITALE IN ECCESSO DI UNICREDIT


“Continuiamo a ritenere che il significativo capitale in eccesso di UniCredit permetterà all’istituto di offrire un'ampia gamma di opportunità per la ricerca di un significativo potenziale di creazione di valore, sia in termini di distribuzione di dividendi crescente o come risorse disponibili per un'ulteriore crescita”, spiega Zuluaga.

LE ESPOSIZIONI AL DEBITO SOVRANO ITALIANO


Alla fine del primo semestre 2021, le esposizioni al debito sovrano italiano ammontavano a circa il 90% del CET1, sia per Unicredit che per Intesa Sanpaolo. L’analista di Credit Suisse stima che un ampliamento degli spread di 100 punti base (+1,00%) potrebbe determinare una contrazione di circa 20 punti (-0,20%) nei livelli del CET1 per Unicredit e di 23 punti base (-0,23%) per Intesa Sanpaolo.

SE MARIO DRAGHI SI DIMETTE DALL’INCARICO DI PREMIER


Gli economisti di Credit Suisse hanno recentemente evidenziato l'incertezza sull'esito dell'elezione del presidente della Repubblica. “Se attuale Il presidente del Consiglio Mario Draghi si dimette dall'incarico e si trasferisce alla presidenza della Repubblica, i partner politici dell’attuale coalizione potrebbero concordare una sostituzione con un candidato tecnocratico con l’obiettivo di portare avanti l'agenda di Draghi”, argomenta Zuluaga.

ELEZIONI PARLAMENTARI ANTICIPATE


In alternativa, potrebbero essere avviate elezioni parlamentari anticipate. “In tal caso, uno scenario ribassista potrebbe delinearsi alla luce di un possibile ruolo più importante del partito euroscettico Fratelli d'Italia. Un partito che può influenzare l’agenda della politica italiana e che potrebbe incidere sull'impiego dei fondi dell'UE e sulle relazioni a lungo termine con l'UE”, avverte l’Equity Research Analyst di Credit Suisse.

LA CRISI DELL’EUROZONA DEL 2012


Per comprendere il rischio insito in tale scenario, Zuluaga stima che un potenziale allargamento dello spread italiano ai livelli sperimentati nel 2012 durante la crisi dell'Eurozona, toglierebbero 81 punti base (-0,81%) di CET1 a UniCredit e 92 punti base (-0,92%) a Intesa Sanpaolo.

 
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