Il Vecchio Continente nel mirino

Borse nervose per la tensione in Ucraina

La situazione geopolitica nell'Est Europa crea nervosismo tra gli operatori finanziari che reagiscono con vendite generalizzate. Giù le azioni europee mentre salgono le quotazioni del bene di rifugio per eccellenza, l'oro

di Annalisa Lospinuso 24 Gennaio 2022 11:44
financialounge -  azioni dax FED FTSE Mib inflazione mercati oro ucraina
financialounge -  azioni dax FED FTSE Mib inflazione mercati oro ucraina

Non bastava la pandemia che non accenna ad allentare la presa e le minacce di aumento di inflazione a creare volatilità sui mercati finanziari, ora la situazione geopolitica in Ucraina rischia di mettere a dura prova la pazienza degli operatori finanziari. Si teme, infatti, un'escalation di tensioni nell'Est Europa che possa coinvolgere tutti gli Stati.

LA TENSIONE IN UCRAINA


Stando a fonti del dipartimento di Stato americano, gli Usa hanno ordinato l’evacuazione delle famiglie dei diplomatici a Kiev, domenica sera, e hanno sconsigliato di recarsi in Russia. Oggi è iniziata la consultazione con i Paesi europei sull’Ucraina e la situazione rimane “imprevedibile e potrebbe peggiorare in qualsiasi momento”, si legge nel comunicato Usa. Il personale locale e il personale non essenziale possono lasciare l’ambasciata se lo desiderano e i cittadini statunitensi residenti in Ucraina “dovrebbero ora considerare” di andarsene, secondo Washington che ha anche consigliato agli americani di non recarsi in Russia. Il presidente americano Joe Biden, secondo alcuni media Usa, starebbe valutando l'opzione di inviare fino a cinquemila soldati nel Baltico e nell'est dell'Europa.

BENE L'ASIA, MALE L'EUROPA


Per il momento le piazze asiatiche risentono meno della tensione: l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo, ha chiuso la sessione odierna in rialzo dello 0,24%, a 27.588,37 punti, Shanghai rimane piatta, mentre Hong Kong cede l’1,06%, il Kospi arretrato dell'1,49%. Sono gli europei a destare più preoccupazione, con il Ftse Mib a 26.559 punti che cede in mattinata l’1,86% e il Dax l’1,46% (15.377). Molto bene, invece, i futures sulla borsa Usa, con quelli sul Dow Jones in crescita dello 0,66%, sul Nasdaq in rialzo dello 0,82% e su S&P 500 in progresso di oltre lo 0,72%.

SOTTO PRESSIONE L'AZIONARIO


Il comparto azionario sarà in focus per tutta la settimana, in vista dell’imminente riunione del Fomc, che inizierà martedì 25 gennaio. Secondo le dichiarazioni del fine settimana di David Mericle, economista di Goldman Sachs, alla Cnbc, la Fed potrebbe essere costretta ad alzare i tassi più di quattro volte, nel 2022, a causa dell'inflazione galoppante in Usa.

ACQUISTI SULL'ORO


L'oro in rialzo di mezzo punto percentuale, a 1.841 dollari l’oncia, indice del fatto che la frizione comincia sentirsi sui mercati. In calo le quotazioni di petrolio greggio (-0,35%) e del Brent (-0,23%). Lo spread Btp-Bund tedesco scende a 139 punti base.
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