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Credit Suisse: azioni telecom europee su una rotta favorevole per il 2022

Secondo Uwe Neumann, Equity Research Analyst – IT di Credit Suisse, le prospettive del free cash flow per il settore sono destinate a migliorare dopo un picco delle spese per investimenti toccato nel 2021

di Virgilio Chelli 18 Novembre 2021 14:38
financialounge -  Credit Suisse daily news telecomunicazioni Uwe Neumann
financialounge -  Credit Suisse daily news telecomunicazioni Uwe Neumann

Con una performance da inizio di circa l'11% sulla base dell’indice STOXX Europe 600 Telecommunications il settore europeo delle telecomunicazioni ha continuato a deludere gli investitori ed ha sottoperformato di oltre il 10% il più ampio mercato europeo. Sul piano internazionale, il quadro non è apparso molto diverso, con le aziende delle telecomunicazioni che hanno sottoperformato anche negli Usa malgrado il consolidamento del mercato mobile da quattro a tre operatori.

I MOTIVI DELLA SCARSA PERFORMANCE


Uwe Neumann, Equity Research Analyst – Telecom / Information Technology di Credit Suisse, sottolinea che la scarsa performance dei titoli europei delle telecomunicazioni ha sorpreso tutti, in quanto l’impatto della pandemia di COVID-19 è stato positivo al netto per l’EBITDA, con i minori guadagni del roaming compensati da un churn rate (tasso di abbandono) più basso e da costi SG&A inferiori, mentre la stessa pandemia ha indotto i responsabili politici a ripensare le reti per renderle all’avanguardia, cosa che solo aziende in buona salute possono fornire. Inoltre il contesto normativo è migliorato sulla base del punto e dovrebbe esserci libertà di regolamentazione per i prossimi cinque anni, mentre consumatori e imprese hanno investito di più in upgrade dei loro servizi di telecomunicazioni, cosa che in alcune regioni ha consentito un ritorno alla strategia “more for more” e addirittura degli aumenti di prezzo.


Performance delle telecomunicazioni europee durante la pandemia (Fonte: Bloomberg, Credit Suisse)

GLI INVESTIMENTI HANNO TOCCATO IL PICCO


Anche il maggiore dividendo medio del 4,3% rispetto al 2,6% del mercato più ampio non è stato d’aiuto quando c’è stata una rotazione da growth a value. La ragione principale della debole performance, secondo l’analisi dell’esperto di Credit Suisse, è stato un aumento del capex dovuto ai rollout delle reti mobili 5G e della fibra, che hanno messo sotto pressione la generazione di free cash flow, insieme allo scetticismo degli investitori sulla possibilità che questi investimenti fruttino rendimenti superiori rispetto agli ultimi anni. Ma le spese d’investimento hanno toccato il picco nel 2021, mentre le società europee di telecomunicazioni hanno monetizzato la loro infrastruttura, come con la vendita di torri, e si sono impegnate in co-finanziamenti con riguardo agli investimenti in fiber to the homenelle aree rurali.

MERCATO EUROPEO VERSO UN CONSOLIDAMENTO


Per questo Neumann ritiene che i timori degli investitori possano essere eccessivi e che la generazione di free cash flow dovrebbe migliorare nel 2022 grazie ai fattori positivi, in particolare al migliorato contesto normativo che ha incentivato le aziende a investire nella prospettiva di rendimenti più alti e non regolamentati. Inoltre, il politico potrebbe consentire un consolidamento del mercato. L’esperto di Credit Suisse fa l’esempio della Spagna, dove si ritiene sia solo una questione di tempo, che potrebbe innescare una revisione del settore europeo da parte degli investitori, che vale la pena riesaminare anche perché offre interessanti punti di ingresso.
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