Rischio contagio?

NN IP: “Crisi Evergrande, quali effetti sulla Cina e sui mercati”

Nella sua analisi Maarten-Jan Bakkum (NN IP) mette in evidenza i rischi per il sistema finanziario cinese e quali effetti il debito del colosso immobiliare può avere sulle scelte politiche

di Redazione 1 Ottobre 2021 - 13:36
financialounge - news
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Per evitare di fallire, il colosso immobiliare cinese Evergrande dovrà ricorrere ad una importante ristrutturazione del debito. Su questo aspetto le autorità cinesi stanno lavorando. Quali sono i rischi per il sistema finanziario cinese? “Dato che le passività totali di Evergrande ammontano a 300 miliardi di dollari, a prima vista i rischi per il sistema finanziario appaiono significativi”, commenta Maarten-Jan Bakkum, Senior Emerging Market Strategist di NN Investment Partners. “Tuttavia, se analizziamo la situazione in prospettiva, Evergrande non è così grande: i suoi prestiti bancari rappresentano circa lo 0,1% del totale dei prestiti esistenti a livello bancario cinese”. Le obbligazioni in circolazione rappresentano meno dello 0,5% del mercato complessivo di obbligazioni societarie locali.

RISCHIO AUMENTO TASSO DEFAULT


Nella sua analisi, l’esperto di NN IP ipotizza il caso in cui Evergrande dovesse risultare insolvente su tutti i suoi tutoli obbligazionari, ecco che si “innescherebbe un aumento del tasso di default complessivo sul mercato obbligazionario cinese, che passerebbe dall’1,4% al 2%”. Nel contesto cinese, il governo potrebbe indurre le banche ad accettare nuovi termini e condizioni in tempi rapidi.

RISCHI DI CONTAGIO?


La questione che tiene banco sui mercati riguarda il rischio contagio. Esiste? “Sappiamo che diversi altri operatori immobiliari sono fortemente indebitati, e che negli ultimi dieci anni si è registrata un’eccessiva assunzione di rischi”, prosegue nella sua analisi Maarten-Jan Bakkum. “Il governo cinese intende trovare una soluzione a questo problema, ma nel bel mezzo di questa crisi sarà necessario un approccio pragmatico”. Detto in altre parole, significa immettere liquidità in tutto il sistema e intervenire dove necessario. Il governo intende anche prevenire un ulteriore brusco calo dell’attività edilizia, poiché si tratta di un settore fondamentale che apporta contributi significativi alla crescita economica.

NUOVI INVESTIMENTI PUBBLICI


Da luglio il governo cinese ha optato per un allentamento delle politiche e si stanno pianificando nuovi investimenti pubblici. “Il problema di Evergrande aumenta la probabilità che gli investimenti pianificati siano attuati più rapidamente, e che vengano elaborati ulteriori piani”, sottolinea l’analista NN IP. “Ciò è importante anche considerato il contesto dei nuovi focolai di coronavirus e dell’approccio incentrato sulla tolleranza zero delle autorità, che renderà difficile revocare le restrizioni alla mobilità. Pertanto, sussistono comunque pressioni sulla crescita economica”. NN IP ritene che dopo il terzo trimestre, con una crescita probabilmente azzerata, si inizierà a registrare una graduale ripresa, con una crescita forse migliore del previsto nella prima metà del 2022.

PORTAFOGLIO MULTI-ASSET


Spostando l’attenzione all’asset allocation, “nel nostro portafoglio modello multi-asset, abbiamo ridotto la lieve sovraesposizione ai titoli azionari, riportandola a un livello neutrale”, precisa Maarten-Jan Bakkum. “Abbiamo deciso di prendere profitti su questa operazione, e di mantenere un approccio più attendista nei confronti della situazione di Evergrande e del suo eventuale impatto sulla crescita della Cina”. Lo scenario a lungo termine per i titoli azionari resta favorevole, al netto di una certa volatilità nel breve termine. “Nel nostro scenario di riferimento, prevediamo ancora una solida crescita economia nel 2022, a seguito della riduzione delle restrizioni legate al Covid” e con uno sforzo ulteriore di normalizzazione dell’economia.

SUL MERCATO OBBLIGAZIONARIO


Nonostante l’aumento della volatilità, dovuta anche ai problemi di Evergrande, NN IP mantiene una lieve sottoesposizione ai Treasury statunitensi e una lieve sovraesposizione al credito high yield dell’Eurozona. “Finora ci sono stati pochi segnali di aumento del rischio sistemico - evidenzia il Senior Emerging Market Strategist di NN Investment Partners -, gli spread del mercato monetario sui mercati sviluppati sono rimasti stabili”. Questo indica che il problema di Evergrande ha avuto finora ripercussioni limitate sui mercati globali. “In questa fase, la principale incertezza è costituita dalle implicazioni della situazione di Evergrande sull’attività immobiliare in Cina, e quale sarà l’eventuale impatto sul ciclo economico globale”, conclude Maarten-Jan Bakkum.

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