Obbligazioni, per Credit Suisse lo spread in Asia offre ancora valore

Reddito fisso
di Leo Campagna 16 Luglio 2021 - 14:29

In generale gli esperti di Credit Suisse sono cauti sui titoli di Stato e ritengono gli spread ai minimi storici delle obbligazioni societarie, sia IG che high yield, appena sufficienti a compensare i rischi

Cautela sui titoli di Stato globali e un approccio selettivo sia sulle obbligazioni societarie, sia investment grade (IG) che high yield, e sia sul debito emergente dove, nel complesso, il potenziale di rendimento viene ritenuto neutrale. Possono essere sintetizzate così le conclusioni degli esperti di Credit Suisse nelle previsioni sul mercato obbligazionario per i prossimi 3-6 mesi.

PREVISTO UN AUMENTO MODERATO DEI RENDIMENTI USA

“Nonostante di recente le aspettative di inflazione USA si siano stabilizzate e i rendimenti dei Treasury USA abbiano ritracciato dai massimi relativi di marzo, prevediamo ancora un aumento moderato dei rendimenti americani, motivo per cui confermiamo il nostro giudizio neutrale sulla duration USA. Inoltre, alla luce dei tassi ancora negativi, preferiamo mantenere un posizionamento sui titoli con scadenze brevi in Europa e Svizzera. In complesso, a nostro avviso, i titoli di Stato globali rimarranno ancora un investimento poco interessante e preferiamo assumere un sottopeso”, spiegano i manager di Credit Suisse.

PRESE DI PROFITTO SUI TIPS

L’inflazione USA dovrebbe stabilizzarsi sulla scia del probabile picco dei prezzi delle materie prime mentre, in parallelo, i tassi d’inflazione di pareggio USA sono aumentati a livelli elevati, riducendo ai minimi il potenziale di rialzo delle obbligazioni indicizzate all’inflazione. “In virtù di queste considerazioni, non preferiamo più le obbligazioni indicizzate all’inflazione USA (TIPS) rispetto a titoli di Stato nominali comparabili e abbiamo effettuato prese di profitto su questa tipologia di titoli” fanno sapere i professionisti di Credit Suisse.

AI MINIMI STORICI GLI SPREAD DELLE OBBLIGAZIONI SOCIETARIE

Passando alle obbligazioni societarie, gli spread restano ai minimi storici, sia nel comparto investment grade globale e sia in quello high yield, riuscendo appena a compensare l rischi. “Riteniamo che in entrambi i casi, queste tipologie di bond genereranno presumibilmente solo rendimenti assimilabili alla liquidità e preferiamo mantenere le allocazioni prossime ai livelli neutrali” riferiscono gli esperti di Credit Suisse.

BOND DELLE TELECOMUNICAZIONI USA E IBRIDI EUROPEI

Per quanto riguarda l’ambito creditizio, sono preferiti i corporate bond investment grade delle telecomunicazioni USA orientate al mercato interno che dovrebbero beneficiare del piano di spesa per le infrastrutture del governo USA e che sono anche meno coinvolte da un potenziale aumento dell’imposta sulle società. In Europa, invece, gli sviluppi del piano vaccinale e la potenziale ripresa economica spingono i bond ibridi europei, che offrono uno spread maggiore rispetto all’investment grade USA ed europeo. “Nel segmento high yield preferiamo le emissioni di Paesi con rating investment grade che vantano giudizi positivi in termini ESG e che potrebbero guadagnarsi un upgrade del rating” puntualizzano i manager di Credit Suisse.

IN ASIA LO SPREAD OFFRE ANCORA VALORE

Relativamente al debito emergente in valuta forte viene adottato un atteggiamento neutrale. I flussi degli investitori nella classe d’investimento sono di recente migliorati, ma gli spread sono limitati e fanno immaginare rendimenti prospettici moderati. ”Su questo fronte siamo orientati sui governativi di Europa emergente, Medio Oriente e Africa (EEMEA) mentre la Cina è il singolo paese preferito e quello meno gettonato è il Brasile. In Asia, dove lo spread offre ancora valore, prediligiamo selettivamente gli emittenti di Hong Kong rispetto a quelli della Cina, alcuni ibridi industriali cinesi selezionati e immobili con rating BB di durata breve” concludono i professionisti di Credit Suisse.

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