Ecco i titoli favoriti dalla crescita dell’inflazione secondo Amundi

Rischi e opportunità
di Virgilio Chelli 12 Maggio 2021 - 7:50

Gli esperti di Amundi spiegano quali asset class possono essere minacciate da un ritorno dell’inflazione e come diversificare il portafoglio per evitare possibili contraccolpi

Quando la crisi da Covid-19 è esplosa ha subito generato una serie di shock di domanda e offerta che si sarebbero tradotti a breve in un aumento della volatilità dell’inflazione e in una frammentazione settoriale, mentre a livello strutturale aveva il potenziale di accelerare i cambiamenti che, sommandosi a fattori preesistenti, potrebbero a un certo punto mettere in discussione il proseguimento del trend disinflazionistico avviato una quarantina d’anni fa dall’allora presidente della Fed Volcker.

ALCUNE ASSET CLASS PIÙ RESILIENTI

Monica Defend, Global Head of Research e Vincent Mortier, Deputy CIO di Amundi, in un commento sul “Risveglio dell’inflazione”, partono da qui per analizzare i contraddittori shock da inflazione di breve periodo, mentre, in un’ottica più di lungo termine, esprimono la convinzione che le politiche adottate nel corso della crisi potrebbero portare nei prossimi anni a un’inflazione più alta rispetto al decennio 2010-2020. Per l’investitore è estremamente importante capire l’evoluzione del trend e il regime d’inflazione futuro perché alcune classi di asset potrebbero essere più resilienti e sovraperformare. In un regime di inflazione normale tra il 2% e il 3%, secondo i due esperti di Amundi, le obbligazioni societarie tendono ad avere buone performance grazie al miglioramento dei fondamentali economici, come anche le azioni, in particolare quality, value e ciclici.

INASPRIMENTO DELLE CONDIZIONI FINANZIARIE

Ma se l’inflazione sale ci sarà anche un inasprimento delle condizioni finanziarie che dimezzerà i rendimenti delle azioni portandoli a una sola cifra e trascinerà le obbligazioni governative in territorio negativo, fatta eccezione per quelle indicizzate. In un regime inflazionistico normale, con rischi di rialzo, diventa cruciale diversificare all’interno di un’ampia gamma di asset class. In ogni caso, gli esperti di Amundi ritengono che le pressioni inflazionistiche aumenteranno nel 2021, per cui sarà cruciale individuare i trend sul lungo termine che potrebbero modificare le attitudini dei policy maker e valutare le implicazioni di un aumento dell’inflazione per gli investimenti.

TRE DRIVER POTENZIALI DI RIALZO DELL’INFLAZIONE

Secondo Defend e Mortier sono tre i fattori che possono essere individuati come driver potenziali perlomeno di un moderato strappo verso l’alto rispetto al trend disinflazionistico quarantennale. Il primo è che parte degli stimoli fiscali e monetari per contrastare la crisi permangano anche dopo che il vuoto di PIL sarà colmato, portando a una situazione diversa da quella post-2010, quando il rapido smantellamento degli stimoli fiscali sembra abbia impedito all’espansione monetaria di produrre qualsiasi effetto inflazionistico, anche se potrebbe almeno aver impedito la deflazione.

IL TREND DELLA DE-GLOBALIZZAZIONE

Il secondo fattore è la possibilità che la crisi conduca a politiche di sostegno più favorevoli ai lavoratori che alle imprese, con maggiori probabilità di sostenere aspettative d’inflazione prolungate. Il terzo infine è che la crisi acceleri il trend della de-globalizzazione, esponendo maggiormente i prezzi delle economie avanzate alla dinamica delle retribuzioni nazionali, che sono più alte rispetto alle economie emergenti dove le attività sono attualmente delocalizzate.

AMPIA GAMMA DI ATTIVITÀ SU CUI DIVERSIFICARE

In ogni caso, secondo gli esperti di Amundi, la politica sui tassi della Fed dovrebbe rimanere accomodante ancora a lungo, mentre nella zona Euro c’è ampio consenso sul fatto che la politica fiscale non dovrebbe ritornare all’austerità con la rapidità osservata tra il 2010 e il 2020. Dal punto di vista dell’investitore, le soluzioni che puntano a rendimenti reali con un’ampia gamma di classi di attività saranno interessanti in un normale regime inflazionistico con rischi rialzisti. Tra queste gli esperti di Amundi indicano gli attivi reali, le obbligazioni indicizzate all’inflazione, le notes a tasso variabile, le materie prime e i settori azionari collegati all’economia reale, che tendono a sovraperformare in un contesto di rialzo dell’inflazione.

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