Credit Suisse è costruttiva sull’Italia: ulteriore riduzione dello spread in vista

Effetto Draghi
di Virgilio Chelli 27 Aprile 2021 - 12:47

Le prospettive di ripresa sono rafforzate dalla linea di spesa del premier Draghi, mentre con la sospensione del Patto di Stabilità il debito non è un problema

Le prospettive italiane sono migliorate negli ultimi mesi, con i progressi nelle vaccinazioni che consentiranno di riaprire il Paese nelle prossime settimane, mente il premier Mario Draghi sta approfittando della deroga alle regole del Patto di Stabilità per spendere di più, con un deficit di bilancio proiettato all’11,8% nel 2021 dopo il 9,5% nel 2020, il più alto della zona euro, e il debito destinato a salire al 163% del PIL nel 2021, dal 157% del 2020. Ma la sostenibilità del debito non è un problema in questa fase, perché le prospettive di crescita più alte, combinate con condizioni finanziarie molto accomodanti, aiuteranno l’Italia a rispettare i futuri obblighi di pagamento.

MAGGIOR BENEFICIARIO DEL RECOVERY

Sono le conclusioni cui giunge un report di Credit Suisse titolato appunto “Costruttivi sull’Italia”, visto che sarà il più grande beneficiario del Recovery Fund, i cui fondi saranno fondamentali per la futura traiettoria di crescita. Il ruolo di Draghi nel processo di allocazione dovrebbe fornire ulteriori garanzie che i fondi saranno spesi in modo efficiente e secondo Credit Suisse le migliori prospettive di crescita potrebbero portare a un miglioramento del rating quest’anno, che a sua volta potrebbe attirare più investitori, mentre le prospettive favorevoli giustificano un’ulteriore riduzione del premio di rischio collegato ai Btp che dovrebbero portare a una compressione degli spread rispetto al resto dell’Europa.

VERSO RESTRINGIMENTO DEGLI SPREAD

In particolare, l’analisi tecnica di Credit Suisse ribadisce la visione di restringimento dello spread sia per lo spread del rendimento del debito a 10 anni dell’Italia sia nei confronti della Germania che della Spagna. Il quadro positivo dovrebbe anche portare a miglioramenti dei rating sul merito di credito italiano da parte delle principali agenzie già quest’anno, con l’effetto di attrarre nuovi investitori, grazie a una riduzione del premio di rischio legato ai Btp. Il report sottolinea la grande credibilità internazionale di cui gode Draghi in quanto ex presidente della Bce e forte sostenitore dell’europeismo, il che potrebbe avere impatto anche sulle elezioni politiche in calendario per il 2023.

L’EFFETTO DRAGHI POTREBBE DURARE A LUNGO

Fino ad allora, il quadro politico italiano è destinato a restare stabile anche per le implicazioni di lungo termine che potrebbero avere le riforme strutturali che ci si aspetta vengano avviate durante il mandato di Draghi, soprattutto in materia fiscale e di pubblica amministrazione. La sfida per il premier è coagulare sul programma di riforme un supporto parlamentare sufficiente, ma secondo Credit Suisse non si tratta di un esito non ottenibile. Per questo l’effetto Draghi potrebbe durare ben oltre la scadenza del suo mandato, il cui orizzonte è la primavera del 2023, anche se Credit Suisse non prevede che il premier possa entrare nella competizione elettorale.

ATTESI GIUDIZI POSITIVI SUI RATING

Per quanto riguarda i giudizi delle grandi agenzie di rating sul merito di credito italiano, Credit Suisse prevede che si procederà come primo passo con un miglioramento dell’outlook a positivo, per poi, già entro l’anno in corso, con un miglioramento del rating vero e proprio. Se e quando arriveranno, i miglioramenti dei rating, soprattutto quelli di Moody’s e Fitch, andranno a sostenere l’attrattività dell’Italia per gli investitori, visto anche che secondo Credit Suisse la forza della ripresa economica italiana non si riflette ancora pienamente nel mercato obbligazionario.

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