Curare gli animali domestici con farmaci umani, ecco quanto potrà risparmiare una famiglia

Cambiano le regole
di Fabrizio Arnhold 15 Aprile 2021 - 12:48

Con il nuovo decreto firmato dal ministro della Salute Speranza, si calcolano risparmi per le famiglie fino al 90% sui costi per i medicinali. I veterinari potranno prescrivere farmaci “ad uso umano”: ecco quali

Dopo il divano, con gli amici a quattro zampe si potranno condividere anche i medicinali. E in questo caso risparmiando pure parecchi soldi. Ieri, 14 aprile, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il decreto che permette di curare gli animali domestici anche con farmaci “ad uso umano”. Un provvedimento che interessa circa il 40 per cento delle famiglie italiane che ospitano un animale da compagnia e che potranno così risparmiare fino al 90 per cento per le cure degli animali.

QUALI MEDICINALI POSSONO ESSERE PRESCRITTI

Nel nuovo provvedimento è previsto che il veterinario possa prescrivere medicinali per “uso umano” per la cura degli animali domestici, “a condizione che tale medicinale contenga il medesimo principio attivo del medicinale veterinario”, sulla base della migliore convenienza economica dell’acquirente. Oggi sono più di 15 milioni i cani e gatti che vivono nelle famiglie italiane che potranno così risparmiare soldi, soprattutto in momento fortemente caratterizzato dalle difficoltà anche economiche del Covid. “Si tratta di un provvedimento di equità atteso da anni da milioni di cittadini. Una scelta che consentirà di garantire con più facilità le cure agli animali da compagnia e un risparmio importante per tante famiglie italiane e per le strutture che si occupano di cani e gatti”, ha commentato il ministro della Salute, Roberto Speranza.

QUANTO SI POTRÀ RISPARMIARE

A fare i conti ci ha pensato la Lav che definisce il provvedimento come “una conquista a favore di milioni di animali”, in grado di “estendere il diritto alla cura per tutti i cani e gatti, anche quelli che una famiglia non la hanno”. Con possibilità di somministrare un farmaco umano che abbia lo stesso principio di quello veterinario, se il cane o il gatto avranno la gastrite si potranno risparmiare 20 euro per ogni confezione, mentre per una patologia cronica come la cardiopatia si potranno risparmiare 334 euro all’anno (per un cane di 20 kg) e ben 524 euro se ha bisogno anche del diuretico.

PER DERMATITE ATOPICA E EPILESSIA

“E se il suo problema è la dermatite atopica, si potranno risparmiare ben 432,44 euro per un ciclo di terapia”, precisa la Lav in una nota. Si potrà ridurre la spesa anche nel caso in cui il cane soffra di epilessia idiopatica, considerato come la terapia con un farmaco umano che contiene lo stesso principio attivo di quello veterinario possa costare in media 135 euro in meno all’anno. E se il gatto di 5 kg soffre di ipertiroidismo, il risparmio annuo sarà di 138 euro.

RISPARMI ANCHE SULLA COLLETTIVITÀ

Le nuove regole in fatto di somministrazione di medicinali per gli animali, avranno impatti anche sulla finanza pubblica, con eventuali risparmi anche per la collettività. Un Comune per mantenere gli animali in canile può arrivare a spendere circa 15mila euro all’anno di farmaci: con le nuove disposizioni si potrebbero mettere da parte ben 11.250 euro.

ANIMALI DOMESTICI, CRESCE LA SPESA PUBBLICA

Nell’ultimo anno caratterizzato dalla pandemia sono aumentate le adozioni di cani e gatti. Ma è aumenta anche la spesa pubblica per le loro cure. Secondo la nona edizione di “Animali in città”, l’indagine di Legambiente sui servizi offerti dalle amministrazioni comunali e dalle aziende sanitarie, per la gestione di animali d’affezione e la qualità della nostra convivenza con animali selvatici e non, crescono anche grandi disparità tra territori. La spesa per la gestione degli animali in città ammonta complessivamente a 228.682.640 euro nel 2019, con un incremento del 3,6% rispetto all’anno precedente.

BOOM DI ADOZIONI CON IL COVID

Nel 2020, l’emergenza sanitaria e i lunghi periodi di lockdown hanno fatto registrare un aumento di adozioni di cani e gatti. L’Enpa ha trovato casa in Italia a 8mila e 100 cani e 9mila e 500 gatti, oltre il 15 per cento in più rispetto al 2019, per un totale di 17mila e 600 animali domestici adottati. Da sottolineare anche il dato sulle cessioni di animali per cause economiche, e anche in questo caso c’entra sempre il Covid, in aumento del 20 per cento. Tra i motivi, oltre all’impossibilità di mantenere l’animale per difficoltà economiche, anche la scelta dei figli che dopo la morte dei genitori non possono più occuparsi dei loro cani e gatti.

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