Il petrolio torna ai livelli pre-Covid

Ripresa economica
di Virgilio Chelli 8 Febbraio 2021 - 11:39

Il Brent supera i 60 dollari per la prima volta dal 20 febbraio 2020 e anche il WTI viaggia ai massimi di un anno, prezzi supportati da attese di ripresa economica globale anticipate dalle Borse

Per la prima volta dallo shock da coronavirus che ha investito un anno fa tutti i mercati, il prezzo del petrolio ha recuperato i livelli di inizio 2020, con i futures sul Brent che hanno superato la soglia dei 60 dollari al barile mentre il benchmark americano WTI si è portato sopra i 57 dollari. Come altri asset, anche il petrolio completa così il potente rimbalzo dall’abisso in cui era precipitato tra marzo e aprile, con l’episodio dei contratti futures che erano addirittura per qualche ora entrati in territorio negativo.

ASPETTATIVE DI ROBUSTA RIPRESA

A supportare i prezzi questa volta non sono tanto le manovre dei produttori dirette a sostenere le quotazioni riducendo la produzione, quanto le aspettative di una robusta ripresa dell’economia mondiale anche sulla spinta del pacchetto di stimoli da 1.900 miliardi di dollari in arrivo dalla nuova amministrazione americana guidata dal Presidente Joe Biden. Il petrolio è l’ultima classe di asset che si unisce al rimbalzo, dopo l’azionario, che per quanto riguarda Wall Street non solo ha recuperato i livelli pre-virus ma li ha addirittura superati, dopo le obbligazioni societarie e dopo altre materie prime.

RIMASTI INDIETRO I TITOLI OIL&GAS

Ora il mercato guarda al comportamento dei titoli del settore energetico più legati all’oil&gas che sono ovviamente anche quelli rimasti più indietro, sia in termini di performance societaria che di andamento dei titoli sul mercato azionario. Il grosso del recupero il prezzo del petrolio lo ha messo a segno dalla fine di ottobre 2020, da quando il Brent ha recuperato ben il 50%, muovendosi come altri strumenti finanziari sulla spinta delle elezioni americane.

IMPATTO SUL PREZZO DEL GALLONE IN USA

Anche i grandi titoli petroliferi comunque stanno cominciando a beneficiare del recupero del petrolio, come Exxon Mobil e ConocoPhillips, che insieme ai grandi titoli finanziari hanno messo a segno una partenza d’anno di segno positivo dopo un 2020 decisamente pesante. Il recupero del petrolio sta cominciando a impattare anche il prezzo della benzina alla pompa negli Stati Uniti, risalito a una media di 2,46 dollari il gallone da 2,12 dollari di inizio novembre, con la prospettiva di contribuire al recupero dell’inflazione.

Financialounge - Telegram