Le azioni europee da comprare e quelle da evitare con il dollaro debole

Biglietto verde in declino
di Virgilio Chelli 22 Gennaio 2021 - 8:00

Credit Suisse resta negativo sulla divisa Usa e prevede che ne beneficeranno le azioni europee domestiche come utility e telecom insieme a quelle favorite da un euro forte, come vendite al dettaglio e linee aeree

Se l’euro riprenderà a rafforzarsi sul dollaro, l’azionario europeo dovrebbe sottoperformare in termini di valuta locale, dal momento che un guadagno del 10% della moneta unica determina una limatura dello 0,3% della crescita del PIL del Vecchio Continente e di circa il 6% degli utili societari. Per questo l’investitore dovrebbe guardare a azioni europee con focus domestico, come utility e telecom, o a settori che beneficiano di un euro forte, perché sostengono i costi in dollari, come segmenti del dettaglio e linee aeree. Un effetto collaterale della debolezza del dollaro è anche la sovraperformance dei mercati emergenti globali, perché sono correlati negativamente alla moneta americana.

RALLY IN UN MERCATO ORSO

Lo sostiene nelle sue Global Equity Strategy Weekly Observations Credit Suisse, che vede un trend in declino del dollaro sin da agosto 2020 e ritiene che il recente recupero rappresenti semplicemente un rally nell’ambito di un mercato “Orso”. Entrando nel dettaglio dei singoli titoli azionari europei, Credit Suisse esprime una preferenza per le società che sostengono più costi in dollari ma registrano maggiori ricavi in euro, citando le britanniche ABF e M&S insieme a Electrolux, mentre considera relativamente perdenti le azioni con caratteristiche opposte, come quelle della tedesca Infineon, della svizzera Richemont, della svedese Atlas Copco, e di Nokia.

TRE MOTIVI DEL RIMBALZO

Credit Suisse vede una serie di fattori a sostegno della tesi del trend di indebolimento del dollaro, tra cui le attese positive degli investitori sull’universo emergente e le commodity, e ritiene che il recente contenuto rimbalzo del biglietto verde sia un ritracciamento temporaneo, per cui resta cauta su tutte le aree di investimento azionario esposte al dollaro, come ad esempio il settore farmaceutico europeo. Credit Suisse attribuisce il temporaneo ritracciamento del dollaro a tre fattori: i commenti di alcuni esponenti della Fed sulla possibilità di un inizio di rientro dallo stimolo monetario già quest’anno, le misure di supporto annunciate dal presidente Biden che potrebbero far sovraperformare l’economia USA nel 2021 e infine l’accumulo di posizioni al ribasso sul dollaro ai massimi di un decennio.

TARGET EURO/DOLLARO A 1,25

Ma tutto questo non modifica la visione di Credit Suisse, che resta ribassista sul dollaro con un target di 1,25 contro euro a 12 mesi, ritenendo che la Fed in ogni caso terrà a freno i tassi di interesse USA e proseguirà senza modifiche negli acquisti del Quantitative Easing almeno per tutto il 2021. Inoltre, i differenziali delle partite correnti restano coerenti con una significativa e perdurante debolezza del dollaro, mentre il differenziale dei tassi reali continua a supportare l’euro.

MONETA UNICA PIÙ CREDIBILE

L’analisi del Credit Suisse cita infine che l’euro oggi rappresenta solo il 21% delle riserve valutarie globali mentre nel 2009 era al 28%, mentre la risposta fiscale e monetaria europea alla pandemia rende l’euro una moneta di riserva molto più credibile di un anno fa. È  vero che il 60% delle riserve globali sono in dollari, ma gli USA rappresentano solo il 25% del PIL globale. Nel 2021 i differenziali di crescita non dovrebbero spostarsi molto a favore degli Stati Uniti, anche perchè l’Europa ha un maggior controllo sulla pandemia e una serie di stabilizzatori automatici.

Financialounge - Telegram