Dagli Usa al Portogallo, tassi reali e nominali sempre più negativi

Tempi ancora lunghi
di Virgilio Chelli 11 Dicembre 2020 - 21:00

GAM prende in considerazione due casi estremi per sottolineare che dovremo aspettare ancora a lungo per parlare di normalizzazione del costo del denaro, ma i governativi europei mantengono un loro ruolo

I tassi di interesse reali, vale a dire al netto dell’inflazione, e quelli nominali in molte aree del mondo si spingono sempre più in territorio negativo, mentre negli Stati Uniti proseguono i difficili negoziati fra Democratici e Repubblicani sul pacchetto fiscale da varare per contrastare gli effetti dell’epidemia che continua a dilagare. È un quadro chiaro, pur nella sua complessità: il vaccino resti­tuisce speranze sulla potenziale ripresa dell’economia, anche se alcuni virologi smorzano l’entusiasmo ritenendo che, per raggiungere l’immunità di gregge, si dovrà vaccinare almeno il 70% della popolazione. Sarà quindi necessario confermare mascherine e distanziamento sociale ancora per lungo tempo.

PORTOGALLO DAL RISCHIO DEFAULT AI TASSI NEGATIVI

Lo sottolinea in un commento Massimo De Palma, Responsabile team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR, che prende in esame due situazioni specifiche sul versante dei tassi di interesse: quelle di Portogallo e Stati Uniti. La prima riguarda il titolo governativo decennale portoghese, l’equivalente del BTP italiano o del Bund tedesco, il cui rendimento a scadenza è entrato in territorio negativo. Una circostanza inedita nella storia di questo titolo. Se ormai non ci si meraviglia più nel vedere la curva tedesca con il segno meno davanti su tutte le scadenze, osserva De Palma, sorprende invece pensare che il Portogallo, a rischio di default solo meno di un decennio fa, oggi possa addirittura “guadagnare” finanziandosi a tassi sottozero.

ANCORA MOLTO TEMPO PRIMA DELLA NORMALIZZAZIONE

Tutto ciò è stato reso possibile, secondo l’analisi di GAM, in primis dal percorso virtuoso intrapreso dal governo lusitano, le cui riforme strutturali hanno raddrizzato i conti e migliorato il potenziale di crescita dell’economia, in precedenza ancorata come l’Italia agli ultimi posti europei. Ma questo, aggiunge De Palma, è il risultato anche dell’azione rapida ed efficace della BCE, che con i suoi massicci acquisti di titoli ha dapprima sostenuto l’area euro e in seguito compresso i rendimenti. Il caso portoghese, secondo l’analisi di GAM, indica che la direzione intrapresa è quella e che dovremo attendere ancora lungo tempo prima di parlare di normaliz­zazione dei tassi d’interesse. Con tutto quel che ne consegue in termini di posizionamento sui governativi europei, che pure secondo GAM mantengono un proprio ruolo in portafoglio, se non di rendimento quanto meno di difesa nello scenario di deterioramento del quadro economico/epidemico.

TASSI REALI AMERICANI IN TERRITORIO NEGATIVO

Dall’estremità occidentale dell’Europa all’altra sponda dell’Atlantico, l’analisi di GAM si allunga ai tassi d’interesse americani, che in questi ultimi giorni in termini reali, vale a dire sottratta l’inflazione, sono tornati a scendere, toccando nuovamente la soglia del -1%. Secondo De Palma, il movimento è dovuto interamente alle aspettative di inflazione, cresciute fino a toccare il livello di 1,93%. In un mondo dominato dalla deflazione. Sorprende per certi aspetti il movimento di questi giorni, ma la spinta potrebbe essere stata generata dalle attese di un riavvicinamento tra Democratici e Repubblicani per far approvare dal Congresso un pacchetto fiscale prima dell’insediamento di Joe Biden previsto il 20 gennaio.

UN ACCORDO RIMANE NECESSARIO

Stimoli all’economia per 900 miliardi di dollari, propedeutici ad una successiva manovra incentrata sulle infrastrutture, inducono mercati e tassi a vivere un’alternanza di progressi e vuoti d’aria tipici di negoziazioni così complesse. Secondo De Palma comunque un accordo resta necessario, innanzitutto per assicurare protezione all’economia e ai consumi, e, in secondo luogo, perché i mercati, come dimostrato nelle sedute recenti, iniziano ad acquisire una certa sensibilità sul punto.

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