Amundi: sui mercati è battaglia tra forze rialziste e ribassiste

Amundi
di Chiara Merico 6 Maggio 2020 - 7:45

Secondo Matteo Germano di Amundi il secondo trimestre è iniziato meglio del precedente, ma il fattore chiave per stabilire la tipologia di ripresa è la durata della pandemia

Sui mercati azionari quello appena concluso è stato uno dei peggiori trimestri di sempre: tuttavia, il secondo trimestre sembra essere iniziato con un’intonazione migliore. Come osserva Matteo Germano, head of multi-asset e cio Italy di Amundi, gli indici (S&P 500 ed Euro Stoxx 600) hanno registrato una forte ripresa rispetto ai minimi toccati durante il mese precedente.

LE RAGIONI DELLA LOTTA TRA FORZE RIALZISTE E RIBASSISTE

È indubbiamente in atto una battaglia tra forze rialziste e ribassiste, osserva l’esperto. “Sul fronte rialzista, le azioni politiche straordinarie continuano a contribuire al miglioramento del sentiment di mercato (segnali di un picco dell’epidemia in Europa e speranze di una riapertura anticipata). Sul fronte ribassista, i principali rischi saranno il peggioramento dei fondamentali – vedasi stagione delle trimestrali – e la sostenibilità del debito (in aumento)”.

LA DURATA DELLA PANDEMIA DETERMINERÀ LA FORMA DELLA RIPRESA

In ogni caso, per Germano “il braccio di ferro tra sentiment e fondamentali è solo il primo di una lunga lista di battaglie”. La più importante sarà quella tra liquidità e solvibilità, dove il punto focale che potrebbe spostare l’ago della bilancia è l’evoluzione della pandemia. “La sua durata è la variabile chiave da cui dipenderà la forma della ripresa, che al momento appare probabilmente a U, con una lunga stagnazione nel punto più basso e una lenta ripresa”.

Amundi: anche sui mercati, grande è la forza dell’abitudine

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PRIMO, RIMANERE PRUDENTI

Cosa cambia per chi investe? Secondo Germano la situazione indica alcune azioni chiave. Innanzitutto bisogna “rimanere prudenti nel breve termine. I mercati scontano un po’ di luce alla fine del tunnel nei prossimi sei mesi. Si tratta di una stima estremamente ottimistica perché le economie non ritorneranno com’erano dall’oggi al domani e perché permane l’incertezza sulla natura temporanea o permanente delle perdite in termini di produzione potenziale e di occupazione”.

SFRUTTARE LA DESINCRONIZZAZIONE DEL CICLO

Il secondo consiglio è “essere pronti a sfruttare la sequenza di rimbalzi a livello di asset class e a livello regionale”. La crisi sta causando una parziale desincronizzazione del ciclo economico, che è strettamente legata all’andamento dell’epidemia in ogni Paese e/o regione, osserva Germano. Al momento “in Cina, dove l’epidemia ha avuto origine, le prospettive dell’economia stanno leggermente migliorando, mentre peggiorano in Europa e negli Stati Uniti. Crediamo che gli utili saranno i primi a risentirne, mentre i default subentreranno in una seconda fase. Un lockdown prolungato potrebbe finire con l’avere delle ripercussioni sui premi per il rischio nel settore immobiliare”.

GESTIRE LA LIQUIDITÀ IN MODO DINAMICO

Un altro consiglio è quello di “gestire la liquidità in modo dinamico, mantenendo cuscinetti adeguati così da poter sfruttare i punti di ingresso e non ritrovarsi in una trappola della liquidità se peggiorerà l’outlook economico”. Per l’esperto di Amundi, questo si traduce in grandi cuscinetti di liquidità da un lato e un’esposizione ai rimbalzi dall’altro.

DIVERSIFICARE LE OPPORTUNITÀ DI RISCHIO

Infine, occorre differenziare le opportunità di rischio. “Il credito è favorito rispetto all’azionario perché quest’ultimo sembra scontare un esito eccessivamente positivo. Inoltre, le misure fiscali e monetarie favoriranno le obbligazioni rispetto alle azioni. Riguardo al comparto azionario, l’esposizione al rischio dovrebbe concentrarsi sui titoli ciclici di qualità che si trovano nella miglior posizione per sfruttare le modalità di uscita dalla crisi”, spiega Germano.

VALUTARE LE IMPLICAZIONI A LUNGO TERMINE DELLA CRISI

Gli investitori dovrebbero valutare le implicazioni a lungo termine della crisi attuale a livello settoriale e societario. “A essere più esposti sono i settori con costi fissi elevati, mentre se la caveranno molto meglio le società o i settori dotati della flessibilità necessaria per adattare i loro modelli al nuovo mondo pandemico. Nell’ambito del credito rivestono un’importanza cruciale la sostenibilità del debito, la liquidità e l’avere i requisiti per rientrare nei programmi di acquisto delle banche centrali. Nei Paesi emergenti saranno da monitorare la vulnerabilità esterna al vigore del dollaro Usa e la dipendenza dal petrolio”, conclude l’esperto di Amundi.