Cipolletta a Financialounge.com: “Con Italexit saremmo tutti più poveri”

Brexit
di Giancarlo Salemi 18 Febbraio 2020 - 9:45

L’economista Innocenzo Cipolletta, già direttore generale di Confidustria, spiega che i rischi sarebbero altissimi: “Ci troveremmo con una moneta svalutata, tutti più poveri e con imprese sempre meno competitive. Non c’è alcun interesse a questo tipo d’operazione”

“Non credo che esistano pericoli di Italexit, cerchiamo di essere seri, non ne vedo alcuna ragione all’orizzonte”. A parlare è Innocenzo Cipolletta, economista, già direttore generale di Confidustria e oggi presidente del Fondo Italiano di investimento e di Assonime, l’associazione che raggruppa le società italiane per azioni. “Credo che certi movimenti politici – spiega in questa conversazione con Financialounge.com – stiano agitando l’uscita dall’euro per cercare di raccogliere il consenso presso tutte le fasce possibili e immaginabili della popolazione”. Per Cipolletta le dichiarazioni dell’economista ed europarlamentare della Lega, Antonio Maria Rinaldi, rilasciate proprio al nostro sito, sono quindi rivolte “a quella quota di cittadini che pensano che uscire dall’euro sia meglio, avviene anche in altri paesi all’interno dell’Unione. Ma personalmente la giudico una manovra politica dal fiato corto”.

RISCHI ELEVATI DA UN’ITALEXIT CHE ALLA FINE NON VUOLE NEANCHE LA LEGA

L’aveva invocata qualche giorno fa proprio il leader della Lega, Matteo Salvini, la possibilità di trovare un’uscita “all’inglese” anche per l’Italia salvo poi fare retromarcia o, meglio, chiarire che “l’Europa vogliamo cambiarla da dentro, non vogliamo uscire da niente”. “L’affermazione Italexit, di un’uscita dall’euro è talmente campata per aria – prosegue Cipolletta – che mi scusi l’espressione: fa ridere i polli. Anche perché i rischi sono altissimi: ci ritroveremmo con una svalutazione di una moneta, i cittadini sarebbero tutti più poveri e le imprese sempre meno competitive. Per questo dico che non c’è nessun interesse ad un’operazione di questo tipo”.

VANTAGGI FORSE SOLO PER L’EXPORT, MA SAREMMO TUTTI PIÙ POVERI

La Lega evocando l’uscita dall’eurozona ha sempre parlato della possibilità di tornare a svalutare la moneta, un po’ come si faceva con la lira, proprio per favorire le nostre imprese esportatrici. “La svalutazione l’abbiamo già avuta per vent’anni – ricorda il presidente di Assomine – ha garantito magari un vantaggio per poche aziende, che però è stato pagato da tutti gli italiani, che non penso siano così masochisti. Il grande debito pubblico che abbiamo nasce proprio dalle svalutazioni che sono state fatte negli anni Ottanta e Novanta, oggi stiamo pagando ancora quel conto e rimetterci su quella strada sarebbe una follia”.

Italexit, Rinaldi (Lega) a Financialounge.com: “O si cambia o si muore”

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I MERCATI CREDONO POCO ALLE USCITE DELLA LEGA

Poi c’è il timore di cosa possa succedere allo spread che proprio con il governo gialloverde, nell’autunno del 2018, dopo il braccio di ferro con Bruxelles aveva superato la soglia dei 300 punti base a seguito del braccio di ferro intrapreso con la Commissione europea sulla manovra economica e sul rapporto deficit/Pil. “Ma i mercati sono un po’ più intelligenti – rimarca Cipolletta – rispetto a qualche uscita estemporanea di qualche esponente della Lega. Certo l’Europa va cambiata, questo è un altro discorso, ma oggi davvero non c’è alcun motivo di invocare l’Italexit perché pagheremmo tutti dei costi eccessivi, non ne vale proprio la pena”.

LAVORARE SUL DEFICIT PER ABBASSARE NOSTRO SPREAD

Semmai per Cipolletta la ricetta per rilanciare la nostra economia, spiegata a più riprese, è un’altra: si dovrebbe lavorare sul nostro deficit, per cercare di ridurlo in qualche modo e dare ossigeno alla nostra economia e agli investimenti. “Oggi l’Italia ha uno spread a 130 punti base mentre altri Paesi, come Spagna e Portogallo, stanno ben al di sotto. Ecco, se l’Italia accettasse di ridurre il disavanzo pubblico di almeno un punto percentuale di Pil potremmo beneficiare subito di una riduzione dello spread, di almeno 70 punti”.