Credit Suisse

Una presidenza francese di Macron sarebbe buona anche per l'Europa

L’esito delle elezioni di ieri non ha eliminato tutti i rischi politici in Francia ma ci sono buone probabilità che possa vincere il candidato più incline all’Europa.

24 Aprile 2017 11:54
financialounge -  Credit Suisse elezioni Emmanuel Macron fondamentali francia Marine Le Pen Michael O'Sullivan
financialounge -  Credit Suisse elezioni Emmanuel Macron fondamentali francia Marine Le Pen Michael O'Sullivan

Emmanuel Macron e Marine Le Pen andranno al secondo turno delle elezioni presidenziali francesi il prossimo 7 maggio. La notizia di rilievo è che i sondaggi stavolta avevano ragione: i risultati di ieri sono stati in linea con i sondaggi pubblicati nelle ultime settimane. Questo dovrebbe offrire un certo comfort anche per le aspettative del secondo turno e per la fiducia del mercato: gli ultimi sondaggi hanno mostrato un consistente vantaggio di Macron su Le Pen, tra i 20 e i 30 punti, un divario molto più ampio di quello emerso nelle previsioni relative alle elezioni statunitensi o nel caso del referendum sulla Brexit.

Sebbene il vantaggio di Macron possa ridursi da qui al 7 maggio, Michael O'Sullivan, CIO di Credit Suisse ritiene che Marine Le Pen abbia poche possibilità di vincere. In quest’ottica, occorre ricordare che il candidato di centro-destra, Fillon, e il candidato di centro-sinistra, Hamon, nonché altri rappresentanti chiave della destra e della sinistra francese hanno già chiesto ai loro elettori di sostenere Macron nel secondo turno.

Questo risultato elettorale, in cui entrambi i candidati dei partiti tradizionali sono esclusi dal turno finale, suggerisce una trasformazione completa del paesaggio politico francese, in linea con un minore conservatorismo sociale e incline a contrastare gli effetti deleteri del liberalismo economico. Secondo Michael O'Sullivan, tutto questo dovrebbe aiutare Macron, se eletto presidente, a formare una maggioranza pro-europea, pro-mercato e socialmente liberale in Parlamento dopo le prossime elezioni parlamentari dell’11 e del 18 giugno.

“Una presidenza di Macron sarebbe anche buona per l'Europa. Potrebbe contribuire a rilanciare pienamente il progetto europeo, soprattutto se, nelle elezioni del 24 settembre in Germania, prendesse corpo un governo tedesco (ancora più) pro-europeo” sostiene Michael O'Sullivan, secondo il quale Macron come presidente non sarebbe solo neutrale, ma anche estremamente positivo per l'Europa.

Sebbene i risultati di ieri non eliminino completamente il rischio ‘Le Pen’, lo riduce notevolmente: questo dovrebbe consentire ai prezzi di mercato di riflettere meglio i fondamentali economici dell'area dell'euro. Anche perché, gli ultimi dati relativi agli indici manifatturieri PMI resi noti la settimana scorsa hanno continuato a sorprendere le aspettative verso l'alto e sono ora coerenti con una crescita superiore al 2,5%, ben al di sopra delle aspettative del consenso.

“Questa crescita dovrebbe essere estremamente positiva per gli utili aziendali e la qualità delle attività bancarie. E se questa crescita si manterrà su questi ritmi, come ci aspettiamo, allora risulterebbe incoerente con l'atteggiamento estremamente accomodante della politica monetaria della BCE” sottolinea Michael O'Sullivan, che, pertanto, si aspetta che la banca centrale europea possa frenare, prima, e concludere, subito dopo, il suo programma di QE nel 2018: una decisione che potrebbe essere annunciata nella seconda metà dell'anno.
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