La nuova sfida è promuovere le competenze di un player globale

ConsulenTia17
23 Febbraio 2017 - 11:53

Novità per il 2017 e strategie di mercato: intervista a Frank Di Crocco, Head of Retail Distribution per l’Italia di Credit Suisse.

Nuovi prodotti in arrivo, paesi emergenti, volatilità del mercato azionario, strategie e tematiche focalizzate su dividendi. Questi alcuni dei temi affrontati insieme a Frank Di Crocco, da poco entrato in Credit Suisse come Responsabile della divisione Retail Distribution Italy, che FinanciaLounge ha incontrato a margine di ConsulenTia 2017. Abbiamo rivolto a Di Crocco alcune domande per inquadrare l’anno appena cominciato e cogliere le prossime tendenze.

Qual è la sfida di Credit Suisse per il 2017?

“La nuova sfida è promuovere le competenze di un player globale. Credit Suisse ha un brand fortissimo e con il nuovo CEO di Gruppo Tidjane Thiam c’è un rinnovato focus sull’Asset Management. Un focus che peraltro parte dall’Italia, uno dei Paesi chiave per la rinascita di Credit Suisse Asset Management. In questa ottica quindi, la sfida è quella di superare la logica della sola vendita di prodotto e promuovere quella che fa leva sulle competenze del player di mercato globale”.

Sebbene in decelerazione rispetto all’anno precedente, nel 2016 l’industria del risparmio gestito in Italia è cresciuta. Il 2017 si apre all’insegna di una concorrenza sempre più agguerrita soprattutto in ambito retail: cosa ne pensa?

“È vero, questa è un’industria che cresce e dove la concorrenza è fortissima. È anche un’industria che si aprirà presto a una nuova configurazione. Tra circa 12 mesi con la prevista entrata in vigore della MIFID II (la direttiva europea, recepita anche dall’Italia, sulla tutela del risparmio, ndr) cambierà il modo di interfacciarsi con il cliente; un cambiamento che interesserà il consulente, le reti di distribuzione e anche le case prodotto. La vera sfida è per queste ultime che dovranno proporre soluzioni di investimento in linea con le nuove direttive. Siamo obbligati a rinnovarci e a trovare soluzioni innovative. Sempre meno offerta di singoli fondi e sempre di più un servizio di gestione patrimoniale personalizzata in architettura aperta. Credit Suisse è stata tra i primi ad operare in regime di consulenza e in architettura aperta, questo ci obbliga a un confronto continuo anche al nostro interno. Per questo penso che si passerà dal ‘vendere un fondo’ al ‘vendere le competenze di un player globale’”.

Per il 2017 Credit Suisse ha in programma l’ampliamento della gamma prodotti: ci può anticipare qualcosa in merito?

“Credit Suisse ha una gamma di prodotti molto ampia. Il mio obiettivo è quello di focalizzarci per il mercato italiano su quei prodotti che meglio soddisfano le richieste del risparmiatore/investitore locale. Oggi, con i tassi ai minimi, l’elevata volatilità, la geopolitica che domina sull’economia è quanto mai difficile investire. Per questo cerchiamo soluzioni diverse, innovative. Particolarmente apprezzati sono i fondi tematici, stiamo quindi allargando la nostra offerta. A giugno dello scorso anno abbiamo lanciato il Credit Suisse Global Robotics Equity Fund. A nostro avviso l’automazione è un tema interessante, che sarà sempre più presente nei portafogli dei nostri clienti, il fondo ha una diversificazione globale e si focalizza soltanto su “pure player”, ovvero società che generano almeno il 50% dei loro utili nel settore della robotica. Inoltre, lavoriamo anche su soluzioni alternative, ovvero decorrelate dall’andamento dei mercati azionari. Tre mesi fa abbiamo lanciato il Credit Suisse Multi-Trend Fund, un nuovo comparto basato sulle strategie trend-following che va ad ampliare la gamma dei fondi alternativi di Credit Suisse Asset Management. Tra qualche settimana, invece, il Credit Suisse Multi Advisor Equity Alpha che per semplicità chiamiamo “Best Ideas”, che racchiude sei gestori di strategie hedge in un unico fondo con le 10 migliori idee lunghe (rialziste) e le migliori 10 corte (ribassiste), compirà un anno. Quelle appena elencate sono soluzioni che la clientela ricerca per andare a generare rendimenti indipendentemente dall’andamento dei mercati e che esprimono tutta la loro efficienza in termini di rischi/rendimento quando c’è scarsa direzionalità”.

In ambito obbligazionario, uno dei temi principali è individuare fonti di reddito non eccessivamente sopravvalutate: su cosa siete focalizzati in particolare?

“Come noto, il settore obbligazionario è da sempre uno dei più utilizzati dai risparmiatori italiani e buona parte dei nostri portafogli sono orientati sulle obbligazioni. È evidente che con tassi di interesse molto bassi diventa complicato generare valore su questa componente. Quindi, il suggerimento è focalizzarsi sull’obbligazionario dei paesi emergenti e in particolare dei paesi asiatici con Credit Suisse Asia Corporate Bond Fund . Bisogna iniziare a spostare l’attenzione verso altre geografie. In Asia le obbligazioni corporate IG hanno un rendimento a scadenza superiore al 4% con una duration media (scadenza media) tra i 3-5 anni. Per raggiungere lo stesso rendimento nei paesi sviluppati sulla stessa tipologia di obbligazioni è necessario aumentare di circa 3 anni la duration con tutti i rischi derivanti da eventuali rialzi dei tassi. L’altro elemento da tenere in considerazione è la qualità del credito di queste obbligazioni. Stiamo parlando di paesi emergenti, è vero, ma parliamo di obbligazioni in valuta forte (USD) che hanno una qualità del credito tipico delle stesse obbligazioni nei paesi sviluppati”.

Parliamo infine di mercati azionari: quali sono a vostro avviso i segmenti più interessanti?

“Più che su un’area geografica, l’approccio deve essere globale, anche qui sono interessanti i fondi tematici che permettono di cogliere opportunità in aree altrimenti di difficile accesso per gli investitori finali. Ne è un esempio Credit Suisse Global Security Fund . Sicurezza e necessità di protezione sono bisogni primari non solo per il privato cittadino ma anche per le aziende e i Governi. Il settore è molto diversificato: si pensi alla sicurezza alimentare, idrica o ambientale, all’aumento delle frodi e alla sicurezza informatica. Torniamo poi a parlare di dividendi, tema caldo con un obbligazionario poco interessante, questa è infatti una soluzione di investimento molto più difensive rispetto ai classici fondi azionari, perché ci si focalizza su titoli di aziende che hanno una politica stabile e sostenibile di dividendi. Crediamo che il 2017 sarà un anno in crescita per l’azionario ma caratterizzato da una certa volatilità pertanto Credit Suisse European Dividend Plus Equity Fund e Credit Suisse Global Dividend Plus Equity Fund rappresentano la nostra proposta per partecipare al mercato azionario con un profilo di rischio contenuto”.

** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Credit Suisse