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Azioni, la strategia che non guarda al trend degli indici di Borsa

21 Ottobre 2015 10:19
financialounge -  borsa Gianrito Nicodemo long short equity mercati azionari relative value Zest Asset Management Zest Mediterraneus Absolute Value
financialounge -  borsa Gianrito Nicodemo long short equity mercati azionari relative value Zest Asset Management Zest Mediterraneus Absolute Value
Borse che salgono e Borse che scendono. Tutti i risparmiatori vorrebbero trovarsi investiti al 100% in azioni nelle fasi ascendenti dei mercati e, allo stesso tempo, senza nemmeno un titolo azionario durante le correzioni dei listini. Peccato che non solo ciò non avviene (praticamente) mai ma, purtroppo, molto spesso, accade che si corra ad acquistare nelle fasi di euforia per poi precipitarsi a vendere durante i periodi di panico: con l’effetto di comperare sui massimi e vendere sui minimi, finendo con l’accusare quindi perdite difficilmente sanabili, soprattutto nel breve periodo.

Per fortuna, però, esistono delle strategie di gestione che non sono «direzionali», ovvero non collegate all’andamento degli indici di mercato. Tra queste ci sono per esempio la strategie long-short equity e quelle relative value. La strategia Long/Short Equity, per esempio è costituita da un insieme di approcci orientati ai mercati azionari basati sulle competenze del gestore nel selezionare i titoli sottovalutati e destinati alla rivalutazione che vengono acquistati (posizioni long -lunghe) e quelli che invece sono ritenuti sopravvalutati e a rischio correzione che vengono venduti (posizioni short- corte). Questa strategia diventa «market neutral» quando l’esposizione al mercato è pressoché nulla. Le strategie Relative Value mirano a generare profitto da disallineamento di prezzo tra titoli strettamente correlati. FinanciaLounge ha incontrato Gianrito Nicodemo, gestore del fondo [tooltip-fondi codice_isin="lu1216091931"]Zest Mediterraneus Absolute Value[/tooltip-fondi] di Zest Asset Management per approfondire le caratteristiche di queste strategie e come possono essere sfruttate al meglio in questa complessa fase dei mercati finanziari.

Dottor Nicodemo, quali sono gli elementi distintivi della sua gestione di portafoglio relativa al fondo [tooltip-fondi codice_isin="lu1216091931"]Zest Mediterraneus Absolute Value[/tooltip-fondi]?
"Mediterraneus è un fondo UCITS long/short equity area Euro con focus particolare su Italia, Francia, Spagna e Portogallo. La strategia è semplice e lineare e tende a favorire investimenti di tipo value (ovvero legata ai valori fondamentali delle aziende). Parte da un approccio top down (che esamina gli aspetti macro economici) identificando i trend di maggiore interesse dal punto di vista macroeconomico in Europa utilizzando i dati messi a disposizione dalla Comunitä Europea e dalle banche centrali, per poi scendere nel dettaglio dei singoli settori e selezionare quelle che sono le società più` interessanti come target d’investimento. La selezione delle compagnie avviene utilizzando inizialmente uno screening (filtro) di carattere quantitativo finalizzato alla ricerca delle società che presentano quelle caratteristiche che riteniamo più adatte a comporre il portafoglio nello specifico momento di mercato".

A questo punto come procede il vostro processo di selezione?
"Una volta effettuata la selezione inizia la fase di due diligence che mediamente culmina in un incontro con il management per comprendere a pieno strategie, vantaggi competitivi e principi che animano l’azienda. Al termine della fase di due diligence, che é il cuore del processo di selezione, viene attribuito ad ogni società un risk/reward ratio, valore che determina il potenziale rischio/rendimento dell’investimento, e solo quelle compagnie con il rapporto migliore e necessariamente superiore a 2:1 (posso perdere 10 ma guadagnare 20) hanno accesso al portafoglio di investimenti. Questo tipo di lavoro viene effettuato sia per individuare le posizioni long (rialziste) che quelle short (ribassiste). Va detto che l’individuazione degli shorts è decisamente più complessa e faticosa rispetto ai longs. Futures su indici e swaps settoriali vengono spesso utilizzati sia al fine di coprire il portafoglio che per sfruttare tendenze di mercato. L’esposizione netta del fondo oscilla in media tra +30% e -30%".
Ci può fare uno o due esempi di posizioni long e short di portafoglio per dare un’idea di come viene messa in pratica tale strategia?
"Tra i titoli a larga capitalizzazione siamo lunghi (rialzisti) su EDF in Francia. A nostro parere la società ai prezzi attuali rappresenta una buona opportunità d’investimento. Il management ha fatto un ottimo lavoro a livello di contenimento dei costi e razionalizzazione del portafoglio e avviato un processo di dismissione di assets non core per 10 miliardi di euro finalizzato alla riduzione dell’indebitamento e al miglioramento della redditività in un momento non particolarmente favorevole dal punto di vista tariffario. EDF ha 52 centrali nucleari, per costruirne ognuna occorrono tra i 4 a i 5 miliardi di euro e 5 anni di tempo, oltre a produrre con Energies Nouvelles 10twh da fonti rinnovabili e detenere una rete di distribuzione di primissimo livello. La società al momento vale, considerando debito ed equity, circa 70 miliardi di euro con un EV/ EBITDA (rapporto tra valore di impresa e margine operativo lordo) sulle stime 2015 di 3.5, un P/E (rapporto prezzo / utili) di 9, un dividend yield del 7.5%. In un mondo che va sempre di più verso la mobilità elettrica, questo momento difficile per il titolo rappresenta per noi un’occasione d’entrata".
Avete qualche posizione anche in Piazza Affari?
"In Italia ci piace Generali. Riteniamo che il mercato sia stato davvero ingeneroso sinora nei confronti del lavoro di svecchiamento della struttura proprietaria e miglioramento della redditività dei singoli rami d’azienda portato avanti negli ultimi anni dall’A.D. Greco e da tutto il management. Crediamo la compagnia sul fronte dei numeri potrà continuare a sorprendere positivamente il mercato nei prossimi anni. Alla parte corta (ribassista) al momento abbiamo, senza andare nei singoli nomi, un indice legato alle aziende tedesche a media capitalizzazione, più legate all’export di macchinari e componentistica verso i paesi emergenti in fase di rallentamento e che registrano valutazioni a nostro avviso elevate soprattutto considerando la fase ciclica particolarmente favorevole vissuta sinora".

Perché un fondo come Zest Mediterraneus Absolute Value risulta, di fatto, abbastanza indipendente dal trend degli indici di Borsa?
"Come lei giustamente sottolinea Mediterraneus ha una bassa correlazione rispetto agli indici azionari Europei, e i risultati lo dimostrano, basta guardare all’ultimo periodo in cui da fine maggio a fronte di un importante ribasso di mercato il fondo ha tenuto molto bene perdendo praticamente nulla ed anzi, ad oggi, ha guadagnato qualcosa; ciò è dovuto principalmente allo stile di gestione. Un approccio value contrarian posiziona il fondo per una buona fetta di portafoglio in aree in cui la maggior parte del mercato o non è ancora presente o addirittura sta agendo in senso opposto al posizionamento preso dal fondo stesso. La capacità di generare alpha (extra rendimento rispetto al mercato) grazie a questo tipo di approccio, uno stile dinamico e flessibile di gestione, valori bassi di esposizione netta e la disciplina nel tagliare le perdite e consolidare i profitti sono gli ingredienti fondamentali per ottenere gli obiettivi di rendimento e protezione del capitale conferito che il fondo si prefigge".
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