beni di consumo

Beni di consumo, perché in Europa il settore ha un certo appeal

4 Giugno 2015 09:00
financialounge -  beni di consumo mercati azionari petrolio
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“Riteniamo che i beni di consumo dovrebbero trarre vantaggio dall’attuale ripresa dell’economia e dalla flessione dei prezzi del greggio” dichiara Olivier P. Müller Investment Strategy CIO Office Europe/Switzerland di Credit Suisse che poi spiega: “Mentre i titoli dei beni di consumo discrezionali tendono a essere tra i primi a reagire al miglioramento degli indicatori anticipatori e/o del ciclo economico, come peraltro sta avvenendo ora in Europa, i beni di consumo non ciclici tendono a reagire più in là nel ciclo. Inoltre entrambi i settori beneficiano nel corso del tempo di una flessione del prezzo del greggio ( i beni discrezionali più sul fronte della domanda poiché i consumatori hanno del reddito da spendere, e i beni non ciclici più per via del calo dei costi di trasporto e di un miglioramento del potere di determinazione dei prezzi dei prodotti), il che si aggiunge a costi di input generalmente bassi”.

Mentre sembra che i beni di consumo discrezionali stiano già scontando molte buone notizie, lo strategist conferma il proprio favore verso questo settore in Europa. Le società europee che producono beni di lusso, ad esempio, verosimilmente trarranno ancora vantaggio da un rafforzamento del dollaro statunitense. Infatti molte fatturano in dollari Usa, sia negli Stati Uniti dove il sentiment dei consumatori è favorevole, sia in Asia, Giappone escluso. Il settore dei beni di consumo non ciclici sembra caro a livello globale e tende a evidenziare un’underperformance quando i tassi iniziano a salire. “Pertanto si ritiene attualmente che il settore registrerà verosimilmente un’underperformance. Tuttavia i beni di consumo non ciclici possono essere ritenuti ancora un settore che paga dividendi sostenibili in un quadro caratterizzato da tassi d’interesse ancora bassi, e quindi rientrano nella nostra Migliore idea d’investimento «Titoli che pagano dividendi». Inoltre entrambi i settori dei consumatori tendono ad avere brand molto solidi, che portano a una potere di determinazione dei prezzi dei prodotti sopra la media nel corso del ciclo” tiene a precisare Olivier P. Müller.
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