High Yield

C’è un potenziale rialzo per high yield e mercati emergenti

9 Marzo 2015 - 8:20
financialounge - news
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Il giudizio sul reddito fisso di Sylvie Golay Markovich, Head Fixed Income Analysis di Credit Suisse, è diventato negativo, poiché le valutazioni dei titoli di stato hanno raggiunto livelli estremamente negativi a fine gennaio.
“Dai fondamentali economici si evince che un primo rialzo dei tassi da parte della Fed statunitense e della Bank of England dovrebbe avere luogo nei prossimi sei mesi, ma i mercati stanno ancora scontando un intervento più tardivo. Nel contempo, la propensione all’allentamento di un numero crescente di banche centrali di tutto il mondo continua a giocare a favore di un incremento solo graduale dei rendimenti delle obbligazioni globali piuttosto che di un loro netto incremento” fa sapere Sylvie Golay Markovich che prevede un rialzo dei rendimenti dei Treasury USA a 10 anni al 2,2% e al 2,7% in un orizzonte di 3 mesi e di 1 anno rispettivamente (dal 2,1% attuale).
Sebbene la politica monetaria interna dovrebbe fornire un sostegno, la strategist ritiene che a registrare i rendimenti complessivi più negativi saranno i titoli di stato tedeschi, giapponesi, ed elvetici alla luce dei loro attuali livelli di rendimento estremamente bassi. I mercati dei titoli di stato favoriti da Sylvie Golay Markovich restano l’Australia e il Canada, dove le banche centrali hanno tagliato di recente i tassi. In ambito europeo, la strategist mantiene invece una preferenza per le obbligazioni italiane, mentre è un po’ più prudente sulla Spagna, che verosimilmente risentirebbe di più laddove si intensificasse il rischio politico relativo alla Grecia. Passando a esaminare gli Stati Uniti, la strategist condivide la solidità del quadro economico solido del paese.
“Ciò va a sostenere il nostro giudizio positivo sulle obbligazioni high yield (HY), che sussiste da gennaio. Le obbligazioni HY statunitensi hanno tratto vantaggio in particolare dalla stabilizzazione dei prezzi del petrolio, mettendo a segno rendimenti complessivi di oltre il 2% da inizio anno. Riteniamo vi sia dello spazio di manovra per un ulteriore restringimento degli spread relativamente ai titoli HY. Ma non prevediamo che gli spread raggiungano i minimi registrati a giugno dello scorso anno; anche raggiungere uno spread del 4% sui Treasury potrebbe essere difficile” sostiene Sylvie Golay Markovich che, poi, conferma, l’approccio positivo sulle obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti (ME).
Infatti, secondo la strategist, le forze disinflazionistiche suggeriscono che si sta prospettando un ulteriore allentamento monetario. Mentre la volatilità potrebbe restare elevata, Sylvie Golay Markovich prevede che anche le obbligazioni dei ME in valuta forte (Hard currency) metteranno a segno rendimenti complessivi positivi nei prossimi mesi, facendo calare la nostra preferenza relativa per le obbligazioni interne.
“Attualmente il nostro indice sulla propensione al rischio sui ME è chiaramente al di fuori del territorio di panico e gli investitori in valuta forte sono posizionati in misura meno massiccia nelle aree a beta elevato (vale a dire rischiose). Ciò suggerisce una struttura di mercato più solida. Come le obbligazioni HY, anche le obbligazioni in valuta forte dei ME dovrebbero trarre vantaggio dalla stabilizzazione dei prezzi energetici. Infatti la maggior parte dei paesi compresi negli indici in valuta forte è composta da esportatori di commodity” sottolinea Sylvie Golay Markovich.
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