Credit Suisse Global Emerging Market Brands Equity

Come investire sul megatrend dei consumi «emergenti»

25 Febbraio 2015 - 9:10
financialounge - news
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Una visione puntuale sul comportamento dei consumatori dei Paesi in via di sviluppo e sui futuri modelli di consumo in un momento in cui le economie emergenti sono sotto i riflettori per la preoccupazione dei tassi di crescita che rallentano e per il costo attuale delle materie prime e la volatilità dovuta al cambio.
È questo che da cinque anni mostra la ricerca dedicata ai consumatori dei paesi emergenti preparato dal Credit Suisse Research Institute. Uno studio dettagliato che scatta una fotografia sul «sentiment» dei consumatori e i fattori che lo guidano in collaborazione con l’autorevole società di ricerche di mercato globale Nielsen per condurre quasi 16.000 interviste ai consumatori di nove Paesi: Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sud Africa e Turchia.
Relativamente ai Brands e al consumatore emergente, l'analisi ribadisce che un tema chiave resta la sfida tra i marchi nazionali e quelli su scala globale. La rilevanza della tecnologia e dell’e-commerce è un nuovo capitolo di questo dibattito e mette in evidenza l'importanza che possono assumere, sul mercato interno e su quello mondiale, le piattaforme dei brands di e-commerce e le sfide insite tra le aziende in campo mondiale per la leadership nel software e nelle reti di comunicazione. Nell’hardware, l'analisi conferma lo slancio del marchio di Apple sebbene Samsung possa vantare la più ampia penetrazione e un crescente riconoscimento in tutto il mondo emergente. Al di fuori della tecnologia, un tema chiave dall’inchiesta è l’accelerazione della penetrazione di marchi come H&M e Zara, in un momento in cui i marchi del lusso hanno perso parte della loro lucentezza.
I dati dell’indagine confermano che uno dei principali motori della crescita economica nei mercati emergenti sta nella ricchezza sempre maggiore della popolazione, un fenomeno che va di pari passo con l’espansione del ceto medio. I mercati emergenti possono già contare su un ceto medio di oltre un miliardo di persone. Stando alle previsioni, entro il 2020 questa cifra raddoppierà a oltre due miliardi, per cui nei mercati emergenti si concentrerà circa il 70% del ceto medio mondiale. Questo gruppo di consumatori disporrà di un reddito sempre più cospicuo, con livelli di spesa crescenti. Ma c’è di più. Alla variazione del reddito pro capite corrisponde inoltre una modifica nella struttura della domanda: i consumatori, infatti, non si limitano più ad avere bisogno di materie prime e beni di prima necessità, ma cominciano a desiderare anche articoli durevoli nonché prodotti e servizi patrimoniali.
I consumatori dei mercati emergenti che vantano una ricchezza sempre maggiore finiscono quindi per nutrire gli stessi desideri e le stesse aspirazioni dei loro omologhi nei paesi industrializzati, creando così occasioni di crescita strutturale in settori come, ad esempio, alimenti e bevande, commercio al dettaglio, automobili, viaggi e servizi finanziari. Quella dei consumatori nei mercati emergenti è una storia di crescita strutturale in cui protagonista è l’aumento dei redditi. Spesso la crescita strutturale prevale sui fattori ciclici, facendo dell’aumento dei consumi nei mercati emergenti un’interessante opportunità d’investimento a lungo termine: un vero e proprio megatrend.
Il comparto Credit Suisse (Lux) Global Emerging Market Brands Equity offre agli investitori la possibilità di cogliere le opportunità offerte dall’espansione del ceto medio e dal conseguente aumento dei consumi nei mercati emergenti. Il fondo mette a disposizione un portafoglio concentrato ad alta convinzione, gestito attivamente e basato su informazioni ricavate direttamente sui mercati emergenti e su un’analisi fondamentale delle singole società.
Tra i fattori favorevoli all’investimento in questo fondo figurano soprattutto quattro elementi: 1) l’espansione del ceto medio nei mercati emergenti e l’aumento dei livelli di reddito offrono un’opportunità d’investimento strutturale a lungo termine; 2) si tratta di un fondo a gestione attiva in grado di selezionare società con una crescita dalle valutazioni ragionevole in ogni regione geografica; 3) il team di gestione del portafoglio vanta numerosi riconoscimenti e una lunga esperienza alle spalle nella selezione di titoli nei mercati emergenti e nei settori legati ai consumi; 4) la gestione del rischio è indipendente.
Per quanto riguarda invece i rischi che possono giocare a sfavore dell’investimento spiccano: una recessione mondiale grave e prolungata, sviluppi geopolitici negativi, le oscillazioni delle valute dei mercati emergenti, e il mancato rispetto degli standard di corporate governance.
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