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Idee di investimento - Azioni - 02 febbraio 2015

2 Febbraio 2015 09:40

financialounge -  idee di investimento mercati azionari
ss Koesterich, Strategist Global Chief Investment di BlackRock, sebbene le azioni non siano certo a buon mercato rappresentano comunque, un vero e proprio affare rispetto alle obbligazioni. “I movimenti della scorsa settimana supportano la nostra tesi che l'azione delle banche centrali al di fuori degli Stati Uniti aiuterà a sostenere i mercati azionari internazionali” ha infatti sottolineato lo strategist nell’articolo “Ancora più selettivi nei loro portafogli obbligazionari”.
Per comprendere come regolarsi nelle scelte azionarie gli esperti di ETHENEA suggeriscono di osservare il cosiddetto BEER, ossia il Bond Equity Earnings Yield Ratio.“Si tratta di un approccio semplicissimo, che confronta il rendimento obbligazionario con il dividend yield del mercato azionario corrispondente. Un BEER superiore a 1 segnala una tendenziale sopravvalutazione delle azioni, mentre un valore inferiore a 1 ne denota la sottovalutazione” puntualizzano i professionisti di ETHENEA nell’articolo “Affidare le decisioni d’investimento ai professionisti del mercato”.L’earnings yield è relativamente semplice da calcolare: basta dividere gli utili di una società per la sua capitalizzazione di mercato. Se gli investitori sono disposti a pagare un prezzo maggiore per gli utili delle società, il rendimento azionario diminuisce. Attualmente il rendimento azionario (earnings yield) delle società si attesta al 5,5 % mentre quello dei titoli di Stato decennali USA è invece pari a circa il 2,2 %. Di conseguenza, tra questi rendimenti vi è in questo momento un differenziale di 330 punti base e il BEER è di 0,4 (cioè il risultato del rapporto tra 2,2% e 5,5%): questo differenziale rimane quindi nettamente superiore alla media degli ultimi 10 anni, pari a circa 270 punti base. “A nostro avviso esso continuerà a diminuire anche nel 2015, come è avvenuto negli ultimi anni. La distanza tra le curve è scesa dai 580 punti base degli inizi del 2012 ai 330. Purtroppo i rendimenti offerti dal mercato obbligazionario sono esigui, ma l’earnings yield delle società, pari al 5,5 %, continua ad apparire interessante. Non prevediamo ulteriori nette flessioni dei rendimenti obbligazionari nel caso in cui la Fed dovesse decidere di procedere a un primo rialzo dei tassi d’interesse. Pertanto, a nostro avviso, anche in futuro gli investitori non avranno altra scelta che esporsi al mercato azionario, se desiderano conseguire rendimenti allettanti. La storia ha dimostrato che proprio la giusta combinazione tra azioni e obbligazioni genera i migliori rendimenti corretti per il rischio. Nell’attuale contesto di mercato, le azioni sono quindi adatte a un portafoglio bilanciato” fanno sapere gli specialisti di ETHENEA.
Un giardinetto di investimento capace cioè di coniugare la solidità del reddito fisso con la dinamicità del mercato azionario: ma dove è possibile trovare valore nell’equity?“Per quanto concerne i portafogli degli investitori italiani, come illustriamo nel Roadshow di Fidelity in corso in 40 città italiane proprio in questi giorni, numerose delle migliori opportunità di crescita «difensiva» risiedono attualmente nel mercato azionario statunitense, un mercato storicamente più stabile rispetto ad altri e che beneficia di numerosi trend positivi di lungo periodo oltre che di fattori congiunturali favorevoli” argomenta Paolo Federici, Managing Director, Southern Europe and Latin America di Fidelity Worldwide Investment nell’articolo “Dopo il voto in Grecia, tutti i consigli dei gestori” che poi aggiunge: “Per chi volesse in un’unica soluzione avere esposizione sia all’Europa che agli USA delegando al gestore la scelta del mix più opportuno, può meritare considerazione l’opportunità di investire a livello globale sulle società più solide, capaci di staccare dividendi elevati in maniera sostenibile (i cosiddetti «aristocratici dei dividendi»). Questi titoli tendono infatti a generare rendimenti superiori all’indice con minore volatilità, a patto però di saper selezionare nell’interesse dei clienti proprio le aziende effettivamente capaci di godere di queste condizioni privilegiate”.

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