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Perché adesso i titoli del lusso sono tornati attraenti

28 Novembre 2014 10:50
financialounge -  cina Credit Suisse ecommerce euro lusso
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Per valutare l’opportunità di investire nei titoli dei grandi marchi di lusso globali è necessario esaminare le enormi potenzialità delle vendite online e la crescita del mercato americano.

È su queste basi che Juan Manuel Mendoza, Head Equities Asia di Credit Suisse a Singapore, e gestore dei fondi CS (Lux) Luxury Goods Fund e CS (Lux) Global Prestige Fund, formula la sua convinzione sui titoli del luxury goods: la valutazione del settore, sia assoluta che relativa, sembra a questi livelli interessante con la maggior parte dei marchi di lusso globali come LVMH, Richemont e Swatch Group che non trattano più in Borsa a premio rispetto all’indice mondiale (MSCI World ) e a quello europeo (MSCI Europe), un aspetto verificatosi l'ultima volta solo durante la crisi finanziaria del 2008.

“I marchi globali di lusso hanno investito molto nei loro negozi on-line e sulle applicazioni mobili e ci aspettiamo che le vendite tramite e-commerce possano crescere tra il 20% e il 30% trainate soprattutto dai consumatori dei mercati emergenti e degli Stati Uniti. L'esperienza degli acquisti online per i consumatori dei beni di lusso sta progressivamente migliorando e il digitale sta permettendo ai grandi marchi di ridurre drasticamente gli ostacoli all'ingresso nei nuovi mercati come la Cina” afferma Juan Manuel Mendoza che poi sottolinea un altro trend conseguente: “I marchi si stanno concentrando non più nell’apertura negozi e nell’inaugurazione di maggiori spazi espositivi quanto piuttosto sulle posizioni migliori a livello mondiale per i loro negozi e si affidano molto di più sulla crescita dei propri negozi online e la presenza sulle piattaforme di e-commerce, come i giganti di ecommerce cinese Alibaba, JD.com o Vipshop".

D’altra parte le enormi potenzialità del mercato online cinese sono state confermate dai dati di vendita dell’11 novembre scorso: il cosiddetto giorno anti San Valentino, grazie al fondatore di Alibaba, Jack Ma, diventato famoso in tutto il mondo come la giornata dello shopping online per regalare qualcosa a se stessi. Le vendite in un solo giorno di Alibaba sono volate a 9,3 miliardi di dollari cioè 6,5 milioni di dollari al minuto. Una parte del leone della spesa è stato fatta con il telefono cellulare comodamente da uno dei tanti paesi delle Cina in cui i grandi marchi del lusso non hanno negozi.

La sorpresa più grande nel 2014 è stata che, nonostante le molte preoccupazioni macroeconomiche, i consumatori cinesi continuano ad essere il cliente più importante per l'industria del lusso: si stima infatti che il consumatore cinese contribuisce il 29% delle vendite di lusso a livello mondiale (per i marchi di lusso privato e pubblico). Juan Manuel Mendoza si aspetta poi che la recente debolezza dell’euro agevoli una stagione natalizia forte per i marchi europei nei loro negozi europei mentre persistono opportunità di crescita a medio lungo termine nel Sud Est Asiatico e negli Stati Uniti per i grandi luxury brands.
Tutte queste aspettative positive rendono il settore lusso GARP: Growth a un prezzo ragionevole.

“Ci aspettiamo di vedere una crescita delle vendite a livello mondiale per l'industria del lusso di circa il 6% per il 2014 e del 7% nel 2015. La crescita dei profitti, invece, dovrebbe salire dal 9% al 10% nel 2015 visto il crescente contributo al fatturato derivante dalla la strategia digitale (canale online) e la recente debolezza dell’euro che dovrebbe aiutare le vendite europee nel periodo natalizio: per i marchi del lusso in Francia e in Italia questo potrebbe giungere al momento giusto. Insomma, la valutazione relativa e assoluta pone questo settore, caratterizzato da una crescita strutturale, a valutazioni correnti molto ragionevoli se confrontate al suo profilo di crescita e ai solidi fondamentali” conclude Juan Manuel Mendoza.
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