Federal Reserve

Preferenza per le azioni rispetto alle obbligazioni

9 Settembre 2014 - 12:05
financialounge - news
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“Continuiamo a prediligere le azioni rispetto alle obbligazioni, e raccomandiamo gli investimenti alternativi ai fini di una diversificazione. Inoltre notiamo che la solidità del dollaro USA gode del sostegno sia dei fondamentali che del quadro dei rischi geopolitici” sottolinea Nannette Hechler-Fayd'herbe, Head of Investment Strategy di Credit Suisse nel commento mensile di settembre a proposito della strategia d’investimento globale.

Tra i punti al centro delle riflessioni gli eventi geopolitici che, secondo Nannette Hechler-Fayd'herbe incrementano l’incertezza, ma solo raramente costituiscono degli «elementi che cambiano le regole del gioco» per gli investitori: in pratica, potrebbero ridurre temporaneamente i rendimenti per diversi asset più rischiosi e comportare una temporanea «riduzione dei rischi» dei portafogli, ma non una variazione fondamentale dell’asset allocation.

“Negli ultimi anni sono riaffiorati i rischi geopolitici, accentuandosi negli ultimi mesi. Tuttavia la reazione di diverse classi d’investimento e dei mercati è stata piuttosto differenziata. Il conflitto tra Ucraina e Russia ha, ad esempio, avuto un impatto misurabile sul DAX tedesco, ma non ha impedito alle azioni USA di toccare nuovi massimi. I rendimenti dei titoli di stato core sono in flessione, ma l’oro è rimasto nel suo ampio range di negoziazione, così come il petrolio” ricorda infatti Nannette Hechler-Fayd'herbe che giudica le azioni come la classe d’investimento favorita.

“I mercati finanziari continuano a disporre di un’ingente liquidità nonostante il graduale passaggio a un inasprimento della politica da parte della Fed. In virtù del nostro giudizio, secondo cui i fondamentali di crescita sono essenzialmente intatti e sostengono gli utili societari, prevediamo che la volatilità sui mercati azionari resti bassa; persino in periodi di peggioramento del sentiment le battute d’arresto sui mercati dovrebbero essere limitate in termini di durata ed entità. Rileviamo altresì che gli investitori non sono eccessivamente esposti alle azioni. Inoltre le valutazioni, nella maggior parte dei casi, non sono economiche, ma nemmeno estese. Di contro, i rendimenti obbligazionari sono prossimi o pari ai minimi storici. Per tutte queste ragioni continuiamo a considerare le azioni più interessanti delle obbligazioni” argomenta Nannette Hechler-Fayd'herbe.

Passando al segmento del reddito fisso, nelle ultime settimane gli spread sulle obbligazioni societarie speculative si sono ampliati, migliorando la compensazione per il rischio. Tuttavia Nannette Hechler-Fayd'herbe ritiene che gli spread creditizi non offrano ancora del valore per la classe d’investimento più in generale e, pertanto, mantiene il giudizio neutrale. Stesso giudizio anche sulle obbligazioni finanziarie. Mentre i rimborsi da parte dei finanziari europei sono ora più elevati delle nuove emissioni (il che fornisce un sostegno a questi asset), gli «indicatori tecnici» segnalano una flessione della dinamica.

Nel contempo, il ribasso dei rendimenti dei titoli di stato core ai (o in prossimità dei) minimi storici sembra in contrasto con gli indicatori economici, che continuano a segnalare un quadro caratterizzato da un’espansione dell’economia: Nannette Hechler-Fayd'herbe prevede pertanto che i rendimenti aumenteranno dai livelli attuali. La strategist segnala poi che le correlazioni sono a livelli molto bassi nell’ambito di parecchi asset e ciò accresce i guadagni derivanti dalla diversificazione.

“Le commodity hanno costituito un buon elemento di diversificazione quest’anno. Manteniamo un giudizio neutrale sulla classe d’investimento complessiva. La nostra preferenza relativa per le commodity energetiche rispetto ai metalli industriali non ha dato i suoi frutti finora, ma siamo convinti che le forniture energetiche possano essere più limitate rispetto a quanto attualmente ipotizzato dal mercato. Invece la flessione dell’attività edilizia in Cina dovrebbe, a sua volta, generare una pressione al ribasso sui prezzi dei metalli industriali. Gli hedge fund e il settore immobiliare continuano a costituire preziose fonti alternative di reddito da investimenti” puntualizza a questo proposito Nannette Hechler-Fayd'herbe che conclude il commento mensile sulle valute:

“La nostra previsione di un apprezzamento del biglietto verde si è da ultimo materializzata. Continuiamo a ritenere che i fondamentali economici e il quadro dei rischi geopolitici favoriscano il dollaro Usa. In vista del referendum sull’indipendenza della Scozia, con ogni probabilità la sterlina resterà debole ma, nel più probabile caso di una bocciatura, questo trend dovrebbe registrare un’inversione di tendenza. Il franco svizzero si è apprezzato un po’ rispetto all’euro, ma continuiamo a essere dell’idea che il livello minimo di 1,20 per il cambio EUR/CHF fissato dalla Banca nazionale svizzera resti credibile. Ove necessario verrebbe rafforzato dagli interventi valutari”.
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