asset quality review

Europa, Giappone e tecnologia in pole position

24 Luglio 2014 11:00
financialounge -  asset quality review BCE Europa giappone mercati azionari politica monetaria settore tecnologico Stefano Andreani stress test
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I mercati azionari non sono più a buon mercato come un anno fa ma mantengono una convenienza relativa rispetto al reddito fisso. A livello azionario, le aree preferite, in quanto più attrattive in termini di valutazione e di prospettiva di crescita dei profitti, sono il Giappone e l’Europa mentre il tecnologico è il settore dove si annidano le più interessanti opportunità d’investimento. Sono queste le conclusioni cui giunge Stefano Andreani, responsabile delle gestioni azionarie per Credit Suisse in Italia.

“I mercati azionari globali stanno ormai da molti trimestri vivendo una fase di mercato decisamente positiva e si trovano stabilmente all’interno di un trend rialzista di medio periodo, che li ha portati a raggiungere ed, in alcuni casi addirittura superare, livelli valutativi in linea con la media storica ed a ridurre gradualmente i livelli estremi di premio al rischio che questa asset class offriva nel corso della crisi” ricorda Stefano Andreani per il quale, tuttavia, le valutazioni correnti seppur più elevate rispetto agli scorsi anni, non rappresentano un elemento di particolare allarme sul mercato e sono coerenti con una possibile continuazione dell’attuale trend positivo dei mercati.

Ancora più favorevole per le azioni risulta il confronto con le alternative di investimento ed in particolare con il mondo del reddito fisso, dove sia i livelli dei rendimenti che quelli degli spread sul credito appaiono sempre meno in grado di remunerare l’investitore per il rischio connesso all’investimento in questa asset class.

“In particolare se analizziamo la situazione dei mercati europei le attuali valutazioni iniziano a scontare una ripresa degli utili a partire dalla seconda metà dell’anno. Dal punto di vista macroeconomico, nonostante qualche recente battuta d’arresto, riteniamo che il trend di graduale ripresa dell’economia europea sia destinato a continuare nel corso dei prossimi 6-12 mesi e sia coerente con un ritorno alla crescita degli utili nell’ordine del 5-10%” puntualizza Stefano Andreani che, in termini geografici, ritiene che il maggior potenziale di apprezzamento per i prossimi 6-12 mesi sia offerto dal mercato europeo e da quello giapponese.

Per il vecchio continente occorre anche considerare il potenziale di recupero sui margini, ancora lontani dai livelli massimi raggiunti in passato, grazie all’effetto leva operativa generato da un percorso di miglioramento della crescita.
Un ulteriore elemento a supporto dell’Europa è rappresentato dalla BCE, che appare più che mai intenzionata a proseguire con un’azione espansiva di politica monetaria per sostenere l’inflazione e favorire il funzionamento del meccanismo di trasmissione del credito alle imprese. Da questo punto di vista coesistono attualmente forze contrastanti rappresentate da un lato dall’azione espansiva della BCE e dall’altro da una regolamentazione sempre più stringente del sistema bancario che rende complicato e rischioso per le banche stesse spingere in modo deciso sulla crescita dei prestiti.
Tuttavia Stefano Andreani si aspetta che la pubblicazione dei risultati dell’esercizio di asset quality review e dello stress test da parte della BCE che avverrà ad ottobre potrebbe rappresentare un decisivo momento di svolta per l’Europa.

Per quanto riguarda il Giappone, la battuta d’arresto per l’economia indotta dall’innalzamento dell’IVA ad Aprile si sta dimostrando temporanea e sono sempre più evidenti i segnali di una possibile ripresa degli investimenti da parte delle aziende, che presentano tra l’altro bilanci molto ricchi di cassa.
L’azione di contemporaneo supporto da parte del Governo e della BoJ sta gradualmente portando i frutti sperati, anche se l’implementazione delle riforme si sta dimostrando anche qui più difficile del previsto. Anche dal punto di vista dei flussi degli investitori domestici lo scenario per il mercato giapponese appare positivo date, da un lato le misure di incentivo all’investimento azionario per i privati introdotte ad inizio anno, dall’altro l’intenzione dichiarata da parte del principale fondo pensione pubblico di aumentare la quota degli investimenti dedicata ai titoli azionari domestici.

“Dal punto di vista settoriale le opportunità più interessanti riteniamo siano offerte dal comparto tecnologico. Le valutazioni sono molto attraenti e non scontano il grosso potenziale di ripresa degli investimenti da parte delle aziende, che appare invece sempre più probabile. Il settore beneficia inoltre, nel suo complesso, dell’esposizione a numerosi temi di crescita secolari (cloud computing, internet of things, mobility,…) oltre che ciclici. Inoltre le società del settore tecnologico si stanno sempre più avvicinando alle esigenze degli investitori dal punto di vista della gestione del capitale, in particolare attraverso il crescente pagamento di dividendi o buyback” conclude Stefano Andreani.
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