Fondi obbligazionari

Ecco dove trovare ancora valore nel reddito fisso

9 Luglio 2014 - 7:10
financialounge - news
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Favorire le emissioni a reddito fisso dell’area euro rispetto a quelle in dollari e in sterline e, in particolare tra i corporate bond investment grade e gli high yield, privilegiare i titoli subordinati bancari e gli strumenti di debito ibridi emessi da società non finanziarie. Sottopesare invece i governativi USA e quelli del Regno Unito che potrebbero essere penalizzati da un rialzo dei tassi di interesse.

Sono le principali raccomandazioni formulate da Francesco Spadaccia, Fixed Income Portfolio Manager di Credit Suisse, in questa intervista in esclusiva per FinanciaLounge. Il primo semestre 2014 ha visto un ottimo comportamento del mercato obbligazionario che ha registrato interessanti performance con un rischio tutto sommato contenuto.


Quali riflessioni è però opportuno fare per il secondo semestre prima di decidere la ripartizione del portafoglio?

“Il primo semestre 2014 a dispetto di tutte le aspettative di inizio anno è stato estremamente positivo per la componente obbligazionaria dove sia la componente tasso sia, soprattutto, le componenti a spread hanno fornito rendimenti assoluti molto consistenti. Le ragioni che hanno supportato tali mercati sono molteplici: in primo luogo i dati macroeconomici peggiori delle attese negli USA dovuti per buona parte a condizioni climatiche avverse; in secondo luogo hanno inciso i dati sull’inflazione dell’area Euro, sempre più bassi e con il serio rischio di deflazione; infine una generale riduzione dei rischi sistemici che avevano caratterizzato per buona parte i mercati obbligazionari con più alto beta nel 2012 e nel 2013.

Partendo da questi presupposti il ruolo delle banche centrali delle principali aree valutarie sarà determinante per il secondo semestre: per UK e USA ci attendiamo un atteggiamento meno espansivo coerente ad un ciclo economico in netta ripresa e con la possibilità da parte della prima di un incremento dei tassi di interesse già ad inizio 2015; viceversa per la BCE ci aspettiamo un atteggiamento ancora molto accomodante con addirittura la possibilità di un inizio di QE (quantitative easing) sugli ABS (asset backed Securities, le obbligazioni o buoni garantiti da attivi finanziari diversi dai mutui residenziali o commerciali) a partire dal terzo trimestre di quest’anno.
Di conseguenza ci attendiamo un andamento divergente dei tassi di interesse delle varie aree: per US e UK ci aspettiamo tassi in risalita dai livelli attuali con un target per i 10 anni attorno al 3%, sull’area Euro prevediamo tassi stabili o in lieve risalita per la parte core con gli spread dei governativi periferici in ulteriore compressione”.


A suo parere quali sono le asset class o i fondi obbligazionari che andrebbero sovrappesati nel secondo semestre? Quali, al contrario le asset class o i fondi obbligazionari da mantenere?

“Andando sul dettaglio delle singole asset class in generale preferiamo l’obbligazionario area euro rispetto a quello area dollaro per le motivazioni esposte in precedenza. Rimaniamo sovrappesati anche sui titoli a spread dell’area euro (governativi periferici, Corporate investment grade e high yield) favoriti da una banca centrale estremamente espansiva, da un ciclo economico ancora nelle fasi iniziali di ripresa che quindi mantiene contenuti determinati rischi legati ad alcune asset class (p.e. l’attività di re-leveraging societario in Europa dovrebbe rimanere su livelli limitati) ed infine da investitori che hanno appetito di rendimento in un contesto di tassi molto bassi.

Tra i corporate IG e gli high yield in euro manteniamo un giudizio particolarmente positivo sui subordinati bancari e sugli strumenti di debito ibridi emessi da società non finanziarie. Manteniamo infine un sottopeso sui governativi USA e del Regno Unito per i quali ci attendiamo per fine anno rendimenti ben al di sopra degli attuali. Un aumento dei rendimenti USA può altresì determinare dei rischi per i titoli di credito denominati in dollari americani per via degli spread attualmente molto ristretti. Di conseguenza prevediamo che le obbligazioni emergenti in hard currency e le obbligazioni high yield in dollari USA metteranno a segno una performance più debole nel prossimo semestre”.
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