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È il momento di sterlina, corona norvegese e dollaro USA

13 Giugno 2014 09:00
financialounge -  corona deflazione dollaro euro Luca Bindelli mercati emergenti mercati valutari sterlina valuta locale volatilità yen
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La sterlina inglese ha del potenziale per registrare un apprezzamento rispetto all’euro, allo yen giapponese e al franco svizzero grazie alla buona intonazione economica del paese che sostiene i tassi britannici.
Sul versante delle valute dei paesi emergenti, restano interessanti il peso messicano, lo zloty polaco e il renminbi cinese mentre è meglio osservare la massima prudenza sulle valute sensibili ai tassi come per esempio il real brasiliano, la lira turca e il rand sudafricano.
Sono queste le raccomandazioni, in campo valutario, espresse da Luca Bindelli, Head of Foreign Exchange Analysis di Credit Suisse. “L’indice del dollaro si è apprezzato dall’ultima pubblicazione, ma resta all’interno di range ristretti, poiché i tassi negli USA rimangono bassi nonostante gli ulteriori segnali di miglioramento dell’attività economica. Riteniamo che ciò sarà temporaneo e continuiamo a prevedere un quadro economico e dei tassi generalmente favorevole al dollaro USA” precisa Luca Bindelli.

La Banca Centrale Europea ha accennato a un taglio dei tassi di riferimento a giugno e a un allentamento della politica non convenzionale successivamente. Il dollaro appare ancora generalmente sottovalutato e Luca Bindelli resta negativo sul cambio EUR/USD.
Si prevedono ulteriori guadagni della sterlina inglese poiché la ripresa economica è ancora in atto e la Bank of England, come la Fed, accrescerà con ogni probabilità i tassi nei prossimi 12 mesi.
“Restiamo neutrali sul cambio GBP/USD poiché la sterlina resta sopravvalutata rispetto al dollaro americano. Un taglio dei tassi da parte della BCE andrebbe a ridurre gli spread tra i tassi d’interesse, accrescendo quindi la pressione al ribasso sul cambio euro / franco svizzero” sottolinea Luca Bindelli per il quale, tuttavia, questi rischi vengono controbilanciati dalla minaccia della deflazione e dalla credibilità della Banca della Svizzera nel difendere il livello minimo del tasso di cambio.
“Restiamo quindi neutrali sul cambio euro/ franco svizzero mentre stiamo assumendo un atteggiamento più positivo sulla corona norvegese, poiché l’inflazione di Oslo resta elevata su base comparativa e non consentirà un allentamento della politica monetaria. L’ampliamento degli spread tra i tassi dovrebbe pertanto incidere negativamente sul cambio EUR/NOK. Il nostro giudizio sul cambio dollaro USA / yen è positivo, poiché gli spread tra i tassi favoriranno l’USD” puntualizza Luca Bindelli.

L’ulteriore riduzione della volatilità delle valute dei mercati emergenti e dei tassi USA ha prolungato il rimbalzo delle valute sensibili ai tassi. Ma Luca Bindelli ritiene che il recente rally possa fermarsi, poiché non si è ancora assistito a miglioramenti convincenti dell’attività economica. La volatilità dei tassi di cambio è già a minimi record e, a quanto sembra, i tassi negli USA hanno raggiunto un minimo. Un’ulteriore eliminazione della politica accomodante negli USA potrebbe generare della volatilità sui mercati nel secondo semestre dell’anno.
“Continuiamo ad avere un giudizio prudente sulla gran parte delle valute che presentano un deficit delle partite correnti (real brasiliano, lira turca e rand sudafricano). Siamo più positivi su peso messicano e zloty polacco: in questo caso sembra che la crescita stia aumentando. In Asia, restiamo ampiamente neutrali. La maggiore esposizione delle esportazioni verso la crescita dei mercati sviluppati è positiva, ma il rallentamento della crescita in Cina pone dei rischi. Pur prevedendo ulteriori movimenti laterali nel breve termine, restiamo positivi sul renminbi cinese nel lungo termine” Luca Bindelli.
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