emotività
Fondi azionari Italia: la cronistoria degli ultimi dodici mesi
22 Maggio 2014 14:20
ndo alle performance degli ultimi 12 mesi, molti risparmiatori nutriranno un po’ di invidia per i sottoscrittori dei fondi azionari Italia che, tra il 17 maggio 2013 e il 19 maggio scorso, hanno guadagnato in media il 24,4%.
Ma chissà quanti di loro avrebbero saputo mantenere i nervi saldi durante questi ultimi 12 mesi riuscendo sempre ad allontanare le sirene della vendita delle quote in portafoglio?
Proviamo a ripercorrere insieme questi 12 mesi dei fondi azionari Italia.
Si parte il 17 maggio 2013 e dopo appena poco più di un mese, siamo per l’esattezza al 24 giugno, il capitale investito è sceso del 9,2%; già a questo punto sarebbero stati in molti a rischiare di farsi prendere dall’emozione e magari vendere in perdita.
Chi però avesse superato questa prima fase critica, avrebbe poi beneficiato di un lungo rialzo fino al 4 novembre nel corso del quale le quote sarebbero salite del 24,5%.
Poi di nuovo uno scivolone (stavolta soltanto del 5,1%) fino al 12 dicembre.
Chi avesse resistito anche a questa nuova correzione sarebbe stato ripagato di un rialzo del 19,8% fino al 4 aprile di quest’anno: da allora una lenta diminuzione del valore fino al -3,1 del 19 maggio scorso.
In questo percorso ad ostacoli c’è tutto quello di importante che un investitore che sceglie la Borsa (o un fondo azionario) deve conoscere: o si è un trader, capaci cioè di acquistare e vendere con i modi e i tempi giusti (cosa che, peraltro risulta spesso difficile anche per i professionisti più esperti), oppure è necessario dare il tempo necessario all’investimento azionario e cioè almeno tre o cinque anni.
Solo se si è consapevoli di questo, e coerenti con questo approccio, non si commettono gli errori che spesso caratterizzano gli investitori emotivi: vendere sui minimi e comperare sui massimi.
Ma chissà quanti di loro avrebbero saputo mantenere i nervi saldi durante questi ultimi 12 mesi riuscendo sempre ad allontanare le sirene della vendita delle quote in portafoglio?
Proviamo a ripercorrere insieme questi 12 mesi dei fondi azionari Italia.
Si parte il 17 maggio 2013 e dopo appena poco più di un mese, siamo per l’esattezza al 24 giugno, il capitale investito è sceso del 9,2%; già a questo punto sarebbero stati in molti a rischiare di farsi prendere dall’emozione e magari vendere in perdita.
Chi però avesse superato questa prima fase critica, avrebbe poi beneficiato di un lungo rialzo fino al 4 novembre nel corso del quale le quote sarebbero salite del 24,5%.
Poi di nuovo uno scivolone (stavolta soltanto del 5,1%) fino al 12 dicembre.
Chi avesse resistito anche a questa nuova correzione sarebbe stato ripagato di un rialzo del 19,8% fino al 4 aprile di quest’anno: da allora una lenta diminuzione del valore fino al -3,1 del 19 maggio scorso.
In questo percorso ad ostacoli c’è tutto quello di importante che un investitore che sceglie la Borsa (o un fondo azionario) deve conoscere: o si è un trader, capaci cioè di acquistare e vendere con i modi e i tempi giusti (cosa che, peraltro risulta spesso difficile anche per i professionisti più esperti), oppure è necessario dare il tempo necessario all’investimento azionario e cioè almeno tre o cinque anni.
Solo se si è consapevoli di questo, e coerenti con questo approccio, non si commettono gli errori che spesso caratterizzano gli investitori emotivi: vendere sui minimi e comperare sui massimi.
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