Europa

Essenziale l’allocazione regionale nel reddito fisso

20 Maggio 2014 09:47
financialounge -  Europa Fondi obbligazionari High Yield mercati emergenti rendimenti Sylvie Golay Markovich titoli di stato USA
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Il miglioramento dell’economia e l’inflazione spingeranno al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. In questo contesto, i Paesi periferici d’Europa sono comunque destinati a beneficiare delle attese di allentamento quantitativo mentre i titoli corporate dei paesi avanzati evidenziano meno valore intrinseco: ecco perché si suggerisce di privilegiare le obbligazioni in valute forti di alcuni paesi emergenti. Sono le conclusioni cui giunge Sylvie Golay Markovich, Head Fixed Income Analysis di Credit Suisse.

“I rendimenti dei titoli di Stato di riferimento hanno proseguito il trend discendente lo scorso mese. La previsione di ulteriori misure di allentamento da parte della BCE ha favorito in particolare le obbligazioni espresse in euro. Ora che la dinamica dell’economia USA è in netto miglioramento, prevediamo che i rendimenti sui principali titoli di Stato inizino nuovamente ad aumentare. Ciò presuppone una ripresa/stabilizzazione dell’inflazione negli USA e nell’Eurozona. Visto il livello attualmente basso dei tassi d’interesse, prevediamo che i rendimenti complessivi su questo tipo di obbligazioni divengano negativi nei prossimi mesi” sottolinea Sylvie Golay Markovich che poi prosegue:

“Le obbligazioni sovrane dei paesi periferici d’Europa sono state uno dei nostri segmenti preferiti nel reddito fisso quest’anno. Dopo il loro forte rimbalzo, i rendimenti decennali italiani e spagnoli si stanno avvicinando alla soglia del 3%. Continuiamo a preferire Italia, Spagna e Portogallo, ma rileviamo un potenziale piuttosto limitato per ulteriori riduzioni degli spread rispetto ai Bund tedeschi d’ora in poi. I rendimenti complessivi deriveranno quindi soprattutto dal carry: se la BCE opta per un allentamento quantitativo, la nostra analisi suggerisce un’ulteriore riduzione degli spread di circa 15–35 punti base (cioè tra lo 0,15% e lo 0,35%)”.

L’incremento dell’attività di fusione-acquisizione dovrebbe alimentare l’emissione di obbligazioni corporate di minore qualità. Già ora i rendimenti offerti sulle grandi emissioni corporate sono molto bassi. Lo spread globale dei titoli high yield (HY) rispetto ai titoli dello stato USA è sceso sotto al 3,5%, il che ci suggerisce che questo segmento del mercato si sta surriscaldando.

“Detto ciò, i tassi d’insolvenza dovrebbero restare bassi nei prossimi 12 mesi. I rendimenti complessivi dovrebbero restare positivi, ma su un orizzonte di 3 mesi non crediamo che le obbligazioni high yield possano realizzare una performance, corretta per il rischio, superiore al segmento investment grade. Di conseguenza, preferiamo le obbligazioni in valute forti di paesi emergenti che evidenziano ancora valutazioni interessanti nonostante il recente rimbalzo. I nostri paesi preferiti comprendono il Sud Africa, la Polonia, l’Indonesia, il Perù, il Cile e la Russia: l’escalation del conflitto con l’Ucraina potrebbe pesare su quest’ultimo mercato, che è tuttavia favorito dalla solidità della finanza pubblica” è il suggerimento finale di Sylvie Golay Markovich.
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