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Azionario, ecco i settori in cui c'è più valore

10 Febbraio 2014 - 11:35
financialounge - news
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Mentre i mercati azionari dell’Europa e del Giappone restano le regioni favorite in questo inizio d’anno, gli investimenti settoriali, in particolare quelli mirati nei settori informatico, industriale, assicurativo e biotech, forniscono interessanti opportunità per aggiungere valore al portafoglio. Sono queste, in estrema sintesi, le valutazioni espresse da Gérald Moser, Head of Equity Analysis del Credit Suisse.

“Abbiamo iniziato l’anno focalizzandoci a livello regionale sull’Europa nella nostra strategia azionaria per poi aggiungere all’inizio di quest’ anno il Giappone alle nostre regioni favorite, poiché la dinamica positiva degli utili, la solida crescita domestica e le condizioni finanziarie accomodanti segnalano un ulteriore rialzo. Dopo una solida performance delle azioni canadesi ridimensioniamo questo mercato a neutrale” riferisce Gérald Moser.

Lo strategist è dell’idea che l’approccio settoriale aiuterà gli investitori a migliorare la performance complessiva nel 2014, poiché prevede che gli utili costituiranno un driver dei prezzi azionari molto di più quest’anno rispetto al 2013, quando l’espansione dei multipli è stata essenzialmente sospinta da fattori macro. Le prospettive per gli utili variano parecchio tra i diversi settori. Da ciò si evince che è presente più spazio ai fini della differenziazione a livello settoriale che non a livello dei singoli paesi.

“Pertanto raccomandiamo agli investitori di allocare i propri impieghi azionari con chiare preferenze settoriali. La nostra strategia si focalizza in particolare su due settori: quello informatico e quello dei titoli industriali. Questi due settori traggono vantaggio da un incremento delle spese in conto capitale e da un miglioramento della crescita economica, due sviluppi che, a nostro giudizio, si verificheranno nel 2014. Inoltre il settore informatico offre valutazioni interessanti, mentre i titoli industriali dovrebbero beneficiare della loro leva operativa a fronte dell’ulteriore miglioramento delle attività” spiega Gérald Moser.

Di contro, i settori considerati equiparabili alle obbligazioni, o più difensivi, con ogni probabilità avranno delle difficoltà a registrare un’outperformance in quest’ambiente. A giudizio di Gérald Moser i beni di consumo non ciclici, i beni di consumo ciclici, le utility e le telecom rientrano in questo campo: i settori in questione presentano una correlazione negativa con il rialzo dei tassi d’interesse e, di norma, evidenziano un’underperformance quando la crescita accelera.

Le banche stanno registrando una performance positiva, in particolare in Europa. Le buone notizie sul fronte normativo hanno aiutato il settore, ma Gérald Moser ritiene che sussista il rischio che il nuovo quadro studiato per vigilare sulle banche europee creerà dell’incertezza più avanti nel corso dell’anno.

“Pertanto, pur mantenendo un giudizio neutrale sui titoli finanziari in generale, presentiamo un atteggiamento positivo sul settore assicurativo. Questo settore trae vantaggio dai tassi d’interesse più elevati e, negli ultimi anni, l’incertezza sul piano normativo è stata ridimensionata. Analogamente, mentre restiamo neutrali sul settore sanitario, presentiamo un giudizio positivo sulla biotecnologia. Considerando la necessità di una crescita nel settore sanitario e il potenziale di fusioni e acquisizioni, tale settore dovrebbe evidenziare un’outperformance rispetto al mercato in generale” conclude Gérald Moser.
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