Asia

Ecco tutti i motivi per guardare all’Asia con favore

29 Luglio 2013 - 18:00
financialounge - news
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Riflettori puntati sull'Asia. Dennis Essrich, Portfolio Manager, Fixed Income Asia di Credit Suisse dubbi non ne ha: "Negli ultimi anni l'Asia è passata rapidamente da regione in via di sviluppo a motore della crescita dell'economia mondiale"; un boom che proseguirà e che consentirà all’area di continuare a offrire "straordinarie opportunità agli investitori con un approccio di lungo termine".

Crescita a perdifiato e a prova di crisi
Grazie a questa enorme crescita, la quota della regione rispetto al prodotto interno lordo (PIL) globale ha superato la porzione di competenza dei paesi industrializzati. Secondo le stime del Fondo monetario internazionale (FMI), la quota delle nazioni industrializzate sul PIL globale subirà tra il 1992 e il 2015 una flessione senza precedenti, nell'ordine dei 17 punti percentuali. Al contrario, il contributo dell'Asia dovrebbe salire di 18 punti percentuali, 14 dei quali soltanto dal 2000. Non solo: la crescita asiatica appare molto più a prova di crisi di quella dei paesi occidentali.

"Shock esterni come la crisi finanziaria o quella del debito nella zona dell'euro e il rallentamento della congiuntura negli Stati Uniti - sottolinea Essrich - da una parte, hanno frenato temporaneamente la crescita dell'Asia, ma, dall'altra, non hanno messo fine alla storia di progresso strutturale della regione". Così, "grazie a enormi riserve di liquidità e alla flessibilità politica, le economie asiatiche hanno navigato in acque sicure anche in fasi tempestose, riprendendo poi - appena possibile - il sentiero della crescita".

Meglio dei paesi industrializzati
È anche per questo motivo che tutto, a detta dell'esperto di Credit Suisse, lascerebbe supporre che la crescita economica dell'Asia resterà a lungo più elevata di quella dei paesi industrializzati. Come se non bastasse, poi, "i bilanci delle imprese asiatiche sono solidi e il livello di debito pubblico (ad eccezione di Giappone e Singapore) è basso", a differenza di quanto accade in molti paesi occidentali.
Riforme radicali e il miglioramento delle condizioni economiche hanno inoltre ridotto sensibilmente la vulnerabilità dell'Asia agli shock esterni. Non va poi dimenticato che la forte crescita dei paesi emergenti è dovuta anche a una tendenza demografica positiva, mentre a occidente, si sa, la popolazione tende ormai a invecchiare.

Più credibilità e benessere
L'Asia, negli ultimi anni, ha lavorato molto anche sulla credibilità. "È merito anche dei considerevoli progressi compiuti nelle istituzioni politiche e di diritto - fa notare Essrich - se le economie asiatiche hanno colmato il divario con le grandi potenze economiche come Germania e Stati Uniti", sicché "la credibilità e la trasparenza delle politiche fiscale, finanziaria e delle banche centrali sono notevolmente migliorate negli ultimi anni".

Insomma, un contesto che ha permesso all'Asia di raggiungere "un livello di benessere che dovrebbe segnare la svolta verso una maggiore domanda interna". Se, infatti, nello scorso decennio i principali motori della crescita erano ancora le esportazioni e gli investimenti in beni strumentali, gli esperti di economie asiatiche ritengono che nei prossimi anni i consumatori potrebbero essere il nuovo motore della crescita.

È per questo motivo che l'Asset Management del Credit Suisse, che nel tempo ha costituito una vasta e solida presenza nell'area, non intende certo lasciarsi sfuggire le opportunità che l'Asia offre.
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