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Quello che bisogna sapere sugli UCITS alternativi

di Oliver Wiedemeijer 19 Giugno 2013 - 18:00
financialounge - news
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Nell’articolo “Fondi UCITS alternativi: gli hedge fund per il retail” abbiamo spiegato i vantaggi strutturali dei fondi UCITS alternativi. Ciò nonostante questi prodotti finiscono ripetutamente nel mirino dei critici, che sostengono diverse teorie in proposito. È però importante distinguere tra affermazioni e fatti reali. Di seguito analizzeremo le riserve più frequenti e prenderemo posizione in merito.


Le commissioni sono più elevate rispetto a quelle degli hedge fund offshore
Alla luce degli oneri regolamentari e di altri requisiti imposti, ad esempio reporting periodico, calcoli sulla gestione del rischio, coperture di swap, commissioni di piattaforma, i fondi UCITS alternativi possono evidenziare commissioni mediamente superiori a quelle dovute per gli hedge fund offshore. I gestori cercano però spesso di adeguare le commissioni dei fondi UCITS alternativi a quelle dei rispettivi fondi offshore in due modi: rinunciando a una parte delle commissioni di gestione o definendo un tetto massimo per i costi complessivi.


I fondi UCITS offrono rendimenti inferiori rispetto agli hedge fund offshore
Spesso viene affermato che tra il margine di manovra entro cui possono agire i fondi UCITS regolamentati e la flessibilità degli hedge fund offshore esiste una grande differenza. In effetti, è vero che le disposizioni UCITS (ad esempio concernenti l’utilizzo di una leva, gli strumenti ammessi, la liquidità e la diversificazione) possono penalizzare alcune strategie d’investimento.

Esistono alcune strategie di hedge fund che si inseriscono bene nel contesto delle norme UCITS, ad esempio la strategia Equity Long/Short, generalmente una strategia liquida ben compatibile con un basso livello di leva: al contrario altre, come per esempio quella Event driven, collegata a investimenti in determinati crediti bancari, strumenti del mercato del credito o titoli leggermente meno liquidi, si prestano meno al veicolo Ucits.

In ogni caso l’universo UCITS alternativo è ancora relativamente giovane ed è soltanto negli ultimi anni che gestori qualificati hanno iniziato a introdurre fondi conformi alla direttiva UCITS. Per quanto concerne le strategie d’investimento e la qualità dei gestori, quindi, l’universo dei fondi UCITS alternativi si distingue ancora nettamente da quello degli hedge fund offshore. Per ottenere uno studio sulla performance dai risultati sostenibili è quindi necessario attendere ancora un paio di anni.


I fondi UCITS utilizzano strutture di swap per eludere le norme UCITS
Numerosi critici lamentano il fatto che un numero crescente di fondi UCITS alternativi utilizza strutture di swap allo scopo di eludere determinate norme UCITS, il che determinerebbe una sorta di «arbitraggio di vigilanza». Se è vero che alcuni fondi ricorrono a derivati su indici, ciò non implica necessariamente che vengano violate delle norme.

Un esempio spesso citato sono gli investimenti in materie prime. In conformità alle norme UCITS, i fondi non possono investire direttamente in materie prime. Ciononostante, numerosi fondi detengono materie prime tramite swap su indici, il che viene talvolta considerato in contraddizione con le norme UCITS o perlomeno con il loro senso e la loro filosofia. Ciò non corrisponde però al vero se gli indici ottemperano a tutte le regole UCITS in merito alla liquidità e alla diversificazione e lo swap è coperto da garanzia. Ciò non significa, naturalmente, che le strutture di swap non pongano alcun problema. Sorgono riserve, in particolare, laddove i gestori impiegano queste strutture per riprodurre in un fondo UCITS i rendimenti di strumenti non conformi alle norme UCITS.


Per i fondi UCITS la due diligence è superflua
Spesso si afferma che, ai fini della selezione dei gestori, i fondi UCITS alternativi non necessitano di un processo di due diligence poiché sono regolamentati e liquidi. A nostro avviso, in base alla particolare composizione dei fondi UCITS, è invece necessaria una due diligence comparabile con quella per gli investimenti degli hedge fund di tipo offshore, in particolare a livello operativo.

A fronte del crescente numero di hedge fund conformi alla direttiva UCITS lanciati e gestiti secondo una crescente varietà di strategie, andrebbe applicata una due diligence approfondita che garantisce il rilevamento di possibili incongruenze tra attivi e passivi, rischi di controparte, costi e problemi a livello dell’attuabilità delle strategie d’investimento nel contesto UCITS (solo per citare alcuni esempi). Nel caso delle strutture basate su swap occorre inoltre verificare i rischi di controparte, il collateral management e la liquidità dei sottostanti.


Conclusione
Nell’attuale contesto di tassi bassi, i fondi UCITS rappresentano a nostro avviso un’allettante possibilità per investire in strategie d’investimento alternative. Essendo regolamentati, liquidi e trasparenti, offrono profili di rischio-rendimento simili a quelli degli hedge fund offshore. Tuttavia, alcune strategie non sono facilmente implementabili all’interno del quadro UCITS. Alla luce della diversificazione dei rendimenti e dell’eterogeneità dell’universo d’investimento, riteniamo pertanto determinanti fattori come un’accurata analisi della due diligence e un’oculata selezione dei gestori.
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