Credit Suisse

Il valore aggiunto delle strategie valutarie

di Luca Bindelli, Giuseppe Traviglia, Damaris Reiser 10 Giugno 2013 - 18:00
financialounge - news
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Il contesto di mercato induce gli investitori a cercare soluzioni d’investimento trasparenti e liquide. Ciò a cui ambiscono è accedere a strategie in grado di cogliere opportunità d’investimento allettanti e, al contempo, di offrire interessanti caratteristiche statistiche nell’ottica della diversificazione del portafoglio. Nel presente articolo passiamo in rassegna le potenzialità delle strategie valutarie in questo contesto e le diverse possibilità disponibili per implementare efficacemente tali strategie all’interno di un portafoglio.


Attuali opportunità di mercato
La politica fiscale e monetaria degli ultimi tempi, e segnatamente il continuo dibattito su temi quali la "guerra delle valute" e la "concorrenza tra le valute globali", ha inciso in modo particolare sui mercati valutari. La presenza di fondamentali contrastanti, come la dispersione delle previsioni di crescita e inflazione, sta creando opportunità d’investimento e di negoziazione nei mercati valutari globali.

In termini di performance, il 2011 e 2012 sono stati difficili per i gestori che adottano strategie valutarie, a causa della volatilità implicita bassa e in via di ulteriore calo dei mercati dei cambi globali.
Dalla fine dello scorso anno, però, sono giunti segnali di un leggero incremento della volatilità delle valute, il che ha offerto ai gestori buone opportunità di negoziazione.
Le caratteristiche di portafoglio di un investimento in valuta estera sono favorevoli.

Di seguito esaminiamo le implicazioni di un investimento valutario nel quadro di un portafoglio bilanciato in USD che può investire in azioni, obbligazioni, materie prime e immobili. Formulando una serie di ipotesi sulla volatilità del portafoglio e i rendimenti degli investimenti, dimostriamo che le strategie valutarie rappresentano un’efficace integrazione per un portafoglio bilanciato standard. Ai fini della nostra analisi, ci siamo concentrati sul periodo 2008–2012. I rendimenti storici sono contraddistinti da un contesto di flessione dei rendimenti (elevati rendimenti obbligazionari) e scarsi rendimenti medi delle azioni.

L’attuale contesto di tassi bassi implica tuttavia che la spiccata performance delle obbligazioni non potrà ripetersi nei prossimi anni. Inoltre, l’elevato premio al rischio azionario attualmente osservabile suggerisce un potenziale di rendimento maggiore nel segmento azionario.
Abbiamo pertanto deciso di integrare nella nostra analisi un secondo scenario di rendimento (basato sui rendimenti attesi sui prossimi cinque anni desunti dalle proiezioni sui mercati dei capitali, Capital Market Assumptions, CMA di Credit Suisse), che rappresenta proprio un contesto meno favorevole alle obbligazioni, in cui le azioni offrirebbero una migliore opportunità d’investimento rispetto allo scenario di rendimento storico.
In entrambi gli scenari, l’integrazione di un investimento valutario nel portafoglio complessivo genera un incremento di efficienza non trascurabile, ottenuto principalmente in virtù delle sue interessanti proprietà di diversificazione.


Analisi della sensibilità alle ipotesi di rendimento
Nella nostra precedente analisi, l’investimento valutario presenta evidenti punti di forza, con una performance lorda annualizzata del 7% in media e una bassa volatilità storica, pari al 3,1%. Al fine di confermare la validità di questi dati, abbiamo deciso di calcolare la ponderazione valutaria ottimale nel nostro portafoglio utilizzando ipotesi alternative di rendimento degli investimenti valutari a fronte di un determinato livello di rischio di portafoglio.
Poiché le ipotesi di rendimento valutario sono gradualmente riviste al ribasso, le ponderazioni dell’investimento valutario tendono a scendere per arrivare a bassi livelli di volatilità target per il portafoglio.
Ciononostante, con quasi tutti i livelli di volatilità target è opportuno includere una determinata allocazione all’investimento valutario, perfino presupponendo un rendimento lordo atteso dello 0%. Ciò è dovuto al fatto che la maggiore diversificazione ottenuta è particolarmente preziosa in portafogli con livelli di volatilità più bassi.


Le valute sono una valida integrazione per un portafoglio bilanciato
Innanzitutto, abbiamo dimostrato che l’introduzione di investimenti valutari in un portafoglio stilizzato contribuisce a ottimizzare il profilo di rischio-rendimento, in quanto costituisce un’utile integrazione a portafogli diversificati grazie alla bassa volatilità e alle positive caratteristiche di diversificazione. In secondo luogo, tale conclusione potrebbe applicarsi a una serie di ipotesi di rendimento previsto per le valute. Infine, l’inclusione di strategie valutarie appare particolarmente proficua per i profili di rischio più bassi. E ciò vale per entrambi gli scenari di rendimento ipotetici (rispettivamente basati su dati storici e proiezioni CMA).
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