Mercati pronti a virare in positivo con un miglioramento dei dati economici

I messaggi contraddittori espressi dai mercati finanziari sull’evoluzione dell’economia disorientano gli investitori, ma le banche centrali sembrano tendere a condizioni favorevoli alla ripresa

Se si analizzano gli andamenti dei mercati finanziari, sia azionari che obbligazionari, nei primi due mesi del 2019 si nota la marcata divergenza dei segnali che hanno inviato. Infatti, mentre l’indice delle Borse mondiali (l’MSCI World Index) ha registrato un rialzo del 10,7%, i rendimenti dei governativi decennali tedeschi, statunitensi e cinesi si sono indeboliti (grafici 1 e 2). I mercati dei tassi di interesse indicano che l’economia globale potrebbe andare in recessione, individuando negli Stati Uniti l’unico porto sicuro.

I MESSAGGI CONTRADDITTORI SULL’ECONOMIA

I messaggi contraddittori che si evincono dai mercati finanziari, con quello azionario (che indica una possibile ripresa dell’economia nella seconda parte dell’anno) e quello obbligazionario (che, al contrario, ipotizza un indebolimento dell’economia) dovrebbero però evolversi nei prossimi mesi, in funzione dei dati economici. “Riteniamo che, visti i forti primi due mesi dell’anno, una pausa potrebbe essere il risultato più probabile per le asset class di rischio mentre una ripresa della tendenza positiva sarà accompagnata da un miglioramento dei dati economici” specifica Alberto Conca, responsabile investimenti di Zest AM.

Grafico 1: l'andamento del Bund tedesco a 10 anni
Grafico 1: l’andamento del Bund tedesco a 10 anni
Grafico 2: l'andamento del titolo governativo cinese a 10 anni
Grafico 2: l’andamento del titolo governativo cinese a 10 anni

POSSIBILE RIPRESA NELLA SECONDA PARTE DEL 2019

Per cercare di comprendere quale delle due ipotesi sull’evoluzione dell’economia prevarrà sui mercati finanziari, partiamo dall’analizzare la tesi implicita nel trend degli ultimi mesi del mercato azionario. “Abbiamo notato, il mese scorso, che quando la percentuale di paesi con Cli (Composite Leading Indicator) in espansione anno su anno raggiunge valori prossimi ai dieci punti percentuali come verificatosi lo scorso gennaio, l’economia globale inizia a mostrare segni di stabilizzazione e successiva espansione”, spiega l’esperto, secondo il quale spiccano almeno due fattori a supporto di questo scenario di crescita nella seconda metà del 2019. In primis l’inversione a U della politica monetaria statunitense da parte della Fed a inizio anno: l’atteggiamento molto più accomodante è riuscito a dissipare le preoccupazioni che si erano addensate sui mercati finanziari nella seconda metà del 2018, e questa situazione potrebbe indebolire il dollaro Usa dando sollievo, in particolare, ai mercati emergenti. In secondo luogo, Stati Uniti e Cina sembrano orientati a un accordo economico che andrà a vantaggio della futura crescita globale.

LE STIME DELL’FMI

A proposito di crescita, una ricerca del Fondo Monetario Internazionale che studia l’impatto sull’attività globale delle tariffe introdotte dagli Stati Uniti e dai suoi partner commerciali ha stimato intorno al -0,45% gli effetti diretti e indiretti (che colpiscono le aspettative e di conseguenza le decisioni di investimento) sul Pil di Pechino ,circa il doppio dell’impatto sugli Stati Uniti. Ora, se le stime di crescita globale per l’anno in corso si aggirano intorno a +3,5%, in calo del 3,7% dal 2018, non si può affatto escludere che una tregua nelle dispute commerciali potrebbe esercitare un effetto positivo nella seconda metà di quest’anno, riportando la crescita verso o addirittura sopra le cifre del 2018.

BCE ATTIVA NEL GARANTIRE CONDIZIONI FINANZIARIE FAVOREVOLI

A favorire questo scenario potrebbero contribuire in modo determinate un atteggiamento più accomodante da parte delle banche centrali. Nella zona euro la Bce intende assicurare condizioni finanziarie favorevoli e sostenere i prestiti bancari alle piccole e medie imprese e, in quest’ottica, ha annunciato la terza edizione dei Tltro, i finanziamenti agevolati alle banche mirati a sostenere l’economia reale. Inoltre la comunicazione che i tassi non saliranno per ancora molto tempo è mirata a mantenere bassi i tassi a lungo termine, mantenendo quindi condizioni favorevoli per le aziende, le famiglie e per i mercati finanziari.

FEDERAL RESERVE IN PAUSA

Negli Stati Uniti, le basi dell’economia restano abbastanza solide, grazie alla crescita dei salari piuttosto forte e un tasso di partecipazione al lavoro che continua sulla sua traiettoria di miglioramento: il reddito disponibile è proiettato al rialzo e permetterà di sostenere i consumi e la crescita economica nell’anno. La Federal Reserve, dal canto suo, si è presa una pausa sul suo programma di rialzo dei tassi anche perché i più alti tassi di interesse nella prima metà del 2018 hanno danneggiato il mercato immobiliare mentre la guerra commerciale con la Cina ha avuto implicazioni sulle intenzioni di investimento delle imprese.

ECONOMIA CINESE IN RECUPERO

In Cina, infine, l’economia comincia a mostrare segnali di miglioramento sulla scia di una politica monetaria più favorevole: le condizioni del credito sono migliorate e l’economia inizierà a mostrare effetti positivi nella seconda metà del 2019.

Grafici 3 e 4: da sinistra, l'andamento dell'aggregato monetario M1 in Cina e l'impulso al credito
Grafici 3 e 4: da sinistra, l’andamento dell’aggregato monetario M1 in Cina e l’impulso al credito

“Persino il Composite Leading Indicator sta dimostrando che la fase più acuta del rallentamento dell’economia potrebbe essere alle spalle osservando come la variazione mese su mese stia per diventare positiva (vedi grafico sotto)”, conclude Conca.

Grafico 5: l'andamento del Composite Leading Indicator in Cina
Grafico 5: l’andamento del Composite Leading Indicator in Cina

MarsYu / E+ / Getty Images


FinanciaLounge
19 Marzo 2019
Partner
Top