Economia USA, captare in anticipo segnali di rallentamento fa la differenza

Le minacce di guerra commerciale di Trump potrebbero fare più male all’economia USA che all’inflazione in questa fase finale del ciclo espansivo.

“Sulla base dei nostri indicatori il semaforo (per i mercati finanziari) è ancora verde, ma le alte valutazioni pongono un limite di velocità ai ritorni e ci hanno indotto a scalare una marcia nelle nostre strategie”, spiega Johanna Kyrklund, Global Head of Multi-Asset Investments di Schroders. La manager, consapevole di muoversi nelle fasi conclusive del ciclo, scorge prezzi delle asset class posizionati a riflettere molte delle proprie idee di investimento: da Wall Street e i mercati emergenti che hanno registrato performance superiori alla media allo yen giapponese che si è rafforzato, dal dollaro americano che si è indebolito alle valute dei paesi emergenti che si sono rivalutate.

PIÙ DIVERSIFICAZIONE DI PORTAFOGLIO

Ma dove investe attualmente Johanna Kyrklund? Innanzitutto ha provveduto ad aumentare la diversificazione all’interno dei portafogli tra le varie asset class mantenendo una view positiva sul mercato azionario: la manager è persuasa che la crescita dei profitti aziendali sarà più che sufficiente a compensare i rischi di de-rating (riduzione delle quotazioni) tipici delle fasi conclusive di un ciclo economico. Passando al comparto obbligazionario, Johanna Kyrklund intravede il potenziale per un rally di consolidamento nel breve periodo, ma nota al contempo le pressioni (ribassiste) sul fronte della crescita e (rialziste) su quello dell’inflazione che delineano un quadro di medio termine negativo.

POSITIVI SULLE COMMODITY

“Per quanto riguarda le commodity, restiamo positivi grazie al sostegno dei fattori ciclici e dell’attuale disciplina dal lato dell’offerta. Continua a crescere lo slancio di breve periodo, mentre il carry è migliorato”, specifica la manager che, nell’ambito delle obbligazioni societarie, nonostante il lieve miglioramento delle valutazioni, scorge un minore supporto a seguito di un affievolimento del momentum degli investimenti e dei fondamentali economici.

RADAR SUI SEGNALI DI RALLENTAMENTO

La manager resta comunque in allerta per captare qualsiasi segnale di rallentamento. “Più in generale, continuano a preoccuparci maggiormente eventuali sorprese al ribasso dalla crescita che sorprese al rialzo dall’indice dei prezzi al consumo”, sottolinea Johanna Kyrklund. Il suo riferimento è agli effetti del protezionismo sull’economia reale e sull’inflazione. La manager, al momento, ritiene che le minacce di guerra commerciale di Trump siano da inserire in una strategia che punti ad un accordo con la Cina che possa essere presentato come una vittoria in vista delle elezioni di metà mandato in programma a novembre.

SFIDA ALLE ASPETTATIVE DI CRESCITA

“Se, al contrario, dovessimo registrare uno spostamento più evidente verso il protezionismo, lo considereremo come una sfida per le aspettative di crescita, dal momento che il commercio globale è stato il fattore principale che ha trainato l’espansione economica nel corso dell’ultimo anno”, precisa Johanna Kyrklund che è invece meno preoccupata delle possibili implicazioni del protezionismo sul fronte dell’inflazione che, infatti, ritiene sarebbero comunque ritardate e complesse.




FinanciaLounge
2 Maggio 2018
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