Azionario Usa, utili verso un rallentamento

di Chiara Merico

I profitti delle società Usa sono previsti in frenata, e questo preoccupa gli investitori azionari. L’analisi di Keith Wade di Schroders

I timori degli investitori azionari si spostano sui profitti delle società Usa: come spiega una nota a cura di Keith Wade, chief economist & strategist di Schroders, grazie ai progressi nelle negoziazioni tra Washington e Pechino le preoccupazioni sulla guerra commerciale sono diminuite, mentre sono cresciute quelle legate alla minore crescita dei profitti della società. Nel 2018, sottolinea Wade, “i mercati sono stati guidati da utili societari più solidi, tuttavia i prezzi delle azioni sono diminuiti, dato che i rialzi dei tassi hanno spinto gli investitori a riesaminare le valutazioni”. Quest’anno “sembra che ci troveremo nella situazione opposta, dato che prevediamo che gli utili rallenteranno via via che le banche centrali faranno passi indietro”.

PRESSIONI SUI PROFITTI DALL’INFLAZIONE DEBOLE

A pesare sulle previsioni di crescita c’è innanzitutto l’outlook sull’inflazione, che risulta più debole delle attese: questo ha incentivato una politica monetaria più accomodante da parte delle banche centrali. “Anche se può sembrare una notizia positiva per i mercati azionari (tassi di interesse inferiori rendono i risparmi liquidi relativamente meno attraenti), una minore inflazione può aumentare la pressione sui margini di profitto”, precisa Wade. Infatti, le società stanno affrontando anche salari in aumento. “In una situazione di maggiore inflazione, il maggiore costo della manodopera può essere gestito più facilmente attraverso l’innalzamento dei prezzi finali. Al contrario, quando l’inflazione è limitata e i produttori non riescono a gestire al meglio i costi addizionali, il peso ricade sui margini di profitto”.

INVERSIONE DI TENDENZA

La recente espansione economica degli Usa, fa notare l’esperto di Schroders, è stata guidata proprio dall’alto livello dei margini di profitto di cui hanno goduto le imprese. Tuttavia, “l’altra faccia della medaglia è stata rappresentata da una crescita debole dei salari”, che in molti Paesi ha alimentato la retorica dei movimenti populisti. “Guardando al futuro, riteniamo che questa situazione potrebbe cambiare”, spiega Wade.

PROFITTI USA, VERSO UN CALO NEL 2020

Secondo le stime dell’economista, non è in vista una recessione negli Usa, ma “il nostro modello di previsione indica di prestare particolare attenzione agli utili Usa. Ci aspettiamo che i profitti raggiungano il picco nel terzo trimestre del 2019 e che poi scendano in linea con un’economia statunitense più debole. In generale, prevediamo che i profitti Usa (escluso il settore finanziario) aumenteranno del 6% nel 2019, ma poi perderanno il 4% nel 2020”. I motivi sono legati al fatto che una crescita economica inferiore al trend significa minore utilizzo di capacità, e ciò scatena pressioni al ribasso sui profitti. Inoltre, i margini di profitto si ridurranno all’aumentare dei costi di manodopera, mentre l’inflazione e la produttività scenderanno in un contesto di crescita più debole.

SCENARI ALTERNATIVI, VERSO PROFITTI ANCORA INFERIORI

Gli esperti di Schroders delineano anche scenari alternativi. “La percentuale dei profitti sul Pil vedrebbe un declino ancora più brusco se nel 2020 dovessimo assistere a una recessione negli Stati Uniti”, fa sapere Wade. “In questo caso, i profitti potrebbero vedere un calo del 13,5% (linea verde nel grafico). In uno scenario di recessione globale a esclusione degli Stati Uniti, il calo dei profitti sarebbe del 7,4% nel 2020 (linea blu)”. Soltanto due scenari mostrano una crescita dei profitti: il primo prevede che “la Cina cercherà di evitare un rallentamento economico più ampio introducendo stimoli per la crescita e l’inflazione con spese fiscali extra”; per il secondo “la crescita Usa sorprenderà ancora grazie a una solidità maggiore sul lato dell’offerta (linee viola e rossa)”.

Fonte: Thomson Datastream, Schroders Economics Group. 27 marzo 2019.

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PROBABILE RECESSIONE

In base all’analisi di Schroders “gli utili operativi dell’S&P500 aumenteranno del 6,8% nel 2019, mentre i reported Eps (earnings per share) cresceranno del 7,8%. Il declino dei profitti nel 2020 capovolgerà questi guadagni. Gli utili operativi scenderanno quindi del 3,4% e i reported Eps del 6,9%”. Queste conclusioni portano Wade a concludere che i flussi di cassa delle imprese saranno sotto pressione e ciò porterà le stesse imprese a reagire, tendenzialmente attraverso il taglio di posti di lavoro e spese. “Ciò potrebbe portare il ciclo economico alla fine, e quindi a una recessione. Il nostro modello al momento prevede con una probabilità del 36% una recessione nel corso dei prossimi 12 mesi, la probabilità più alta dal 2007”.

deberarr / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
24 Aprile 2019
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