I tre indicatori chiave per decifrare l’attuale congiuntura

Secondo gli esperti di MSIM, con la curva dei tassi meno predittiva rispetto al passato, è bene osservare dollaro, tasso di disoccupazione sotto il 4% e aumento delle retribuzioni.

Uno degli aspetti più discussi degli ultimi tempi è stato quello riguardante la curva dei tassi statunitensi, in particolare il differenziale tra il rendimento del Treasury USA a due anni e quello del decennale. Una curva molto piatta o invertita contestualmente a un tasso sui Fed Fund al 3% o superiore, potrebbe infatti indicare (in base anche alle esperienze del passato) una potenziale recessione nell’arco dei 9, 12 o magari 18 mesi successivi.

LA FED STA SOLO ELIMINANDO L’ECCESSO DI ACCOMODAMENTO

“L’idea che una curva da piatta a invertita indichi un’imminente decelerazione del mercato è basata sull’ipotesi che la Fed stia effettivamente irrigidendo la politica monetaria mentre a mio parere sta semplicemente eliminando l’accomodamento in eccesso” tiene a sottolineare Jim Caron, Responsabile della Strategia Macro Team Global Fixed Income di Morgan Stanley Investment Management. Il quale poi aggiunge un altro dettaglio non certo secondario.

APPIATTIMENTO DELLA CURVA MENO PREDITTIVO

“La Federal Reserve, inoltre, detiene ancora molti Treasury nel proprio bilancio. A causa di questo persistente ‘effetto stock’ del piano di allentamento quantitativo (QE), calcoliamo che i premi a termine e la curva dei rendimenti siano probabilmente più piatti di circa 40 punti base di quanto lo sarebbero in altre situazioni”. Alla luce di questa considerazione Jonas Kolk, Chief Investment Officer Team Global Liquidity di Morgan Stanley Investment Management, commenta: “Con la Fed che innalza i tassi ma non irrigidisce la politica monetaria e con l’allentamento quantitativo ancora nel sistema globale, questa volta un appiattimento o una curva invertita potrebbero avere un’importanza predittiva inferiore”. Ma allora, quali indicatori chiave dovremmo tenere sotto controllo in questa congiuntura?

La strategia per affrontare una crescita più bassa e un’inflazione più elevata

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TRE INDICATORI DA TENERE SOTTO CONTROLLO

Jim Caron ne indica tre, a cominciare dal dollaro. Un suo rafforzamento contribuirebbe a rallentare l’economia globale e, nel tempo, genererebbe implicazioni anche sulle dinamiche di crescita statunitensi. Inoltre, è probabile che un’ulteriore rialzo del biglietto verde sia interpretato come un’astensione dal rischio, con gli investitori in uscita accelerata dalle attività rischiose.

MERCATO DEL LAVORO E RETRIBUZIONI

“Il secondo indicatore chiave è il mercato del lavoro. Un tasso di disoccupazione persistentemente basso, al 4% o inferiore, sarà fondamentale ai fini della perdurante solidità economica e dei consumi” dice Jim Caron che, quale terzo indicatore, segnala le retribuzioni dei lavoratori che devono registrare una dinamica al rialzo. “In qualche misura, la lenta crescita dei salari sta mantenendo bassa l’inflazione, ma la terrei sotto osservazione attentamente” puntualizza Jm Caron, mentre il suo collega Jonas Kolk partirebbe dalla parte di liquidità del mercato, in particolare sull’estremità breve della curva, come indicatore da tenere sotto stretta osservazione.

LIQUIDITÀ DEL MERCATO

A questo proposito, Jonas Kolk osserva che i contratti in eurodollari, che possono essere considerati come una sorta di liquidità a termine sul LIBOR a tre mesi, sembrerebbero segnalare non soltanto un rallentamento del ritmo della stretta da parte della Fed nel 2019 e agli inizi del 2020, ma anche rendimenti leggermente inferiori per quei contratti a fine 2020. “Sebbene si tratti di punti base a una cifra, la curva in eurodollari indica non soltanto una Fed che si prenderà una pausa intorno alla metà del 2019, ma forse anche che potrebbe iniziare a muoversi nella direzione opposta” sostiene l’esperto.

POSSIBILI OPPORTUNITÀ NEL SEGMENTO A BREVE

Alla luce di questa analisi, Jonas Kolk nota la discrepanza tra quei contratti a termine e il percorso previsto dalla Fed, giungendo alla conclusione che dovranno essere gli osservati speciali per i prossimi 12-24 mesi. “Se dovessimo continuare a osservare rialzi dei tassi sul segmento a breve in un quadro di incertezza nell’estremità più lunga della curva, potrebbero crearsi alcune opportunità reali nei prodotti di tipo liquido nel segmento a breve” conclude Jonas Kolk.

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Jacob Ammentorp Lund / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
1 Ottobre 2018
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