Global Balanced Risk Control Fund – 31 luglio 2013

Analisi di mercato
Anche nel mese di luglio, così come in giugno, i principali indicatori hanno continuato a segnalare una crescita dell’attività economica negli Stati Uniti, mentre le pressioni inflazionistiche rimangono sotto controllo. Il settore manifatturiero statunitense ha registrato un miglioramento passando dai 51,9 punti di giugno ai 53,7 punti di luglio, il massimo degli ultimi quattro mesi, segno di un “consistente” miglioramento delle condizioni complessive.

Nella riunione del 30-31 luglio, la Fed ha mantenuto invariato il suo orientamento di politica monetaria, conservando l’intervallo sui Federal Fund allo 0,00-0,25%, e ulteriori acquisti di titoli per USD 85 mld al mese. A luglio l’indice S&P 500 ha registrato una performance pari al 2,8% (in euro). A luglio le ultime rilevazioni hanno continuato a segnalare un miglioramento delle condizioni economiche in gran parte dell‘Eurozona.

Il PMI Markit riferito al settore manifatturiero dell’area Euro si è spinto a quota 50,3, dal 48,8 di giugno, evidenziando il primo aumento dell’attività manifatturiera dal luglio 2011. La BCE ha mantenuto invariato allo 0,5% il tasso di rifinanziamento principale e il presidente Mario Draghi ha ribadito che l’orientamento di politica monetaria della Banca centrale europea resterà accomodante “per tutto il tempo necessario”. A luglio l’MSCI Europe ha guadagnato il 5,05% in euro.

Nel mese di luglio il PMI manifatturiero del Giappone è sceso a 50,7 dal 52,3 di giugno (il massimo di 28 mesi), segnalando una decelerazione del tasso di crescita. Nel complesso, però, l’evidenza suggerisce che la cosiddetta «Abenomics» – ovvero l’aggressiva politica di stimolo fiscale e monetari a in Giappone – sta generando ricadute positive su tutte le attività economiche, come la recente debolezza dello yen. Secondo l’Istituto di statistica giapponese, a giugno i consumi medi per famiglia di occupati sono stati pari a 296.512 yen, un aumento dell’1,2% in termini nominali e dello 0,9% in termini reali rispetto all’anno precedente. Nel mese l’MSCI Japan si è mostrato in ribasso dell’1,42% in euro.

Attività di portafoglio
A luglio abbiamo aumentato l’esposizione azionaria portandola al 56,5% rassicurati da un ridimensionamento dei livelli di rischi o sui mercati azionari. Continuiamo a mantenere elevata l’esposizione sui mercati europei; la politica della BCE mirante a mantenere la politica monetaria su un sentiero ultra espansivo dovrebbero sostenere la ripresa del Vecchio Continente.

Confermiamo il nostro ottimismo sulle prospettive economiche giapponesi. L’amministrazione Abe ha vinto anc he l’importante tornata elettorale per la Camera Alta, il che dovrebbe comportare una maggioranza più solida e maggiori possibilità di implementare riforme strutturali. Al momento siamo meno negativi sui Mercati Emergenti: questi paesi potrebbero, infatti, essere trainati dal processo riformatorio attualmente in atto in Cina, che potrebbe rivelarsi proficuo nel più lungo termine. Dopo l’ondata di ribassi di giugno, il ridimensionamento nei livelli di volatilità consente di incrementare nuovamente il livello di rischio in portafoglio.

Strategia e prospettive
Nel mese di luglio il mercato azionario ha evidenziato un recupero, dopo che gli investitori hanno metabolizzato il ridimension amento dei programmi di allentamento quantitativo negli Stati Uniti. Nel corso del mese l’indice VIX è bruscamente tornato a quota 14 punti, dopo aver superato a giu gno i 20 punti, livello più altro raggiunto quest’anno. Il governo cinese si è dato da fare per contrastare il rallentamento congiunturale. Ci aspettiamo che gli effetti del le misure recentemente annunciate vengano digerite dal mercato, contribuendo in tal modo a ridurre i livelli di rischio.

Il PIL degli Stati Uniti è cresciuto a un tasso annualizzato dell’1,5% da aprile a giugno, superando le attese che stimavano un au mento dello 0,9%. Tuttavia questo livello risulta ancora debole rispetto alla media storica e le pressioni inflazionistiche rimangono sotto controllo. La Fed non ha fornito ulteriori indicazioni sulla durata dei programmi di stimolo all’economia; Bernanke, tuttavia, ha sottolineato che qualora le condizioni economiche lo consentissero la banca centra le potrebbe ancora proseguire, se non addirittura incrementare, il livello di acquisti di titoli.

Non ci aspettiamo che la Fed proroghi il programma di stimolo all’economia oltre la data inizialmente prevista. Riteniamo, tuttavia, che quando la Fed comincerà a ridurre il livello suoi acquisti, comincerà dapprima con i Treasury, per passare solo in un secondo momento agli MBS (i titoli garantiti da ipoteca) che forniscono sostegno alla ripresa del mercato immobiliare. Nell’attesa della prossima ondata di «shock di politica monetaria» che si realizzerà quando, verso fine anno, si darà il via al ridimensionamento del programma di allentamento quantitativo, ha senso mantenere un’esposizione azionaria esposizione azionaria relativamente elevata dopo i ribassi di giugno.

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Morgan Stanley
14 Agosto 2013
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