Interpretare i Disruptive change: la chiave del successo

Il punto sul mondo del risparmio gestito: secondo Morgan Stanley IM sarà fondamentale cavalcare i disruptive-change  dotando i team di gestione di figure innovative

In attesa di conoscere i dati del mese di febbraio, che saranno resi noti a fine mese, quelli di gennaio hanno confermato l’ottimo stato di salute dell’industria del risparmio gestito italiano. Per fare il punto sullo “stato dell’arte” del mondo del risparmio gestito e sui disruptive change abbiamo rivolto alcune domande a Vittorio Ambrogi, Managing Director, Country Head di Morgan Stanley Investment Management per l’Italia e responsabile Sud Europa e LatAm, che si è detto “estremamente orgoglioso” del contributo di Morgan Stanley IM alla crescita del settore nel complesso. Inoltre, abbiamo parlato con lui delle sfide aperte dalla MiFID II e dell’importanza di puntare, ancora di più, sulla qualità.

Quali i principali macro temi della MiFID II da tenere in considerazione nell’industria del risparmio gestito?

“Sono tre: la crescente attenzione sui costi dei prodotti di risparmio gestito da un lato, un sempre maggior focus sulla capacità di creazione di alpha da parte dei gestori dall’altro e la conseguente polarizzazione del mercato. Le strategie attive in grado di generare un extra rendimento consistente continueranno a mantenere il loro pricing power, ovvero gli investitori saranno disponibili a sostenere il costo delle commissioni di gestione per ricevere un beneficio tangibile, mentre le strategie che non sono in grado di creare Alpha potrebbero subire l’avvento delle strategie passive. La ricerca delle eccellenze e della qualità verrà sicuramente premiata dal mercato e quello che noi cerchiamo di fare è proprio questo: concentrarci su quelle asset class in cui il mercato ha assegnato a Morgan Stanley Investment Management una spiccata eccellenza gestionale come i prodotti Multi-Asset, le strategie Azionarie Globali e l’obbligazionario flessibile”.

Quali in particolare le novità di Morgan Stanley IM per il 2018?

“Nel 2018 rinnoveremo le conferme che abbiamo avuto sulle nostre eccellenze. Il tema dominante è come interpretare e sfruttare i Disruptive change, ovvero tutti quei cambiamenti epocali che hanno cambiato il nostro modo di pensare e di agire rispetto al passato ma soprattutto quei cambiamenti dirompenti che stanno trasformando interi settori dell’economia e dell’industria. La modalità che Morgan Stanley Investment Management ha scelto per cavalcare il tema dei Disruptive change è quello di dotare alcuni dei nostri team di investimento di figure altamente specializzate e che hanno come unico obiettivo quello di studiare questi fenomeni e prevedere gli impatti nei differenti settori dell’economia. Ma il tutto viene implementato nelle nostre strategie di investimento globali e non in nuovi fondi tematici o estremamente di nicchia”.

Adesso parliamo di mercati finanziari: quello azionario ha iniziato il 2018 con alti e bassi che non si vedevano da quasi due anni: c’è da preoccuparsi? Cosa consigliate ai risparmiatori più inclini all’azionario?

“Il mercato azionario è un mercato volatile per definizione e nell’attuale contesto di mercato la differenza è veramente rappresentata da una gestione attiva, soprattutto per quanto riguarda i prodotti azionari. I nostri prodotti cavalli di battaglia, come il MS INVF Global Opportunty fund e il MS INVF Global Brands, rimangono tra i prodotti più venduti sul mercato italiano proprio per la loro capacità di fare la differenza anche in contesti di maggiore volatilità. Il MS INVF Global Brands, ad esempio, ha costruito gran parte della propria fama proprio grazie alla capacità di proteggere nelle fasi ribassiste”.

Il numero di marzo di EasyWatch
Il numero di marzo di EasyWatch

Il mercato obbligazionario invece continua a offrire rendimenti schiacciati sui minimi storici e, peraltro, a rischio rialzo: quali consigli vi sentire di dare a chi è propenso ad investire nel reddito fisso?

“Investire nel mercato obbligazionario sta diventando sempre più complesso, soprattutto perché ci sarà sempre meno Beta (guadagno derivante dal rialzo del mercato, ndr) da catturare sui mercati. Anche per i prodotti obbligazionari preferiamo consigliare agli investitori dei prodotti globali flessibili che siano svincolati da qualsiasi benchmak e che abbiano la capacità di allocare al meglio le risorse in modo tempestivo per poter sfruttare i ritorni delle migliori asset class. Riteniamo che oggi, in un contesto come quello che stiamo vivendo, sia di fondamentale importanza avere in portafoglio prodotti del genere, perché se si vogliono intercettare i fattori idiosincratici (l’alpha, l’extra rendimento, ndr), la possibilità di muoversi senza vincoli offre l’opportunità di farlo. Il prodotto che meglio si sposa con queste caratteristiche è il MS INVF Global Fixed Income Opportunities Fund”.

Intervista tratta dalla rubrica “L’industria del Risparmio” del mensile EasyWatch. Clicca qui per iscriverti e ricevere la tua copia




FinanciaLounge
3 Aprile 2018
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