La BCE lascia invariati i Tassi – Punti emersi dalla Conference di Draghi

La BCE ha lasciato i tassi invariati all’1%. Non ci sono stati annunci di nuove manovre di politica monetaria non convenzionale. Ciò è in linea con le attese anche se gli ultimi dati deboli per l’area Euro, PMI manifatturieri in calo e tasso di disoccupazione a un nuovo massimo storico, avevano indotto qualche speranza su un possibile annuncio. Draghi ha evidenziato che i rischi di inflazione sono bilanciati, che la liquidità dell’area euro è abbondante, che si deve ancora attendere per vedere pienamente dispiegati gli effetti di LTRO, e soprattutto che è presto per pensare a una exit strategy. Di seguito sono riepilogati alcuni rilevanti punti emersi dalla Conferenza.

· Le aspettative di inflazione in area Euro sono in linea con l’obiettivo di stabilità dei prezzi. I rischi sono ampiamente bilanciati nel lungo termine. I rischi al ribasso sono alimentati dalla debolezza del contesto economico in area Euro, mentre i rischi al rialzo sono sospinti dagli elevati costi energetici e delle materie prime in generale.

· Il contesto economico è diventato più incerto. Le tensioni persistenti nei mercati dei titoli sovrani continuano a penalizzare la crescita . Tuttavia la BCE ancora attende un graduale recupero dell’economia nel corso dell’anno. I piani di austerità per esempio in Spagna e in Olanda hanno spinto alcuni paesi in recessione. Il consolidamento fiscale in molti paesi nel 2011 è stato importante. Tuttavia ora è tempo di pensare anche alla crescita che per essere attivata necessita di riforme strutturali che alimentino e supportino l’attività imprenditoriale e l’innovazione. Ci devono essere piani di lungo termine, anche se i tempi sono stretti e i progetti infrastrutturali vanno accelerati il più possibile.

· Le divergenze regionali nel contesto dell’area Euro sono normali, ma si sono aggravate nell’ultimo periodo. Il principale obiettivo di BCE è di mantenere la stabilità dei prezzi, mentre sono i Governi che devono gestire i problemi interni e strutturali dei singoli paesi. Molti progressi sono stati fatti, ma i Governi devono essere più ambiziosi. Le riforme devono avere alcuni obiettivi ed essere focalizzati sul rinnovamento del mercato del lavoro che deve essere più flessibile e con maggiore mobilità e soprattutto crescente equità. Ora si vede una situazione sbilanciata dei mercati del lavoro che penalizza soprattutto i giovani. Ci sono distorsioni. L’elevato livello di disoccupazione richiede rapidamente maggiore flessibilità e mobilità.

· Si deve puntare a implementare la disciplina condivisa a livello europeo. Il Fiscal Pact va in questa direzione e va implementato in maniera rapida ed efficace. Ci deve essere maggiore convinzione da parte dei singoli paesi. Ciò potrà essere lo strumento per liberare energie nel settore privato e creare lavoro. Si deve definire un sentiero di sviluppo dell’area Euro, chiedendosi dove si vuole essere e come dovrà essere l’Europa tra dieci anni. Ecco perchè il Fiscal Pact è così importante perchè è il punto di partenza di una nuova fase evolutiva del progetto Europa.

· Dal punto di vista di politica monetaria da inizio anno si sono osservati segnali di stabilizzazione. La crescita della base monetaria è buona. La survey compiuta ad aprile sulle condizioni del credito nell’area Euro ha evidenziato segnali di moderato progresso. La liquidità è abbondante. Le banche hanno beneficiato delle forti inizioni di liquidità compiute da BCE. Ci sono ancora strumenti che possono essere attivati? Si è parlato poco di taglio dei tassi, che all’1% sono considerati sufficientemente accomodanti. SMP è uno strumento che punta ad eliminare le distorisioni sui mercati governativi, è ancora in essere, ma non può essere utilizzato all’infinito. In sintesi il Consiglio di BCE ritiene che ci siano stati progressi nel contesto finanziario in Europa, che la liquidità resti abbondante ma che sia prematutro parlare di Exit strategy. Infatti ci vuole ancora tempo perchè le manovre non convenzionali adottate da BCE negli ultimi mesi, soprattutto i due LTRO, possano dispiegare i propri effetti non solo sul settore finanziario ma anche sull’economia reale. E’ troppo presto anche per dire che gli effetti di LTRO siano già svaniti. Si è evitato il credit crunch, l’offerta di credito è meno restrittiva rispetto a prima del lancio di LTRO, c’è un rafforzamento dei depositi in molte banche di paesi più vulnerabili. Ciò significa che i depositi stanno affluendo nuovamente nelle banche. C’è più fiducia. Tutti segnali di moderato ottimismo e che ci dicono che questi sono ancora gli effetti derivanti dalla liquidità e dal supporto fornito da LTRO.

· Il sistema bancario europeo deve ancora essere rafforzato. Il problema non è ancora stato sufficientemente analizzato e indirizzato dalla Comunità finanziara europea. Ci dovranno essere nuovi e più focalizzati interventi.

In sintesi si percepisce che la BCE resta in una modalità di attesa. Quanto fatto negli ultimi mesi è stato ampio. BCE prevede che gli effetti della politica monetaria non convenzionale non siano esauriti e che si stiamo ancora trasmettendo sia al settore bancario che all’economia reale. Al momento BCE non prevede nuovi interventi sostanziali. Al contrario sta spostando l’attenzione a quello che i Governi devono e possono fare sotto il profilo strutturale. L’area Euro deve aumentare gli sforzi di coordinamento e deve puntare in maniera più ambiziona alla crescita, agli investimenti, all’innovazione per alimentare l’occupazione. Ciò può essere fatto solo dagli sforzi coordinati dei Governi.

Nel grafico (vedi gallery) si vede come i tassi a 10 anni di Italia e Spagna si sono relativamente stabilizzati, ma a livelli ancora elevati. SMP è uno strumento di politica monetaria non convenzionale che la BCE ha adottato durante la fase più acuta della crisi dei debiti sovrani nella seconda metà del 2011. L’ultima piccola operazione è stata effettuata a marzo 2012 per un ammontare molto limitato. Non ci sono stati nuovi interventi sui mercati dei debiti dei paesi più fragili e dai commenti di Draghi non si prevede una ripresa di questo strumento a breve.




Maria Paola Toschi - Market Strategist J.P. Morgan Asset Management
4 Maggio 2012
Partner
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