L’addio al compromesso politico penalizza i mercati

Posizioni polarizzate e scarsa propensione al compromesso caratterizzano il nuovo corso politico globale determinando bruschi movimenti sui mercati, spiega Luca Tobagi di Invesco

Su quanto accaduto nel quarto trimestre del 2018, con la severa correzione dell’azionario e dell’obbligazionario, e nei primi due mesi di quest’anno, con il successivo recupero di una buona parte delle perdite, sono state sviluppate diverse analisi. Un nuovo contributo in questo senso, con una chiave di lettura originale, lo fornisce nell’ultimo ‘T con zero’ Luca Tobagi, Investment director di Invesco in Italia, nel quale spiega perché sia importante osservare l’evoluzione dello scenario politico e le sue profonde implicazioni per gli investitori e i mercati.

LA SVOLTA CON LA BREXIT E L’ELEZIONE DI TRUMP

“Dal 2016, in avanti, con il referendum sulla Brexit e l’elezione di Trump, lo scenario politico è profondamente cambiato. Si è tuttavia trattato di un fenomeno più ampio del modo di pensare e affrontare il dibattito pubblico in tutti i campi, incluse scienza ed economia” specifica l’esperto. Il quale ammette però che è l’aspetto politico quello a cui forse si è prestata maggiore attenzione. A questo proposito, la svolta strutturale è nelle richieste degli elettori e negli incentivi alla politica che sono radicalmente cambiati determinando un drastico distacco da una logica di compromesso, tipica della politica, almeno nell’accezione condivisa in precedenza.

DARE VOCE AI BISOGNI MENO ASCOLTATI DEGLI ELETTORI

I partiti e i movimenti che hanno saputo dare voce ai bisogni meno ascoltati degli elettori sono stati premiati senza necessariamente che siano state né richieste (da parte degli elettori) né tantomeno illustrate (dai movimenti) le informazioni dettagliate sul come soddisfarli. Questa evoluzione politica ha visto gli elettori premiare l’annuncio di iniziative di grande portata ma quasi sempre prive dei dettagli su come realizzarle, a discapito di quelle che, al contrario, risultavano più praticabili tramite l’esercizio della mediazione. Semplificando al massimo, sono tre le caratteristiche principali di questo nuovo scenario politico che vanno per la maggiore in questa fase. In primis, una costante polarizzazione che non prevede sfumature. In secondo luogo, una estrema semplificazione dell’offerta politica per assicurarsi di essere ricordati e capiti. In terzo luogo una fermezza nel mostrarsi inflessibili a compromessi rispetto alle esigenze del proprio pubblico di riferimento.

CONTA L’OBIETTIVO ANNUNCIATO NON I DETTAGLI

Insomma, il contesto è profondamente mutato: stiamo attraversando una fase storica in cui dichiarazioni fortemente caratterizzate e polarizzate contano più del percorso che serve per raggiungere l’obiettivo e, soprattutto, non si avverte l’urgenza di fornire dettagli, che anzi spesso non sono neppure richiesti in modo sistematico. Un nuovo scenario politico che risulta però poco confacente ai mercati finanziari che, di solito, elaborano le informazioni disponibili e in base ad esse cercano di trovare un equilibrio tra domanda e offerta tramite il meccanismo della contrattazione per la formazione dei prezzi.

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ANALISI DEI DATI E RACCOLTA DEI FATTI

“E’ davvero difficile che i mercati possano esprimere valutazioni corrette in un ambiente in cui le informazioni, per esempio quelle legate a riforme o a manovre di politica economica, siano vaghe e scarse, e in cui il compromesso è messo al bando in quanto le posizioni devono essere sempre caratterizzate in modo netto” sostiene Luca Tobagi. L’esperto, alla luce di tutte queste attente valutazioni relative al nuovo scenario politico, non si stupisce del fatto che le oscillazioni dei mercati possano risultare ampie e veloci da una posizione estremamente polarizzata ad un’altra e conclude l’analisi offrendo agli investitori una considerazione finale come antidoto pratico per i prossimi mesi: è indispensabile un lavoro più accurato di raccolta e analisi dei dati e di controllo dei fatti.

skynesher / E+


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8 Marzo 2019
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