Ciclo economico: è il momento di attenuare il rischio?

di Chiara Merico

Una riduzione graduale dell’esposizione agli asset rischiosi è consigliabile in questa fase. Tuttavia, secondo Paul Jackson di Invesco, non è ancora ora di arretrare su posizioni ultra-difensive

La recessione non sembra in vista quest’anno, ma la maggior parte delle economie si trova nella fase finale di espansione del ciclo: di conseguenza, “potrebbe essere giunto il momento di ridurre gradualmente le esposizioni al rischio e prepararsi a una recessione che prima o poi è destinata ad arrivare”. Lo rivelano gli esperti del team di ricerca multi asset di Invesco nella loro ultima analisi di mercato trimestrale, The Big Picture. Dopo un inizio di anno soddisfacente, infatti, i mercati devono ora fare i conti con dati economici più deboli del previsto, una crescita monetaria a malapena adeguata e rendimenti inferiori.

RECESSIONE ANCORA IMPROBABILE

Tuttavia, secondo Paul Jackson, Head of multi asset research Emea Etfs di Invesco, “due fattori ci inducono a ritenere che non sia il momento di arretrare su una posizione ultra-difensiva. Il primo è che a nostro giudizio l’economia statunitense non sta per andare in recessione, e il secondo è che le autorità stanno adottando misure elusive”. Il trend di utili e investimenti in Usa sembra essere ancora ascendente, segnale che indica come improbabile una recessione. E’ infatti monitorando l’andamento di questi fattori che si può andare alla ricerca di eventuali segnali di deterioramento.

QUATTRO ASSET DA TENERE D’OCCHIO

In questo contesto, sono quattro gli asset che secondo gli esperti di Invesco dovrebbero offrire buoni rendimenti a medio termine, ma che presentano anche potenziale nel breve: le azioni giapponesi, il real estate e il debito governativo dei mercati emergenti, e la liquidità in dollari Usa. Per le prime tre asset class, su un orizzonte di cinque anni, le attese sono di un rendimento totale annualizzato in dollari Usa del 14%, 11% e 4%. La liquidità in dollari Usa, utilizzata come strumento di diversificazione, dovrebbe invece generare un rendimento totale annualizzato del 3% su cinque anni.

La teoria e la pratica del reddito aggiuntivo 

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IL DRAGONE AL CENTRO

Sul fronte geopolitico, la Cina si conferma al centro del quadro. Se infatti Fed e Bce si stanno mostrando più accomodanti rispetto al passato, per il team multi asset research di Invesco le misure di allentamento adottate dal governo e dalla banca centrale di Pechino avranno un impatto maggiore di quelle degli istituti centrali occidentali. Quindi, via via che le autorità cinesi ricorrono a tutti gli strumenti disponibili per stimolare la crescita, le attese sono di un rimbalzo dell’economia del Dragone nel primo semestre dell’anno, ancora più probabile nel caso in cui Cina e Usa raggiungano un accordo sulla disputa commerciale.

LA CRESCITA FRENA MA DOVREBBE REGGERE

Nel 2019 l’economia globale dovrebbe registrare una decelerazione, ma una crescita intorno al 3%, secondo gli esperti di Invesco, potrebbe essere sufficiente a sostenere i mercati, di modo che la Fed possa aumentare i tassi per contrastare la crescita dei salari. Nessun’altra banca centrale, prevedono i ricercatori, dovrebbe procedere a una stretta delle politiche monetarie nel prossimo anno.

BENE GLI ASSET AZIONARI E IMMOBILIARI

In un contesto che vede gli investitori “intrappolati tra bassi rendimenti obbligazionari e delusioni economiche”, per il team multi-asset research di Invesco gli asset azionari e immobiliari possono offrire rendimenti a medio termine migliori rispetto agli strumenti obbligazionari. Come rileva Jackson, i rendimenti da dividendi azionari sono più elevati dei rendimenti dei titoli di Stato nella maggior parte delle regioni e, in alcuni casi, anche dei rendimenti investment grade locali, con rendimenti immobiliari (Reit) ancora superiori.

I motori della crescita sostenibile secondo Invesco

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PREFERENZA PER LE AZIONI DI GIAPPONE E UK

Sul fronte azionario, la preferenza degli esperti di Invesco va alle azioni giapponesi e britanniche, in quanto la crescita dei dividendi in Giappone sembra destinata a proseguire e gli asset britannici avrebbero scontato più notizie negative del dovuto; c’è invece pessimismo sui rendimenti delle azioni di Usa ed Eurozona. Per quanto riguarda il reddito fisso, le preoccupazioni riguardano il debito societario Usa, mentre il debito dei mercati emergenti in valuta locale continua a offrire uno spread interessante rispetto alle medie globali. Infine, le materie prime, che a giudizio del team multi asset research sono da evitare, in quanto si collocano ampiamente al di sopra dei livelli storici.

ipopba / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
18 Aprile 2019
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