Investimenti alternativi, le ragioni di uno scenario favorevole nei prossimi 6 mesi

Secondo Elisabetta Manuli (Hedge Invest Sgr) non ci sono le condizioni affinché si torni a politiche monetarie espansive. L’inflazione e la minore liquidità alimenteranno la volatilità con interessanti opportunità nell’azionario, nel credito e nell’M&A.

“Riteniamo che il ritorno a misure di stimolo monetario sia uno scenario poco plausibile”. È quanto dichiara Elisabetta Manuli, Vicepresidente di Hedge Invest Sgr. Una precisazione che l’esperta si sente di fare alla luce delle voci che si sono intensificate di recente in base alle quali sarebbe ipotizzabile una interruzione dell’attuale ciclo di quantitative tightening (rialzo dei tassi) per ripristinare misure di easing (allentamento quantitativo) per far fronte ai timori derivanti da un’ulteriore escalation dei dazi e alle conseguenze sull’economia e sul commercio globali.

PERICOLO INFLAZIONE

Per Elisabetta Manuli, infatti, esiste un ostacolo decisivo a questo tipo di ‘ritorno al passato’: l’inflazione. E per almeno due ordini di motivi. In primis, negli Stati Uniti i prezzi al consumo hanno raggiunto il 2,4% (e il 2% in Europa ), cioè livelli coerenti con il target delle rispettive banche centrali. In secondo luogo, l’avvento del localismo e del protezionismo contribuiranno (e in parte hanno già contribuito) a generare ulteriore inflazione, esattamente all’opposto di quanto ha fatto la globalizzazione che ha invece rappresentato negli ultimi anni una significativa componente deflazionistica.

PREZZO DEL PETROLIO +50% IN UN ANNO

Il tutto senza dimenticare l’aumento del 50% negli ultimi 12 mesi delle quotazioni del petrolio e alla pressione salariale che comincia a far sentire i suoi effetti un po’ ovunque (ad agosto l’aumento su base annua delle retribuzioni americane è salito al 2,9%, il livello più alto degli ultimi 4 anni, ndr). “Siamo persuasi che, passate queste turbolenze estive, nei prossimi sei mesi si presenterà uno scenario favorevole per le strategie alternative, che porterà diverse opportunità di investimento derivanti dal riaggiustamento delle dislocazioni estreme create da anni di QE, e rafforzate negli ultimi tre mesi a partire da maggio” specifica Elisabetta Manuli.

RITORNO DELLA VOLATILITÀ

Ma quali sono queste opportunità? In primo luogo l’esperta prevede un ritorno della volatilità, generato dalla progressiva riduzione della liquidità sui mercati. In secondo luogo, proseguirà il graduale rialzo dei tassi di interesse, con una configurazione di curve dei rendimenti più ripide, in particolare nell’ambito dei governativi statunitensi e tedeschi.

STRATEGIE EVENT DRIVEN PER L’M&A

Anche nell’M&A (frenato dalle tensioni commerciali) Elisabetta Manuli intravede una ripresa delle operazioni le cui opportunità potranno essere colte grazie alle strategie event-driven (che sfruttano fusioni, acquisizioni, ristrutturazione e operazioni di finanza straordinaria). Un altro aspetto derivante dalla riduzione della liquidità in circolo è l’impatto negativo sulle obbligazioni societarie, fenomeno che potrebbe rivelarsi ancora più accentuato se la Fed dovesse effettuare un numero superiore di rialzi dei tassi nel prossimo periodo rispetto a quelli attualmente prezzati dal mercato attualmente.

IMPATTI SUL CREDITO

“È probabile un ritorno dei risk premia, che erano sostanzialmente scomparsi con i mercati inondati di liquidità dalle banche centrali. D’altra parte l’impatto dell’inasprimento di politica monetaria si è già avvertito sulle obbligazioni emergenti in valuta locale, sui subordinati bancari europei e sui titoli di Stato europei periferici” spiega l’esperta che, a questo punto, ritiene probabile lo stesso percorso nell’ambito dei titoli investment grade e high yield europei.

RIVALUTAZIONE DEI TITOLI DIFENSIVI E VALUE

Infine, ma non certo per importanza, Elisabetta Manuli intravede le condizioni per una riduzione dello spread tra titoli difensivi e growth e tra i titoli ciclici e quelli value. La sovraperfomance dei titoli growth rispetto ai value, che dura praticamente da 10 anni e che negli ultimi tempi ha raggiunto dei livelli estremi simili a quelli toccati prima dello scoppio della bolla tecnologica nel 2000, ha reso non più sostenibili le valutazioni dei titoli growth e difensivi.
“Come molti altri gestori alternativi, ci aspettiamo una correzione nei prossimi mesi, che premierà le strategie long-short equity correttamente posizionate rispetto a questo aggiustamento” conclude l’esperta.

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FinanciaLounge
12 Settembre 2018
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