Wall Street, le azioni potrebbero riprendersi del 20% dopo questa correzione

Minerd (Guggenheim Partners) sostiene che è possibile che Wall Street possa registrare un rimbalzo del 20% ma prevede pure un calo di almeno il 20% dal nuovo picco di Borsa, nel secondo trimestre del 2020.

Dopo un 2017 nel corso del quale non c’è stato alcun calo dai massimi superiore ai cinque punti percentuali, Wall Street sta attraversando la sua seconda correzione. Dopo quella dal 26 gennaio all’8 febbraio, in cui l’indice S&P 500 di Wall Street arrivò a perdere il 10,2%, quella in corso dal 3 ha già visto l’indice scendere (fino al 29 ottobre) del 9,7%. A questo punto, sono in molti a sperare che il mercato azionario americano si ripeta.

WALL STREET A LIVELLI PIÙ CONVENIENTI

Infatti, dopo la correzione di febbraio, l’indice S&P500 ha registrato un rialzo del 20 per cento ripagando ampiamente tutti coloro che hanno acquistato azioni statunitensi dopo la correzione. Sarà così anche stavolta? Scott Minerd, Chief Investment Officer di Guggenheim Partners, casa d’investimento statunitense con un patrimonio in gestione di 310 miliardi di dollari, ha detto venerdì scorso che la recente caduta ha portato le valutazioni di Wall Street a livelli relativamente più convenienti.

RAPPORTO P/E A 15,8

“Il fatto che le azioni statunitensi siano ora a buon mercato lo dicono i multipli basati sui profitti attesi che dovrebbero aumentare del 15% -20% nei prossimi 12 mesi a meno che l’incertezza politica intorno alla Cina e i dazi non sfocino in una vera e propria guerra commerciale”, ha sottolineato Scott Minerd. D’altra parte con un indice S&P500 a 2.755 punti (chiusura d6 6 novembre) il rapporto prezzo / utili (p/e) corrente è pari a 17,6 (non molto al di sopra della media degli ultimi 15 anni che è pari a 16) mentre il p/e prospettico (quello che tiene conto dei profitti attesi dalle corporation USA nei prossimi 12 mesi) scende a 15,8.

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NON CENTRANO I TASSI DI INTERESSE

Scott Minerd ritiene che la crisi del mercato che ha attanagliato Wall Street dall’inizio di ottobre non riguardi l’aumento dei tassi di interesse, che equivale a maggiori costi per i finanziamenti ad aziende e famiglie. Secondo i suoi calcoli, il tasso del titolo di stato (Treasury) USA a 10 anni dovrebbe attestarsi al 5,5% e non al 3,2% attuale per far deragliare la ripresa e condurre ad un mercato ribassista. Le vere ragioni della correzione di Wall Street vanno invece ricercate nelle preoccupazioni legate alle prospettive aziendali, e nell’eventuale rallentamento nella seconda economia più grande del mondo, la Cina, e nel ridimensionamento nella crescita in altre economie.

OPINIONI RISPETTATE DAL MERCATO

Resta il fatto che le opinioni di Scott Minerd sono tenute in seria considerazione dalla comunità finanziaria in quanto le sue previsioni di mercato, particolarmente preoccupanti durante i momenti più esuberanti in primavera e in estate, si sono dimostrate corrette. L’esperto, in particolare, resta preoccupato che la battaglia commerciale degli Stati Uniti con la Cina si intensifichi in qualcosa di più minaccioso per le economie globali. In questo contesto, Scott Minerd preannuncia pure una cattiva notizia per gli investitori. Dal momento che la Fed dovrebbe proseguire nel suo percorso di rialzo dei tassi di interesse fino alla fine del 2019, c’è il rischio che, nel secondo trimestre del 2020 possa configurarsi una correzione del mercato azionario statunitense di almeno il 20% dal picco precedente.

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rabbit75_ist / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
8 novembre 2018
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