Tabù infranto: i robot “ammessi” nel sacro floor dei trader

La rivoluzione parte dagli uffici londinesi della banca svizzera UBS: per la prima volta i software tratteranno direttamente con i clienti.

Come in molti altri settori, anche nella finanza i temi dell’automazione e dell’intelligenza artificiale sono ampiamente discussi. Diverse banche e società d’investimento usano già complessi software per migliorare i propri servizi. Ma qualcuno sta andando oltre ed è pronto a sfatare un tabù: far entrare i robot nel floor, ovvero nello spazio “sacro” in cui i trader decidono come investire, su cosa puntare e quali strategie seguire.

Nella sua futuristica sede di Londra, la banca svizzera UBS sta utilizzando due sistemi di intelligenza artificiale per aiutare i propri trader a guadagnare (e far guadagnare) ancora più soldi. Se questa tendenza venisse sdoganata, i robot potrebbero passare dalla sala macchine della nave al ponte di comando, di fianco al capitano che guida l’equipaggio dei trader: un cambiamento epocale, per alcuni (come vedremo) anche pericoloso.

“Ci siamo chiesti in quali aree del front-office potevamo impiegare dei robot e ne abbiamo trovate un certo numero”, ha spiegato al Financial Times Beatriz Martin Jimenez, chief operating officer della banca d’investimento di UBS. Così la banca svizzera ha deciso di piazzare un robot a occuparsi della post trade allocation, ovvero della fase in cui venditore e compratore verificano la correttezza della transazione. Il software, sviluppato insieme a Deloitte, svolge il lavoro dopo aver “letto” le mail inviate dal cliente e lo fa in due minuti, contro i 45 di un addetto in carne e ossa.

Il secondo compito affidato da UBS a un robot è quello di sviluppare strategie per investire sulla volatilità, partendo da modelli di mercato da cui i nuovi software fin-tech possono imparare. Secondo gli svizzeri si tratta della prima “strategie adattiva” offerta da una banca d’investimento. E tutto questo, sottolineano in UBS, permette ai trader di concentrarsi su compiti più complessi.

Molte altre banche e società d’investimento stanno iniziando a mettere a disposizione dei propri clienti sistemi di intelligenza artificiale. JP Morgan Chase, Goldman Sachs, Morgan Stanley stanno seguendo questa strada, ma finora nessuno si era spinto fino all’introduzione nel “sacro” floor.

Per il momento le strategie adattive sviluppate dal software intelligente di UBS necessitano della validazione di un umano. Ma in futuro questi particolari robo-advisor potrebbero raggiungere la completa autonomia, con tutte le preoccupazioni che alcuni osservatori hanno già espresso in merito al rischio (aumentato) di flash crash.




FinanciaLounge
11 Luglio 2017
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