Al Salone il punto sul futuro del risparmio gestito

di Redazione

Al via la decima edizione del Salone del Risparmio nel segno della sostenibilità e dell’inclusione

Fresca di assegnazione della Medaglia del Presidente della Repubblica, è partita al Mi.Co. la decima edizione del Salone del Risparmio, che nella prima giornata ha già registrato oltre cinquemila visitatori. L’attenzione verso la sostenibilità è in continua crescita e il mondo del risparmio gestito sembra aver preso consapevolezza della centralità del proprio ruolo nella ridefinizione di un nuovo modello economico di crescita.

EVENTO DI APERTURA

Ma l’edizione “X” del Salone guarda già oltre, come dimostra il discorso di apertura del presidente di Assogestioni Tommaso Corcos che ha esortato l’industria a diventare ancor più sostenibile, inclusiva e responsabile. Lo stesso Corcos ha ricordato la strada tracciata dai 17 principi lanciati dall’Onu, ricordando però l’importanza sempre maggiore del fattore Governance. Nell’ambito degli investimenti sostenibili l’Europa è un modello per il resto del mondo, ma allargando lo sguardo alla geopolitica, il presidente di Assogestioni vede la stessa Europa “intrappolata nel trilemma di Rodrik, in cui non si possono avere contemporaneamente globalizzazione, sovranità e democrazia”. Guardando poi al futuro del risparmio gestito, Corcos non vede sbocchi nel semplice taglio dei costi ma “nel miglioramento dell’efficienza”, anche se, secondo alcune stime, un terzo delle società verranno riassorbite da altre entro i prossimi 5 anni.

MISTER BIG SHORT

L’evento di apertura del Salone del Risparmio è proseguito con gli interventi di Adam Jonas, Morgan Stanley’s Global Auto e Shared Mobility Research Team, che ha parlato del prossimo grande mercato in arrivo, quello appunto della mobilità, e di Carlo Ratti del Senseable City Lab del MIT. Ma tra gli ospiti più attesi di questa prima giornata c’era sicuramente Steve Eisman, l’uomo del “big short” sul mercato immobiliare Usa, uno dei pochi a vedere le crepe del castello di carta costruito sui mutui subprime che, crollando, ha dato il via alla crisi del 2007-2008. Oggi gestore di un fondo per Neuberger Berman, Eisman ha spiegato che” la causa primordiale della crisi è stata l’iniqua distribuzione della ricchezza negli Usa” seguita dalla concessione di mutui subprime per colmare questo gap. “All’epoca tutti ci guadagnavano e a nessuno conveniva intervenire – ha proseguito – i controllori si fidavano delle banche e di Wall Street, ma oggi il sistema è cambiato ed è sicuro, su questo sono pronto a giocare la mia carriera”. Guardando all’Europa, Eisman ha lodato Draghi (“gli è bastato pronunciare una frase per creare un nuovo mondo, Dio aveva impiegato 6 giorni”) ammettendo di non capire cosa stia succedendo con la Brexit. “Al momento non vedo altri big short all’orizzonte – ha detto – ma ho qualche posizioni corta in Europa e in Canada”.

SALVARE IL MARE CON AMUNDI

Ha mantenuto il filone principale della sostenibilità la conferenza organizzata da Amundi con il confronto tra il professore Stefano Caserini, titolare della cattedra di Mitigazione dei cambiamenti climatici e project leader della ricerca, e Paolo Proli, head of retail distribution di Amundi, con la moderazione della giornalista Tessa Gelisio, presidente dell’associazione ambientalista forPlanet onlus. Nel corso della conferenza è stato illustrato il progetto Desarc-Maresanus”, realizzato dal Politecnico di Milano e dal Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatic e fortemente sostenuto da Amundi, ideato per contrastare il processo di acidificazione del mare dovuto all’eccesso di CO2.

COMPETENZA E VERITA’

Tra gli eventi del pomeriggio anche l’appuntamento organizzato da Capital Group dal titolo “Dimmi la verità, tutta la verità…” con l’intervento di Antonio Evangelista, esperto di sicurezza con esperienza in polizia e carabinieri. Il confronto è ruotato intorno all’importanza di riconoscere gli atteggiamenti delle persone che mentono e sul capire e interpretare le risposte dei nostri interlocutori. “Ma anche qui – ha concluso Evangelista – a fare la differenza, nel mio come nel vostro mestiere di consulenti, è la competenza”.




FinanciaLounge
3 Aprile 2019
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