Petrolio e Wall Street, correlazione più intensa durante le correzioni di mercato

Dal 3 ottobre la correlazione tra i prezzi del greggio WTI e quelle dell’indice S&P500 si è intensificata, fino a sfiorare il 90% in dicembre. Perché alcuni esperti sovrappesano ora il settore energia

Da quando è partita l’attuale correzione dei mercati azionari, i principali indici di Borsa hanno subito severi ridimensionamenti. Dall’Eurostoxx (-11%) allo Stoxx 600 (-10%), dall’S&P500 (-13%), al Nasdaq Composite (-16%), dal Nikkei 225 (-12%) all’MSCI Emerging markets (-8%). Il fatto che tutti gli indici azionari siano scesi più o meno della stessa intensità non è certo una novità. Quello che invece alcuni analisti hanno notato è che, in corrispondenza di questa correzione, è aumentata la correlazione tra le quotazioni del petrolio e l’indice S&P500 di Wall Street.

UNA CORRELAZIONE CHE HA SFIORATO IL 90%

In particolare, in base a uno studio di Leo Chen, portfolio manager e strategist quantitativo presso Cumberland Advisors, una boutique finanziaria indipendente degli Stati Uniti, i prezzi del greggio WTI (West Texas Intermediate, il benchmark del mercato petrolifero statunitense) sono risultati correlati al 79% con quelli dell’S&P 500 da quando è iniziato il selloff (vendita senza limitazione di prezzo e di quantità, ndr) di ottobre fino alla fine di dicembre. Si ricorda che una correlazione del 100% significherebbe che i prezzi si muovono in perfetta sincronia tra loro. Non solo: Leo Chen ha osservato che la correlazione si è intensificata nel mese di dicembre, raggiungendo addirittura un picco dell’89,7%.

UNA REPLICA DEL 2015-2016

L’aspetto interessante è che lo stesso comportamento si era manifestato tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, quando il petrolio ha accelerato al ribasso mentre le azioni statunitensi avevano iniziato l’anno con un significativo calo per raggiungere un minimo ai primi di febbraio dal quale (come abbiamo poi visto) l’indice S&P600 ha però saputo risalire fissando successivamente nuovi record storici.

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PETROLIO, INDICATORE PER L’ECONOMIA

Leo Chen ha rivelato che la ricerca di Cumberland Advisors specifica che la correlazione tra i prezzi petroliferi e l’S&P500 tende ad aumentare durante le forti correzioni dei mercati, il che può essere spiegato dal fatto che molti investitori usano la domanda di petrolio come indicatore della crescita economica globale, ovvero come indicatore di timori sulle prospettive di crescita.

SOVRAPPESO NEL SETTORE ENERGIA

Infatti, al di fuori delle fasi di forte correzione di Borsa, la relazione tra petrolio e mercati azionari risulta piuttosto instabile nel tempo, con rapidi capovolgimenti di fronte tra correlazioni positive e negative: per esempio dal 2011 fino alla fine del 2017, la correlazione tra le quotazioni del greggio WTI e l’indice S&P 500 è stata addirittura negativa per il 63,7%. “All’inizio del 2016 abbiamo aggiunto posizioni in portafoglio nel settore energetico e lo stesso stiamo facendo attualmente con un sovrappeso nel settore per sfruttare le basse valutazioni di mercato”, ha concluso Leo Chen, in una risposta via email a MarketWatch.

Rawpixel/ iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
8 gennaio 2019
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