Nuove società per il Ftse100

Dallo scoppio della crisi subprime sono passati cinque anni. Da allora il sistema bancario è entrato in una profonda crisi ed è diminuito l’appetito per il rischio degli investitori. Mostrano i segni del cambiamento anche importanti indici come il Ftse100, l’indice delle 100 maggiori società quotate sulla Borsa di Londra, dove la crisi ha travolto il settore bancario e ha portato alla nazionalizzazione di Northern Rock.

Banche come Rbs e Barclays, nel 2007 rispettivamente al sesto e al decimo posto per capitalizzazione nel Ftse100, oggi sono scivolate fuori dalla classifica delle preme dieci, lasciando tra gli istituti di credito solo Hsbc, uno dei più grandi gruppi bancari del mondo. Il che non è di per sé una sorpresa visto la tempesta che in questi anni si è abbattuta sulle azioni bancarie. Ma a perdere posizioni nel ranking sono anche le minerarie Anglo American e Rio Tinto, nonostante il boom delle commodity. Anglo American è uscita dalla top ten dal settimo posto del 2007 mentre Rio Tinto sta scivolando sul fondo.

Si consolidano invece, oltre alle petrolifere Shell e Bp, anche le telecomunicazioni di Vodafone, la farmaceutica di GlaxoSmithKline e compaiono, assenti nel 2007, le bevande di Diageo e le birre di SabMiller. Un trend che non pare una coincidenza in un momento in cui ci si attende una crescita economica difficile a livello mondiale. In particolare a occupare le maggiori posizioni del listino sono compagnie non solo considerate generalmente difensive ma anche che pagano generosi dividendi agli azionisti distribuendo buona parte dei profitti.

Cambiamenti che sono in linea con una sempre maggiore attenzione da parte di risparmiatori e gestori di fondi verso quei titoli capaci di liquidare dividendi generosi e sostenibili anche nel contesto di un investimento azionario.




FinanciaLounge
15 Ottobre 2012
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