Per Nomura i mercati azionari scenderanno ancora

di Redazione

Secondo gli analisti di Nomura il recupero degli indici dopo la caduta di lunedì 5 agosto deve essere sfruttato dagli investitori per alleggerire le posizioni perché tra fine agosto e inizio settembre ci sarà una nuova profonda correzione

Si è chiusa una settimana particolarmente difficile per i mercati azionari di tutto il mondo. Venerdì 2 agosto, sulla scia dell’annuncio a sorpresa di Trump di nuovi dazi al 10% su merci importate dalla Cina dal prossimo 1° settembre, gli indici di Borsa hanno iniziato a scendere in modo vistoso con cali che si sono ampliati nella giornata di lunedì 5 agosto fino a perdite tra i quattro e i sei punti percentuali.

L’ANALISI DI NOMURA

A metà settimana si è intravista una stabilizzazione e un tentativo di rimbalzo dai minimi. Ma, avvertono gli analisti di Nomura, qualsiasi rimbalzo dovrebbe essere considerato non tanto un punto da cui poter ripartire per incrementare l’esposizione all’azionario, quanto piuttosto come un’opportunità di vendita in preparazione della seconda ondata di volatilità, che dovrebbe scattare a fine agosto o all’inizio di settembre.

LA SVALUTAZIONE DELLO YUAN

Anche se Nomura non ne fa riferimento esplicito, l’evoluzione dell’attuale situazione potrebbe ricalcare quanto accaduto sui mercati tra l’agosto 2015 e il febbraio 2016. Un elemento di forte analogia c’è. Anche in quell’occasione Pechino svalutò lo yuan rispetto al dollaro Usa, sebbene quella mossa risultò allora senza una precisa ragione apparente e fu interpretata dagli investitori come la conferma che l’economia cinese molto incline alle esportazioni stesse incontrando forti ostacoli alla crescita.

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UN PARALLELISMO CON IL 2015

La svalutazione dello yuan della scorsa settimana, invece, è la ritorsione che Pechino ha messo in campo per contrastare le potenziali perdite derivanti dai dazi del 10% sull’export cinese verso gli Stati Uniti che dovrebbero essere introdotti dal prossimo primo settembre. Ma, al di là di questa analogia relativa alla svalutazione dello yuan, cosa accadde quattro anni fa che potrebbe ripetersi nei prossimi mesi? I principali indici di Borsa, dall’S&P 500 all’Eurostoxx, dall’MSCI world al Nikkei 225, dal Nasdaq all’MSCI emerging markets, lasciarono sul parterre tra il 13% e il 16% del proprio valore tra il 5 e il 24 agosto 2015. Da quel minimo recuperano fino al 30 novembre tutte le perdite ad eccezione dell’MSCI EM (che segnava ancora un -5% rispetto al 5 agosto) e l’Eurostoxx (-1%). Dal 30 novembre 2015 una nuova più profonda correzione che durò fino al 12 febbraio provocò cali degli indici azionari internazionali superiori ai 20 punti percentuali.

PERCHÉ IL RIMBALZO SARÀ EFFIMERO

Il macro strategist di Nomura, Masanari Takada, in un report di martedì scorso, ha dichiarato che il calo degli indici sulla scia delle nuove tariffe annunciate da Trump si è sviluppato come si aspettava, ma ipotizza che il picco di volatilità non è nulla in confronto a ciò che potrebbe accadere alla fine di questo mese o all’inizio del successivo. Lo strategist lo ha spiegato in questo modo: “Una volta superata la prima ondata di volatilità, è probabile che i mercati azionari globali subiscano un rimbalzo spontaneo. I fattori che contribuiscono a tale movimento potrebbero includere le aspettative di un sostanziale taglio dei tassi da parte della Fed nel corso della riunione del FOMC di settembre e gli acquisti di azioni effettuati da investitori contrarian a breve termine. Tuttavia questo rally si rivelerà effimero e potrebbe ingannare gli investitori che farebbero bene a liquidare le posizioni in Borsa”.

LA POSIZIONE DEGLI HEDGE FUND

Una convinzione, quella di Masanari Takada, che poggia sul fatto che un certo numero di investitori di hedge fund ha puntato in modo massiccio nel mercato azionario a giugno e a luglio, ipotizzando un taglio del tasso di interesse della Federal Reserve e successivi tagli nei mesi a seguire.

LA DELUSIONE DELLA FED

Tuttavia, il presidente della Fed, Jerome Powell, sembra aver raffreddato gli entusiasmi sul ciclo di allentamento della politica monetaria. Alla delusione della banca centrale americana che non è vista così accomodante come sperato si è poi aggiunta un’inaspettata intensificazione dei conflitti commerciali sino-americani che allontana la possibilità di un accordo tra Stati Uniti e Cina a breve termine mentre si moltiplicano i dati e gli indicatori sul rallentamento dell’economia a livello globale.

VENDITA DI FUTURES SULL’S&P 500

“Gli hedge fund e le strategie di portafoglio che seguono la tendenza a breve dei mercati, inclusi i CTA funds e i parity risk fund, hanno subito il sell – off della scorsa settimana. Ciò nonostante, la posizione lunga netta (rialzista) dei fondi CTA nei futures sull’S&P 500 risulta ancora inferiore di circa il 45% rispetto al picco più recente del 16 luglio. Riteniamo pertanto che i CTA continueranno probabilmente a vendere futures – alimentando la corrente di vendite sull’azionario USA – per cercare di ridurre le perdite” ha scritto Takada.

UN NUOVO PICCO DELL’INDICE VIX

Secondo il quale i picchi dell’indice di volatilità VIX, che misura la volatilità implicita di Wall Street in base alle opzioni sull’S&P 500, visti la scorsa settimana (24,59 punti nella giornata di lunedì 5 agosto) potrebbero essere oscurati nel corso della prossima correzione che lo strategist prevede a fine mese o all’inizio di settembre.

Rawpixel / iStock / Getty Images Plus


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12 Agosto 2019
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