Molte case, pochi mutui

Le famiglie italiane sono storicamente tra le più propense all’investimento immobiliare. Non a caso oltre il 75% di esse è proprietario almeno della prima casa di residenza. Tuttavia, nonostante questa particolarità, c’è la tendenza all’acquisto di immobili senza il ricorso a mutui e prestiti.

In base ai dati disponibili a fine 2012 forniti dall’European Mortgage Federation (EMF) e dell’Association for Financial Markets in Europe (AFME), l’ammontare complessivo dei mutui residenziali in Italia si attestava a 343 miliardi di euro. Un controvalore che equivale a circa la metà delle consistenze dei mutui in Spagna (641 miliardi di euro), e in Olanda (651 miliardi), a poco più di un terzo di quelli in Francia (874 miliardi), a circa un quarto dei mutui residenziali in Germania (1.185 miliardi) e a quasi un quinto di quelli del Regno Unito (1.568 miliardi).

Le cose però cambiano se l’attenzione si sposta sulle cartolarizzazioni dei mutui residenziali emesse da banche. In questo specifico segmento di mercato l’ammontare in Italia è pari a circa 98,3 miliardi, cioè il 28,7% del controvalore di tutti i mutui residenziali: percentuale che non va oltre l’1,4% in Germania e all’1,9% in Francia, che si mantiene sotto il 20% in Spagna (19,9%) e in Gran Bretagna (18,8%) e che soltanto in Belgio (41,2%), in Olanda (41,3%) e in Irlanda (40,4%), assume percentuali maggiori rispetto a quelle del nostro paese.




FinanciaLounge
22 Agosto 2013
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